[eventi] – CENTOMILA POETI PER IL CAMBIAMENTO anche su Scintille d’Anima l’evento mondiale di poesia | evento web

Come ormai è consuetudine, l’autrice Loriana Lucciarini che è anche la curatrice di qusto blog di Scintille d’Anima partecipa e aderisce al movimento poetico dei Centomila poeti per il cambiamento, il 100Tpc, l’evento mondiale, che si tiene l’ultimo sabato del mese di settembre con la partecipazione di moltissime città del mondo.

Qui il link alla fonte ufficiale, il sito dei Centomila poeti per il cambiamento ideato da Terri Carion e Michael Rottemberg –> QUI

Una selezione di poesia, orientata sul tema «della memoria e del ricordo», per celebrare questa giornata dove, in versi, si prova a cambiare il mondo!

 

Read it!

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GUARDA LA GALLERIA DEI VERSI IN SLIDESHOW  (immagini realizzate da Loriana Lucciarini per Scintille d’Anima su Canva)

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[segnalazione | PER UN’ESTATE DI LIBRI] – «Sfumature d’amore», la poesia di Angy C. Argent

Il Salotto di Scintille apre per la stagione estiva «Per un’Estate di libri»! Oltre a freschi cocktail e spruzzi e lazzi parleremo di autori italiani, libri e tante storie…e oggi si parlerà di «SFUMATURE D’AMORE» di Angy C. Argent che, grazie alla melodia dei suoi versi, vi cullerà in ore di relax e serenità.

Il giusto volume per ore un’estate 2018 vissuta in lettura lenta! 🙂 🍹🏄‍♀️🏄‍♂️🏊‍♂️💦👙👡🐳🐠🦀🐚🌻🍉🍒


Raccolta poetica dedicata all’amore, ai suoi colori, emozioni e sensazioni. Parole che regalano un tono di voce a ogni sfumatura dell’amore per carpirne il senso, il significato profondo che l’autrice ha voluto condividere con i suoi amici lettori. Perché scrivere poesie d’amore? Perché spesso non tutto è come appare! Ogni poesia d’amore della raccolta ci racconta una storia, ogni storia è la nostra storia, e tutte sono collegate tra loro dall’amore per la vita. L’amore è una filosofia di vita.
Le sfumature d’amore sono i sentimenti: l’affetto, la passione, la tenerezza, la rabbia, la gelosia, l’ossessione, la pazienza, la benevolenza, la compassione e tanti altri non meno importanti. Questi sentimenti sono gli strumenti che ci permettono di costruire l’amore, di rendere reale l’Idea dell’amore, perché l’amore è solo un concetto che può e deve essere espresso al meglio con i mezzi che esso stesso ci fornisce e con la nostra pazienza e il desiderio di vedere realizzati i nostri sogni.
Possiamo immaginare l’amore come una grande scatola ben confezionata dove, all’interno, siano riposti tanti regalini -i sentimenti- , ora sta a noi utilizzare questi magnifici doni per creare.

L’amore non è solo quello che si prova per un marito e che comunque sarà un sentimento diverso da quello che si prova per un figlio o una madre, ma non per questo meno importante, ma è anche amore per la vita, la natura.
Le poesie della raccolta “Sfumature d’amore” contengono tutte uno scenario naturale dipinto sullo
sfondo: il mare, la campagna, i colori della natura.
Troverete anche tre storie d’amore: una ci narra come due persone siano ancora insieme dopo tanti anni, quali meccanismi hanno tenuto insieme questa coppia? La seconda parla di un uomo disilluso, addolorato, che non crede più nell’amore eppure…ogni gesto, ogni scelta che compie, rivela che egli spera ancora di trovare la persona giusta. L’ultima è il dipinto di un amore antico, come quello dei nostri nonni o bisnonni: l’amore che non chiedeva ma dava sempre, l’amore semplice e genuino, l’amore che sapeva sacrificare qualcosa in nome dell’altro.
Però, siccome l’amore non è solo quel bel sentimento che si nutre quando le cose vanno bene, ci sono anche poesie dedicate alla sofferenza, alla malattia e alla morte. L’amore si manifesta anche e, forse, soprattutto in queste condizioni di disagio. Ecco che il sentimento della benevolenza, della tenerezza e della compassione mantengono vivo l’amore anche nei momenti più duri. Le poesie sono tutte un inno alla speranza, la speranza che l’amore ci sopravviva e che lo possiamo ritrovare anche dopo la morte.
La silloge si apre con una poesia: Carpe diem che sottolinea come ogni istante della vita vada vissuto, senza perderne un attimo, perché il tempo non è altro che un’illusione e quello che viviamo anche solo per un giorno rimarrà a farci compagnia e sarà importante. Per questo si dovrebbe sempre vivere in armonia con la natura e le persone, per non avere nulla da rimpiangere. La raccolta si chiude con la dipartita del protagonista dell’ultima poesia, una morte attesa, annunciata, desiderata come un amante.
Nella silloge poetica la vita e la morte si inseguono, si toccano, danzano sulle note della stessa musica: l’amore.

Inoltre all’interno della raccolta c’è una poesia che tratta un sentimento particolare e che, in modo leggero, possiamo avere provato tutti almeno una volta nella vita ma che fa desiderare al nostro protagonista, solo desiderare ma non compiere, di commettere un’azione deprecabile. Perché una poesia su un sentimento che può scatenare azioni incontrollate? Perché è quello che, purtroppo, succede anche ai giorni nostri e la poesia non è solo musica, liricità, anima, sogno, dipinti, ma anche esperienze di vita, anche dare voce alle nostre paure per affrontarle, ed è uno specchio che riflette la società in cui vive il poeta al momento in cui scrive e che non è mai perfetto.
Se volete provare a scoprire quale è la poesia in questione o se vi siete incuriositi su questa raccolta di poesie d’amore vi invito a cliccare sul link sottostante.

link per l’acquisto

http://www.lemezzelane.altervista.org/negozio/index.php

https://www.ibs.it/sfumature-d-amore-libro…/e/9788899964726…

https://www.lafeltrinelli.it/libri/angy-c-argent/sfumature-d-amore/9788899964726

https://www.mondadoristore.it/ebook/Angy-C-Argent/aut03332058/

 

[Ospiti] – Poesia donna: i versi di Marilena Ferrante | AperiPoesia nel Salotto Letterario di Scintille

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita per la sua abituale pausa #AperiPoesia una poetessa e scrittrice impegnata nell’organizzazione di eventi culturali e rappresentante di prestigio del panorama letterario per il territorio Molisano. Lei è MARILENA FERRANTE, che si racconta in questa bella intervista…

Pronti a cominciare? Dai, prendete posto e appuntatevi questi hastag, saranno il filo conduttore di questo incontro con l’Autrice… #aperibook #aperipoesia #aperiautore #ospiti #concorsiletterari #poesia


Chi è Marilena Ferrante?

Nata a Isernia, dove vive, è docente di Lettere nella locale scuola secondaria di I grado “Andrea d’Isernia”.

Ama la propria attività professionale, il mondo della scuola e il rapporto con le giovani generazioni che rappresentano punto di arrivo e di partenza per lei in una continua volontà di evoluzione che la vede impegnata in un fecondo interscambio tra realtà sociale e scolastica. Animata da profonda la passione per la scrittura è autrice di poesie, di racconti e di recensioni letterarie. Marilena Ferrante è anche operatrice culturale e referente del network “Borghi della lettura” per il Comune di Isernia, nonché socia Ewwa (European Writing Women Association).

 


Le pubblicazioni di Marilena Ferrante?

 

«Quel che avrei potuto dirti» 

(di Marilena Ferrante, Volturnia Edizioni, 2015)

Rappresenta la sua silloge d’esordio

 

 

 

 

 

«Un passo dal cuore»

(di Marilena Ferrante – Volturnia Edizioni, 2016)

È la successiva con la quale la Poetessa intende continuare ad incidere, seguendo le linee della sua poetica, nel proprio cuore ed in quello dei suoi lettori.

Sinossi: In una presentazione che voglia comunque invitare il lettore a percorrere la sua strada – e a scoprire per sé, a cibarsi per sé (direbbe Dante) quello che c’è da assaporare in questo banchetto dei sensi apparecchiato, messo innanzi, da Marilena -, in una lettura giocoforza veloce di un libro che invece merita senz’altro più di un livello di approfondimento lessicale e semantico, non ha molto senso, non occorre segnalare i testi meglio riusciti (nel connubio tema-forma), o quelli più espressivi, perché ricchi di formule retoriche o perché suadenti nel tono, allusivi nelle suggestioni proposte: qui davvero conviene che ognuno prenda per sé – l’offerta è ricca, molto ricca di belle vivande, per rimanere nella metafora del banchetto, e c’è da gustare, e godere, e carezzare con lo sguardo, con i sensi…

 


 

Scintille – Ciao Marilena, benvenuta. Dicci subito chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Marilena Ferrante – Salve a tutti, sono Marilena Ferrante, una docente di lettere che ama molto il suo lavoro, la spinta vitale delle giovani generazioni e il trasporto verso modelli educativi nuovi e partecipati. Il valore umano è al primo posto sia nel mio lavoro che nella mia attività di scrittrice.

Scrivo per un giornale telematico locale Isernianews articoli di letteratura, costume e società. Sono referente per il Comune di Isernia del network Borghi della lettura, creato nel 2015 dalla operosità di Roberto Colella e Davide Vitiello e ormai realtà in molte regioni italiane a partire dal Molise.

La mia attività non si ferma dunque all’attività di docente e di scrittrice, ma allarga i suoi orizzonti attraverso la diffusione della cultura letteraria e non sul mio territorio. Sono stata e lo sono ancora promotrice di diversi eventi che vorrei farvi conoscere per rendervi partecipi della mia attività. Ne cito solo alcuni quali l’ideazione e coordinamento del Concorso Letterario “Anime vicine e lontane nel nostro patrimonio artistico“, alla terza edizione. Ho realizzato anche il coordinamento e ideazione in collaborazione con la Soprindentenza delle Arti e Paesaggio del Molise e la Scuola secondaria di 1° grado  “Andrea d’Isernia” del progetto “Il Cuore di Isernia nel cuore”. Ho curato il coordinamento del Seminario di formazione “Don Milani Educatore” promosso da Proteo Fare Sapere. Ho curato anche l’edizione 2017 de La Notte dei Borghi della lettura  “Antiche leggende in musica” con Il Tratturo, che si è tenuta al Chiostro di Palazzo San Francesco. Ho ideato e realizzato lo spettacolo di musica e poesia “Poeti africani”, che si è svolto nella chiesa di san Lorenzo di Macchiagodena, agosto 2017. Sempre nello stesso anno ho ideato e realizzato lo spettacolo “Viaggio nella poesia, specchio dell’anima” al Castello Medievale di Macchiagodena. Mi sono occupata, nel recente passato, del coordinamento delle attività di Libriamoci e del Maggio dei libri, con progetti di lettura nella scuola secondaria di primo grado “Andrea d’Isernia”. Ho curato l’incontro-dibattito, “Morire d’amore” in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della violenza contro le donne presso la Libreria Enzo Della Corte.

In tutte queste attività vorrei poter dare sempre il massimo per riuscire a far arrivare a molti il mio messaggio e poter essere apprezzata non solo nel mio territorio.

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia?

Marilena Ferrante – Ho conosciuto la poesia quando nella mia vita avevo un grande vuoto. È stata ed è la mia ancella, il modo più assoluto per uscire dalla noia e dalla sofferenza.

 

Scintille – Cosa significa per te?

Marilena Ferrante – La poesia è per me il modo più efficace per esorcizzare il dolore, ma anche l’esplosione più netta e prorompente della mia gioia interiore.

 

Scintille – Cosa vuoi comunicare?

Marilena Ferrante – Vorrei che arrivasse ai lettori la mia energia interiore mai nascosta nella mia vita quotidiana, ma che esprime il meglio di sé nei versi e nelle parole che diventano “gioco dell’anima”, provengono dal mio profondo, a volte scandalosamente troppo vicini alla mia interiorità.

 

Scintille – Una domanda circa la tua produzione poetica. Hai pubblicato qualche silloge? Ce ne vuoi parlare?

Marilena Ferrante – Certo. Ho pubblicato due raccolte poetiche la prima nel settembre 2015 dal titolo “Quel che avrei potuto dirti” e la seconda, “Un passo dal cuore”, nell’ottobre 2016.

La prima raccolta (“Quel che avrei potuto dirti”) è un parafrasario d’amore dedicato al mondo degli affetti e ispirato da un grande vuoto provocato da uno strappo affettivo. Non mancano versi dedicati alle persone a me più care.

La seconda (“Un passo dal cuore”) tocca tre tematiche: la prima di carattere interiore legata alla memoria, al mondo sconosciuto che a volte ci appartiene. La seconda, più corposa all’Amore e all’Eros con liriche dettate da questi sentimenti. La terza è dedicata alla Bellezza che salverà il mondo, liriche di carattere civile e sociale legate al senso di appartenenza al genere umano nella sua variegata composizione (Immigrazione, Terrorismo, Amicizia ecc..)

 

Scintille – Come componi?

Marilena Ferrante – Quando sono investita dalla impellenza di scrivere mi sento attraversata da una sensazione di benessere, di leggerezza ed è allora che compongo piccoli gioielli.

 

Scintille – Cosa ti ispira?

Marilena Ferrante – Qualcuno ha detto che lo scrittore non possa scrivere senza vivere ed aveva ragione. Non riuscirei a scrivere senza entrare in collisione con il mondo esterno, solo quando divento partecipe dell’universo allora riesco a sentirmi pronta per scrivere, per far passare il vissuto in quella luce che attraversa le mie composizioni.

 

Scintille – In che modo nasce il processo creativo?

Marilena Ferrante –

Scrivo per esistere ed esisto per scrivere .

Nel senso che quando si accende quel fuoco sacro quello è il momento di librarsi e farsi trascinare dall’ignoto, dalle lettere che si accavallano e trovano la strada per dire tutto o quasi tutto si voglia comunicare in quel momento.

È questo un momento unico, sacro, inviolabile e solo ed esclusivamente mio.

 

Scintille – In generale, quali tematiche affronti e in che modo?

Marilena Ferrante – La tematica fondamentale è la vita, questa forza che trascina, la curiosità che fa indugiare, la bellezza nell’esplorare l’animo umano. Insomma tutto ciò che fa vibrare il cuore. Mi piace molto l’indagine psicologica e sociologica e di conseguenza tutto ciò che fa riflettere sugli eventi e sull’umanità in movimento.

 

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Marilena Ferrante – Il colore violetto , l’immagine di una carezza, il profumo di gelsomino e il suono di un violino.

 

Scintille – C’è qualche autore o poeta a cui ti ispiri?

Marilena Ferrante – Sono molti gli autori che amo, ma quello che mi entra dentro più degli altri è Pablo Neruda.

 

Scintille – Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Marilena Ferrante – Faccio richiamo ai versi di Dante: «Amor ch’a nulla amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte che, come vedi, ancor non m’abbandona.» (Canto V dell’Inferno – Paolo e Francesca).

 

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Marilena Ferrante – Io ho pubblicato con una piccola casa editrice della provincia di Isernia, la Volturnia Edizioni, tuttavia credo che sia molto difficile entrare nel campo editoriale free. Bisogna che lo scrittore sia prima lui a dover credere alla sua opera e poi non arrendersi mai.

 

Scintille – Concorsi letterari: cosa ne pensi e quali sono i presupposti giusti per partecipare. Inoltre, so che sei tra le organizzatrici di un concorso di poesia. Ce ne vuoi parlare?

Marilena Ferrante – Ho partecipato a diversi concorsi letterari e penso che siano un buon banco di prova, almeno con questo spirito mi sono avvicinata. Certo, bisogna scegliere organizzazioni serie che valutino con obiettività i lavori per poi procedere ad un eventuale riconoscimento.

Io stessa ne ho promosso uno, che ora è alla III edizione: il concorso letterario dei Borghi della lettura “Anime vicine e lontane nel nostro patrimonio artistico” e devo dire che la mia giuria, di cui io sono la presidente, cerca di essere sempre obiettiva e seria con figure competenti anche nel campo archeologico.

 

Scintille – Prima di salutarci, ci regali una tua poesia?

Marilena Ferrante – Certamente. Prima di lasciarvi i miei versi invio un caro saluto a tutti e grazie per questa intervista!

Donna violata

Il capo abbassato,

la voce rotta,

le scarpe infilate,

tutta una vita accampata.

 

Muove il ricordo,

giorni felici,

carezze provate,

poi il sole bruciato,

il calore incendiato,

il pensiero rotto

nel fragore del corpo

mosso da inesistente vanità,

l’anima compressa

tra la vita e la morte.

 

Fatalità congiunta,

amore violato

di un giorno mai nato.

(Marilena Ferrante)

 


L’appuntamento, carissim* follwers, si conclude qui. Prima di salutarci anche io voglio ringraziare voi per esserci stati e l’Autrice MARILENA FERRANTE per questa bella intervista e il tempo che ci ha dedicato in questo appuntamento del Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK UTILI…

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[Ospiti] – Emozioni di carta | Ilaria Biondi, poetessa e scrittrice incontra i lettori nell’aperitivo letterario di Scintille

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice che è anche poetessa, attiva in moltissimi eventi culturali e letterari, promotrice dei fantastici mondi di carta e inchiostro…

Qui con noi, per l’aperitivo letterario, c’è ILARIA BIONDI!


Chi è Ilaria Biondi?

Ilaria Biondi nasce a Parma nel 1974 e da qualche anno vive di nuovo stabilmente nel piccolo borgo dell’Appennino Parmense dove è cresciuta. Dopo la Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Bologna, consegue presso il medesimo ateneo il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate con una tesi sulla prima traduzione francese dei racconti di E.T.A. Hoffmann. Durante il periodo del Dottorato trascorre lunghi periodi a Parigi, per perfezionare la conoscenza della lingua francese e per lavorare alla sua dissertazione. Attualmente si dedica all’insegnamento, benché a tempo parziale, con incarichi presso la scuola primaria e come titolare di corsi di lingua straniera e di letteratura per adulti. Ama lavorare con i bambini e organizza periodicamente, in forma gratuita e volontaria, letture animate, corsi e laboratori. È stata per alcuni anni lettrice volontaria presso l’Ospedale dei Bambini della sua città.

Si occupa di traduzione letteraria, critica della traduzione, poesia, letteratura al femminile, letteratura fantastica, letteratura di viaggio e letteratura per l’infanzia. Sue aree di interesse predilette sono la letteratura francese ultracontemporaine, la letteratura belga francofona, quella tedesca e inglese dell’Ottocento. Sue traduzioni e suoi contributi sono apparsi su diverse riviste letterarie cartacee, tra cui “Quaderni di Synapsis”, “Quaderni del CeSLiC”, “Comunicare Letteratura”, “Ottocento”, “Experience”, “Leggere Donna”, “Pagine Giovani” e “Future Shock”.

Attualmente collabora con alcuni blog e siti letterari (“Cultura al Femminile”, “Gli Scrittori della Porta Accanto”, “La Stanza di Virginia”, “La Bottega dei Traduttori”, e “Sognaparole Magazine”) con articoli,  recensioni e traduzioni (dal francese all’italiano e nella combinazione inversa).

 


Le pubblicazioni di Ilaria Biondi?

 

Nel 2011 pubblica un volumetto a carattere biografico-critico, Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza (PR, Delta Editrice), incentrato sulla figura dell’autore de Il diavolo in corpo, la cui produzione (soprattutto quella poetica) è per buona parte ancora misconosciuta in Italia.

Nel marzo 2017 pubblica la sua prima silloge poetica, In canti di versi (Edizioni Il Papavero) e nel dicembre dello stesso anno una raccolta di haiku, L’età dell’erba (Fusibilia Libri).

 

 

 

 

 

 

 

 

Sue poesie sono presenti in diverse antologie: Antologia del Premio Letterario «Age Bassi 2003» (2004, Milano, Montedit); Tracce 04. Lo scarto, Antologia della Quarta Biennale di Giovani Artisti e del Primo Premio Letterario per Giovani Autori «Effetto Notte», (2004, Felina (RE), Nuova Tipolito); Veglia. 24 agosto 2016 (2016, Selfpublishing); Caro papà. Le parole non dette, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, Selfpublishing); ChiaroScuro, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, StreetLib).

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Un suo racconto per bambini è inserito nell’antologia Favolando – I colori della diversità (Apollo Edizioni, 2017), di cui è anche co-curatrice e i cui proventi verranno interamente devoluti a un’associazione nazionale che si occupa del sostegno dei bambini ospedalizzati. In collaborazione con la Community “La Bottega dei Traduttori” ha da poco pubblicato la sua traduzione dal francese del breve romanzo di George Sand, Cora.

 

 

 

 

D’imminente pubblicazione il breve racconto per bambini Lettera alle Parole (FaLvision Editore).

 


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Ilaria Biondi – Donna Acquario, affidabile e romantica, con un sogno sempre nuovo nel cassetto e un pizzico di stravaganza fra i capelli. Amo camminare nei sentieri solitari insieme alle foglie e al vento, ballare al ritmo della musica pop, coccolare il mio cane e i miei due gatti, restituire nuova vita a mobili vecchi e malandati, svegliarmi di buon’ora per guardare l’alba (poi infilarmi di nuovo sotto le coperte!)

Sono originaria di un piccolo borgo dell’Appennino Parmense, dove qualche anno fa, dopo avere girovagato un po’ tra Italia e Francia, ho deciso di tornare a vivere stabilmente. Qui sono i miei affetti più cari e le mie radici. In tasca, una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e un Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate. Le lingue, la letteratura, la Parola scritta e parlata sono non una semplice passione, ma il mio respiro. Da qualche anno mi dedico di nuovo – con grande gioia – alla traduzione letteraria e all’insegnamento. Mi piace organizzare letture animate, corsi e laboratori creativi per bambini. Collaboro con alcuni blog e siti letterari con la stesura di recensioni e articoli di approfondimento (mi preme citare, in particolare, “Cultura al Femminile”, “Gli Scrittori della Porta Accanto” e “La Bottega dei Traduttori”). Proprio il quotidiano scambio con questa comunità di scrittori e scrittrici emergenti ha fortemente stimolato in me la voglia, alcuni anni fa – dopo un periodo di chiusura e di blocco interiore – di riprendere in mano la penna e di far sgorgare la mia voce.

Non so cosa combinerò nel prossimo futuro, ma so per certo che la mia voce, ora che con dolce prepotenza ha iniziato a fluire, non riuscirà più a stare zitta…

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Ilaria Biondi – Sono un’onnivora e curiosa esploratrice della Parola altrui. Il mio rapporto con la poesia è pertanto, anzitutto, un rapporto in qualità di lettrice. Un bisogno, una sete inesausta, una consolazione luminosa, un rituale quotidiano al quale non posso e non voglio rinunciare.

Quanto ai miei tentativi di scriverne, la Poesia rappresenta un’urgenza che germoglia nelle pieghe dell’anima, sfarfalla dentro ai pensieri e preme per librarsi in volo, posandosi sulla pagina bianca. Un necessario scivolare fuori dal guscio del proprio io per meglio rituffarsi in sé, nelle acque d’ombra e di caos che fluttuano dentro. Un auto-esilio nel sé più profondo che è, al contempo, un proiettarsi Altrove. Un tentativo di ricomporre i frammenti di un puzzle scomposto, con la consapevolezza (e forse anche la nascosta speranza) che quel mosaico rimanga in realtà per sempre disordinato, un po’ spettinato, e che il viaggio di scoperta – dentro e fuori  – non abbia mai fine. Perché, come ci ricorda Baudelaire,

[…] i veri viaggiatori partono per partire e basta (…) I loro desideri hanno la forma delle nuvole.”

La poesia è, per me, parola che fa emergere il silenzio. Perché solo nel silenzio il mistero che ci abita e che abita l’essere in cui siamo immersi, può venire alla luce, anche solo per la durata di un istante. Ma un istante che ha il sapore spumoso dell’eternità. È una zona d’ombra impalpabile, uno spazio segreto che dà voce al mio bisogno di ascoltare e di ascoltarmi.

 

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Hai pubblicato qualche silloge? Ce ne vuoi parlare?

Ilaria Biondi – Negli anni ho accumulato tanti fogli sparsi, sui quali imprimevo – rigorosamente a penna – pensieri e versi. Quest’accozzaglia di carta e inchiostro rappresenta in qualche modo il nucleo originario, il sostrato “archeologico” della mia prima silloge, “In canti di versi”, una raccolta di quarantatre brevi componimenti pubblicata nel marzo del 2017, con Edizioni Il Papavero.  Un piccolo libro al quale sono molto legata non solo perché è, come lo definisce la cara amica poetessa e scrittrice Monica Borettini (che ne ha firmato la prefazione), il mio primo figlio di carta, ma anche perché rappresenta il momento d’arrivo (e di nuova partenza) di un sofferto e al contempo luminoso percorso di crescita interiore, di cambiamento, di Rinascita (da cui la scelta di citare in esergo alcuni versi da una poesia che mi è molto cara, Rinascere di Antonia Pozzi).

Nel dicembre del 2017 esce la mia seconda silloge, “L’età dell’erba” (Fusibilia Libri), che ha una filiazione profonda con la prima, perché fa convergere, sintetizza, “concentra” nella rigorosa geometria dello haiku due elementi-principe ravvisabili già in “In canti di versi”: il canto stupito dell’io di fronte alla meraviglia nascosta della Natura e l’asciuttezza, la brevità del verso, forma stilistica che prediligo e che più mi è congeniale.   

Scintille – Come componi? Cosa ti ispira? In che modo nasce il processo creativo?

Ilaria Biondi – Non c’è una regola precisa, né una “ricetta segreta”. Può capitare che una suggestione, un’emozione, una sensazione, un’immagine comincino a girarmi attorno, a corteggiarmi, in attesa di essere afferrati, colti prima che tornino ad abitare il silenzio, ad essere inghiottiti dal nulla da cui sono emersi, come da uno squarcio nascosto. Non c’è un momento o un luogo privilegiato affinché questo avvenga (benché l’immersione fisica nella Natura abbia per me un ruolo speciale), né una cadenza preordinata. Tutto può essere catalizzatore di questo misterioso e insondabile cortocircuito. Questo tumulto – spesso improvviso e inatteso – che mi invade, necessita però poi di trovare una veste che gli dia forma e consistenza di parole. Ed è solo nella quiete e nel silenzioso raccoglimento delle mie stanze che il verso comincia ad adagiarsi sulla pagina bianca, catturando nelle fattezze leggere dell’inchiostro un po’ di quell’imprendibile soffio che aleggia attorno, sopra, dentro, chiedendo di essere accolto e ascoltato. 

Il mio non è un procedere per accumulazione e aggiunta, quanto invece per spoliazione, fino a raggiungere la massima concentrazione, in una costante tensione verso l’essenza.

Scintille – In generale, quali tematiche affronti e in che modo?

Ilaria Biondi – Un tema di predilezione è anzitutto la memoria della mia terra, intesa come ricordo personale ma anche come condivisione collettiva di un patrimonio di tradizioni storiche e culturali, che affondano le radici in una dimensione mitico-fiabesca (con la quale ho sempre sentito un rapporto di profonda vicinanza, grazie alla capacità affabulatoria delle mie nonne). 

Questo Spazio al quale faccio riferimento, che ha una sua corporeità ben definita, ma che è anche luogo e paesaggio dell’anima, è l’Appennino nel quale sono cresciuta e nel quale ho scelto di tornare a vivere per sempre. Una Natura dimessa, contraddistinta dalla semplicità austera e da una selvatichezza umile, un paesaggio minuscolo ma che ha una sua bellezza e solennità celate. Un universo di piccole cose, in cui si percepisce il respiro dell’Infinito.

Una Natura pullulante che è referente costante dell’io, dei suoi palpiti e ondeggiamenti interiori, rispecchiamento e metafora di quel complesso fiore che è l’animo femminile, con le sue ferite, le sue ombre, le sue purezze, i suoi slanci stupiti, sensuali e innamorati.

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Ilaria Biondi – Ha il colore delle foglie umide che ricoprono in novembre i sentieri di montagna, il profumo pudico e stordente del lillà, che annuncia l’esplosione della primavera, il suono silenzioso e casto della neve di febbraio e il sorriso di grano delle lucciole, che punteggiano i campi nel tepore di giugno.

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Ilaria Biondi – Più che di ispirazione (termine che ingenera in me una sorta di timore reverenziale) preferisco parlare di affinità, ascolto, accoglimento della Parola di poeti del passato e della contemporaneità che ho amato e amo frequentare, con assiduità costante. Parole amiche, che entrano dentro e attraversano, e forse lasciano una scia dietro di sé, conficcandosi dolcemente nella nostra anima. Sono tanti i nomi, di poeti e poetesse. Tante le “sillabe che ballano nell’orecchio”. Ma volendo fare una scelta e indicare un titolo che riveste per me un significato molto particolare, ribadisco un titolo precedentemente citato, Rinascere di Antonia Pozzi. Mi piace pensare che il mio incontro con questa poesia (e più in generale con l’opera della poetessa milanese prematuramente e tragicamente scomparsa), che ha coinciso con una fase personale di fragile forza, di ombre e luci, di svuotamento e di rinnovata energia, non sia avvenuto per caso.

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Ilaria Biondi – Il problema di trovare ascolto e accoglienza presso case editrici serie, non a pagamento è ancora più arduo per chi è un emergente che si occupa di poesia, un genere da sempre negletto e marginalizzato, che trova riscontro presso un lettorato ristretto, il che, espresso in numeri – non dimentichiamo che l’editoria non può prescindere da essi – si traduce in vendite piuttosto esigue.

Non me la sento di dare consigli, non ho affatto un’esperienza di lungo corso, io stessa sto cercando di capire come muovermi al meglio in questo mondo che fino a qualche anno mi era per gran parte sconosciuto.

Posso solo raccontare, con estrema semplicità e modestia, quali sono state le mie scelte.

Nel selezionare le case editrici alle quali sottoporre i miei manoscritti, ho cercato di fare un’attenta valutazione, escludendo a priori quelle che richiedono un contributo da parte dell’autore. Credo sia fondamentale informarsi scrupolosamente, sia interpellando persone che hanno un’esperienza pregressa nel settore, che aiutandosi con siti e forum presenti in rete.

È fondamentale essere anche consapevoli dell’impegno e della pazienza che questo percorso implica: le piccole e medie case editrici hanno risorse molto limitate rispetto ai grandi colossi dell’editoria, perciò mediamente i tempi di risposta sono di alcuni mesi e anche una volta firmato il contratto per la pubblicazione dell’opera i tempi di realizzazione possono allungarsi rispetto alla pianificazione iniziale. Se però l’editore al quale ci siamo rivolti è serio e preparato e fa il suo lavoro con onestà intellettuale, non ci si deve scoraggiare e si deve continuare a perseguire il proprio obiettivo con tenacia e determinazione.

Personalmente mi ritengo molto fortunata perché entrambe le editore con le quali collaboro (Donatella De Bartolomeis di Edizioni Il Papavero e Dona Amati di Fusibilia Libri) sono due persone speciali, umanamente e professionalmente parlando, che mi hanno dato fiducia e mi hanno permesso di crescere. A loro vanno la mia sincera gratitudine e la mia stima profonda.

La mia riconoscenza e il mio affetto vanno anche alle scrittrici Emma Fenu e Monica Borettini, che per prime hanno creduto in me e che con generosità disinteressata mi hanno supportata, consigliata e incoraggiata a “spiccare il volo”.

In breve dunque, è essenziale incontrare persone motivate, corrette e coscienziose, e spendersi molto, senza risparmiarsi, in ogni fase del processo: la stesura, la pubblicazione, ma anche dopo, quando il libro è concretamente nelle nostre mani. Non dimentichiamo che la divulgazione dellopera è non meno impegnativa (ma altrettanto esaltante e nutriente) della creazione.

Crederci, con devozione e fedeltà verso se stessi e ciò che si scrive.

Essere animati da una curiosità sempre nuova, non smettere di voler imparare e maturare, senza la presunzione di credersi “arrivati”.   

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu che ne pensi?

Ilaria Biondi – Devo confessare – e questo è un mio limite, ne sono consapevole – che non amo molto partecipare ai concorsi, per una sorta di pigrizia che solo lentamente sto imparando a vincere. Purché seri e onesti (e ce ne sono tanti ascrivibili a questa categoria), i concorsi possono rappresentare un’occasione importante, di incontro e di scambio, oltre ad essere una preziosa opportunità per fare conoscere la propria voce al di fuori della cerchia ristretta alla quale si appartiene. 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratta una delle tue sillogi.

Ilaria Biondi – Un augurio di guardare al mondo con occhi colmi di grazia segreta, facendo lievitare in sé la gioia segreta della Parola.

Permettimi cara Loriana, per par condicio, di fare una citazione doppia:

 

«E per muti sentieri assonnati

so aspettare

un mattino fecondo.»

(da La fedeltà della pietra, “In canti di versi”, Edizioni Il Papavero)

***

«Polvere chiara-

profumo di limoni

feconda l’aria.»

(“L’età dell’erba. Haiku”, Fusibilia Libri)

 

In chiusura di chiacchierata, ci tengo a ringraziarti di cuore, cara Loriana, per la generosa accoglienza sul tuo blog, per lo spazio e il tempo che mi hai concesso! 🙂

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Ilaria Biondi per averci raggiunto nel Salotto Letterario e per la bella chiacchierata.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

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