[Ospiti] – VitainVersi | Incontro con Vinicio Salvatore Di Crescenzo, poeta

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un poeta che ha già all’attivo varie sillogi: qui con noi VINICIO SALVATORE DI CRESCENZO che, in quest’intervista, ci racconterà molto di sé e della sua produzione letteraria.

Pronti per l’aperibook, il consueto aperitivo letterario del blog di Scintille?


Chi è Vinicio Salvatore Di Crescenzo?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo nasce a Fondi (LT) nel 1961. Naturalmente portato per le materie artistiche in generale, affina ed arricchisce le proprie qualità e capacità   partecipando dapprima a corsi di disegno e pittura, successivamente frequentando per svariati anni corsi di musica per lo studio del pianoforte. Si dedica infine con maggiore intensità e passione alla composizione di racconti brevi e in particolare, in maniera più incisiva, alla poesia. Acuto e riflessivo osservatore, di grande sensibilità ed efficace ricercatore di quei lati oscuri e inesplorati del mondo circostante, inizia fin da subito ad occuparsi della descrizione di quegli elementi che riescono a “catturare” nell’animo sensazioni, emozioni e quanto di più apprezzabile nasca dalla percezione umana nei confronti degli elementi della vita.  Fa della poesia il proprio sfogo artistico, attraverso la quale narra i propri stati d’animo e le proprie sensazioni, naturali e spontanei sentimenti, che molto spesso si ritrovano anche nelle coscienze del singolo lettore.

L’autore è stato Finalista al concorso “Poetamare” 1^ edizione indetto dall’associazione culturale “Clemente Riva”; Premiato alla 1^ Ragunanza di narrativa breve indetta dall’APS Le Ragunanze con il racconto “Il triste canto della natura”; Premiato alla 2^ Ragunanza di poesia indetta   dall’APS “Le Ragunanze” con la poesia “La mia strada”; Premiato alla 4^ Ragunanza di poesia – 3^ posto – sezione libro edito con “Assoli”.


Le pubblicazioni di Vinicio Salvatore Di Crescenzo?



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La sua ultima pubblicazione?

ASSOLI

Questa raccolta di poesie si divide in tre distinte sezioni, attraverso le quali l’autore descrive minuziosamente le proprie impressioni percettive e affronta un tema che risulta essere parte integrante dell’esistenza di ogni persona. Attraverso questa raffinata forma espressiva, l’autore narra della natura e dell’amore in generale. Natura senza la quale non si potrebbe dare voce alle proprie sensazioni, che “imprigiona” con le proprie meraviglie ogni sensibile attenzione. E amore, per la donna o l’uomo della nostra vita, per un oggetto o per la nostra terra. Amore per una madre o un padre che ci hanno generati. Un’analisi a tutto campo attraverso gli elementi che ci accompagnano ogni giorno.

Il volume, curato da Maria Grazia Beltrami e edito da Le Mezzelane casa editrice è acquisabile qui


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – Sono un osservatore del mondo che adora pescare dentro i suoi elementi, tutto ciò che sappia creare interesse emotivo e ispirazione.

Mi dedico con passione all’accurata descrizione dei miei stati d’animo attraverso la mia poesia, elemento mediante il quale, rivelo il mio personale punto di vista libero e spontaneo. Grazie a questa forma di comunicazione, sono arrivato alla quarta raccolta di poesie. Spero di poter continuare a raccontare le mie percezioni anche nel futuro, non escludendo l’eventualità di poter scrivere anche racconti e romanzi.

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo

La poesia è lo sfogo artistico più vicino alle mie esigenze di comunicazione.

La sento fortemente presente in tutte le mie attività e credo che sia il metodo più efficace per poter instaurare un rapporto personale ed esclusivo con il lettore. Un’unione di intenti finalizzati alla ricerca interiore e alla scoperta di nuovi territori emotivi da esplorare e conquistare.

La ricerca di inconsuete dimensioni e la descrizione accurata delle stesse attraverso i versi di una poesia rappresentano, a mio modo di vedere, la pura esaltazione dei sentimenti umani sugli elementi circostanti. Un idillio di forme e colori che sanno penetrare dentro le coscienze in maniera garbata ed elegante.

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Di cosa parlano le tue sillogi?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – Ho iniziato a scrivere, e credo come tanti, in età adolescenziale, quando più forti si fanno sentire i conflitti interni, l’accettazione della propria persona con tutti i supposti e spesso infondati difetti, e la lotta continua nel dover affermare la propria personalità nella vita sociale e soprattutto con i propri coetanei. Noi tutti credo, abbiamo confidato i nostri segreti a un diario in questo periodo. Molto spesso questi pensieri rimangono chiusi in un cassetto o peggio ancora gettati via. Io ho avuto il coraggio di “riesumarli” e riproporli con coraggio nella mia prima silloge datata 2012 dal titolo “Poesia da mio diario”. Una raccolta di cinquanta poesie scritte in un arco di tempo di oltre quarant’anni. Soltanto un anno più tardi poi, ho voluto sperimentare un’inconsueta unione di forme espressive, facendo convivere poesie e pensieri in un unico volume. “Il coraggio dei pensieri la timidezza della poesia” infatti, racchiude al suo interno il messaggio diretto dei pensieri, che si alternano con la forma più dolce espressa dalla composizione della poesia, il tutto fruibile in un unico volume. Un paio di anni più tardi decido di espormi in maniera ancora più “sfacciata” pubblicando “Segreti Svelati”, una sorta di confessioni reali dove le poesie sono composte con l’autore in prima persona, che confessa i suoi segreti attraverso le parole della poesia. Arriviamo quindi ad “Assoli”, un inno vero e proprio alla natura e ai sentimenti umani. La raccolta infatti, si divide in tre distinte sezioni quali Osservazioni, riflessioni e sentimenti, in quest’ultimo caso, verso gli amori in senso ampio. “Assoli” vuole metaforicamente indicare come la natura, con i suoi perfetti sincronismi tra gli elementi, sia paragonabile una grande orchestra che esegue una pacata sinfonia e solo a tratti concede la propria base melodiosa all’assolo dello strumento principe, che in questo caso è rappresentato dalla poesia.

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – La poesia ha i colori dell’arcobaleno e le sue tinte sono frutto di mille sfumature impresse negli occhi di chi le sa apprezzare.

I profumi sono intrisi di natura effervescente, dai suoni pacati del vento e dei mari.

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Vinicio Salvatore Di CrescenzoLa poesia usa un linguaggio universale, ognuno può plasmarlo, modificarlo e renderlo estremamente personale con le proprie capacità percettive, facendolo aderire il più possibile al proprio stile. I poeti che mi hanno maggiormente influenzato rendendo bene l’idea di cosa volesse dire descrivere il mondo attraverso personali sensazioni e proprie interpretazioni sono stati veramente tanti, ma uno su tutti spicca in maniera decisiva: Libero de Libero, poeta e scrittore del 900, fondano e quindi mio concittadino, mi ha sempre molto affascinato. La visione della propria terra come una delle varie fonti che lo hanno ispirato, con riferimenti alla vita contadina,  alla povertà e al sacrificio, lo portano alla luce della mia attenzione quale artista estremamente affascinante, maturo e allo stesso tempo, interprete puro della realtà italiana del suo tempo. Identificato e connotato come poeta espressamente ermetico, di fatto, molto spesso amava raccontare attraverso i suoi scritti quali forme e quali usanze identificassero la vita quotidiana della sua terra di origine, usando un linguaggio espressamente più realistico e scorrevole.

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – La poesia è donare quanto di più intimo si riesca a produrre attraverso i propri sentimenti. Proprio per questo ritengo il lavoro del poeta preziosissimo. Dover pagare per donare mi appare assai incomprensibile, e soprattutto incoerente, poiché va a sminuire proprio quella ricchezza artistica che deve dare lustro a questa intensa forma espressiva. Infatti, attraverso questo compromesso economico, non si è più in grado di capire se il lavoro svolto sia degno di essere fruito perché valido, correndo così seriamente il rischio di offrire al lettore componimenti scadenti in virtù di leggi di mercato. Una casa editrice che crede nei valori di un autore e soprattutto nei suoi scritti non dovrebbe mai offrire una pubblicazione a pagamento. Per chi si avvicina a questo mondo consiglio umiltà, sempre. In ogni colloquio, rapporto o riunione nell’ambito letterario, anche con l’ultimo arrivato, c’è sempre un elemento da apprendere per arricchire il nostro sapere. L’esperienza si fa considerando sempre ogni fatto, come un possibile prezioso elemento per la nostra coscienza,

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu che ne pensi?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – Sono una bella esperienza per arricchire il nostro bagaglio di conoscenza, ma senza esagerare, e soprattutto senza alcun senso di competizione: la poesia è solo forte e sana emozione.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Vinicio Salvatore Di Crescenzo per averci raggiunto nel Salotto Letterario, con lui abbiamo parlato di vita, emozioni, poesia e scrittura…

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 🙂

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLO…

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pagina social https://www.facebook.com/viniciosdicrescenzo.officialpage/

[ospiti] – Una birretta e quattro chiacchiere con… Marzio Pellegrini | Graffi morsi versi gioia poesia

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un autore per un aperitivo letterario. Qui con noi c’è Marzio Pellegrini…


Chi è Marzio Pellegrini?

Mi chiamo Marzio Pellegrini e sono nato a Roma nell’Agosto del 1993. Sono da sempre un amante della scrittura, passo gli anni scolastici a riempire ogni foglio bianco, allontanandomi dalla realtà. Ho partecipato ad alcune antologie di racconti brevi e poesie. “Come una goccia”, “Oltre le nuvole, al posto delle stelle” sono i due miei primi romanzi pubblicati. “Cose”, una raccolta di racconti, è il terzo lavoro pubblicato, tutti da Edizioni Arpeggio Libero. Mi sono diplomato alla scuola alberghiera nel 2012, alla fine dello stesso anno ho dovuto rinunciare all’università per problemi economici, ed ho iniziato a lavorare. Mi sono dedicato più assiduamente alla scrittura proprio da quell’anno.


Le pubblicazioni di Marzio Pellegrini

«Come una goccia» [2014 Arpeggio Libero, Narrativa] Acquistalo qui  Arpeggio Libero – Acquistalo qui  Ibs – Acquistalo qui Amazon

«Oltre le nuvole, al posto delle stelle» [2015 Arpeggio Libero, Narrativa] Acquistalo qui Arpeggio Libero – Acquistalo qui Ibs – Acquistalo qui Amazon

«Cose» [2016 Arpeggio Libero, Raccolta di Racconti] Acquistalo qui Arpeggio Libero – Acquistalo qui Ibs – Acquistalo qui Amazon

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Scintille –  Iniziamo subito, partendo con le domande: Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Marzio Pellegrini – Sono Marzio Pellegrini e sono tante cose. Sono un cuoco, un barman, un piccolissimo imprenditore e soprattutto un giovane italiano, motivo per cui sono tutte queste cose. Sono, però, prima di ognuna di queste cose sopra elencate, uno scrittore. Oltre a piccoli lavori precari, stagionali o di qualche mese, ho gestito insieme a mio fratello maggiore una piccola attività nella provincia di Roma, nel borgo medievale di Nettuno. Attualmente sono tornato a dedicarmi con maggiore attenzione alla scrittura, come qualsiasi altro scrittore della mia età, immagino, ho tanti progetti aperti che, chissà.

Sono nato a Roma nel 1993, quasi venticinque anni fa. Ho vissuto solo i primi anni della mia vita al centro storico della capitale, il resto del tempo fino ad oggi, giorno più giorno meno, l’ho vissuto ad Ardea, piccolo comune nella provincia di Roma, sul mare. Nel 2012 ho conseguito il diploma all’istituto Alberghiero e dopo non ho avuto il coraggio di iscrivermi all’università, un po’ per mancanza di certezze, un po’ perché non sono mai stato uno studente modello.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Marzio Pellegrini – Diciamo che per ora il mio è un rapporto a senso unico, con la scrittura. Io do tutto ciò che posso e lei in cambio mi da poco e niente. Sono come uno di quegli innamorati che non si arrende, che continua con serenate, sorprese romantiche senza rinunciare mai al fare una corte spietata ad una bella (la scrittura) che mi da solo le giuste attenzione per tenermi all’amo, per non perdermi del tutto. Penso sempre che prima o poi la conquisto.

Sono il classico scrittore che anche quand’è in giro estrae il cellulare per appuntarsi qualcosa, per poi tornare a casa e riprendere il discorso su un file Word. Spesso mi ci dedico la notte, prima di dormire e a volte anche durante [*ride*] 😀

Personalmente sono un amante delle piccole cose, della vita e dell’individuo. Ciò che spesso cerco di comunicare è poesia, soprattutto nei miei romanzi e racconti. Cercare poesia nei gesti umani, nella semplice esistenza e nelle frasi. Amo infatti in maniera smodata i dialoghi. Molte delle mie storie non spiccano per originalità a livello di trama o intrecci o intrighi, sono a volte storie già raccontate o fatti di cronaca, mi piace però dare una mia versione alle cose e raccontarle col mio stile di scrittura. Dedico ogni mia parola alla narrativa.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Marzio Pellegrini – Attualmente ho due romanzi pubblicati: “Come una goccia” e “Oltre le nuvole, al posto delle stelle”. Il primo racconta la storia di un ragazzo appena diplomato che ha deciso di partire per cercare lavoro a Londra, parlo di tutto ciò che si prova nel momento prima della partenza, tristezza, emozione, paura e disperazione. La storia nasce da una mia esperienza mancata, era ciò che avrei dovuto fare ma che non ho potuto, mi ci sono infatti dedicato quando mi sono ritrovato a casa senza lavoro e con molto tempo libero. L’idea era quella di scrivere un intero romanzo (tra l’altro lungo 88 pagine) tenendo il protagonista statico, infatti inizia descrivendolo seduto in attesa dell’aereo.

Il secondo racconta di un giovane di cui non si sa l’età né il nome. L’esperimento in questo romanzo è la narrazione in prima persona e al presente, quindi avviene tutto durante la lettura, raccontato direttamente dal protagonista. Dopo alcuni mancamenti scopre un brutto male e si ritrova ad affrontare un viaggio col suo migliore amico, il suo cane Sam, e l’amica che credeva ormai persa. Il romanzo, per quanto tragico, è raccontato con humor, simpatia e aneddoti simpatici. È pur sempre un libro scritto da un ragazzo di venti anni.

Il mio terzo lavoro pubblicato è una raccolta di racconti scritti tra il 2014 e il 2015, “Cose”. È uno dei miei lavori che più amo proprio per questa sua diversificazione in tutto e per tutto. Nei ringraziamenti pubblicati alla fine della raccolta, scrivo:

«Questa raccolta mi rappresenta probabilmente molto più dei miei due lavori pubblicati fino ad ora, ha mille sfaccettature, ha mille emozioni, contiene e, spero, comunica più cose contemporaneamente. Ha la sua dose di paura d’esistere, ha un volume maggiore, quindi più prorompente.

Chi mi conosce mi riscopre, chi non mi conosce potrebbe immaginarmi in maniera distorta.»

C’è chi descriverebbe questa come “multi-personalità”… e un po’ è così. [*ride di nuovo*] 😀

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Marzio Pellegrini – Molto spesso sono persone solitarie, introspettive e pensierose, quindi è un po’ questa la mia predilezione. È così un po’ per forza di cose, le storie che racconto raramente parlano di gruppi o famiglie, un po’ perché prendo spunto da ciò che conosco e situazioni che vivo in prima persona. 

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Marzio Pellegrini – Sarò onesto al 99%, amo raccontare le storie d’amore. Questa è una confessione con la quale prima o poi dovrò fare i conti, perché per quanto mi possa piacere raccontare incontri, persone, amori finiti male o grandi passioni, ho sempre la paura di cadere nel banale, quindi spesso mi do dei limiti, o magari prendo e cancello tutto. Ciò che più amo del raccontare queste storie è che non necessariamente devono cadere nell’essere sdolcinate a tutti i costi. Spesso infatti le mie sono storie di amori assurdi, o persi, o alla fine di un percorso. Persone che si amano male, che non si capiscono. Chiaramente non è il genere di cui si parla principalmente nelle mie storie, ma credo ci sia sempre qualcosa che richiami.

Amo raccontare anche storie infantili, parlo di politica, o, come dicevo prima, fatti di cronaca. Una cosa che apprezzo e che amo fare è la citazione, o meglio, rendere omaggio a qualcuno nei miei racconti. Mi capita spesso, infatti, di aggiungere qualcosa preso da altre opere (cinema, musica o scrittura).

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta i inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Marzio Pellegrini – Probabilmente userei un pennarello dalla punta fina e disegnerei tre puntini vicini, e su entrambi i lati tre piccole righine: una formica.

Ultimamente sono “ossessionato” da questo pensiero del nulla, di non essere nulla, e penso che dall’altra parte della terra c’è un padre di famiglia che torna a casa dal lavoro con delle buste della spesa, una persona di cui io non so niente. E come lui altri sette miliardi e mezzo. E anch’io sono lo stesso per lui e per tutti gli altri. Ammetto che non è proprio un bel quadro, ma ho mille altri colori, solitamente.

Mi piace passare il tempo ad osservare le nuvole, o il sole che si nasconde alla fine di una giornata, che per me solitamente è l’inizio.

Se dovessi pensare a un profumo, invece, mi emoziono pensando all’aria che si respira in quelle domeniche primaverili in cui ci si ritrova in famiglia o tra amici per una brace all’aperto. Quell’alternarsi di fumo, freschezza e serenità.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Marzio Pellegrini – La mia esperienza è stata abbastanza fortunata, nel senso che dopo aver mandato email a destra e a manca dirette alle grandi case editrici, ho scoperto mEEtale, dove ho conosciuto Fabio e Arpeggio Libero. A loro “Come una goccia” è piaciuto fin da subito eM dopo aver capito che si trattava non solo di gente per bene ma anche di persone con una vera passione – amore per i libri e soprattutto, persone serie -, abbiamo programmato l’uscita e firmato il contratto.

Ci tengo a dire che prima di loro avevo ricevuto la “proposta” da una “casa editrice” che si offriva di pubblicarmi in cambio di 1100€, avrei ricevuto 100 copie e, credo, sarebbe finito lì il rapporto. Quindi ciò che mi sento di consigliare a chi vuole avvicinarsi alla pubblicazione è che se si decide di autopubblicarsi, cosa che non demonizzo affatto, almeno si scelga bene, perché pagare 11€ a copia è un bel furto.

Credo che oggigiorno la cosa che fa più la differenza, nella scrittura come in qualsiasi altro ambito ormai, siano i social. Se si sanno usare adeguatamente è possibile arrivare a migliaia e migliaia di persone. Lo abbiamo visto tutti con i grandi casi degli ultimi anni. A me piacerebbe portare avanti un messaggio del tipo, coltivate le vostre passioni, siate artisti in ciò che amate.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Marzio Pellegrini – Saluto e ringrazio tutti quelli che hanno passato qualche minuto a leggere queste poche righe su di me e sui miei libri, spero di non essere stato troppo pesante. Scelgo la citazione presente sul retro della copertina di “Cose”:

«Non ho paura di perdere ciò che possiedo,

ho paura di perdere ciò che sogno.

Cerchiamo di non perdere il sogno.»

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Marzio per aver partecipato con noi a questo aperitivo letterario e, salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini

 


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Come una goccia

[2014 Arpeggio Libero, Narrativa]

 

 

Oltre le nuvole, al posto delle stelle

[2015 Arpeggio Libero, Narrativa]

 

Cose

[2016 Arpeggio Libero, Raccolta di Racconti]

 

 

[ospiti] – Matteo Cotugno: impegno per la libera poesia che libera emozioni

Buongiorno followers! 😀

Oggi incontriamo Matteo Cotugno, poeta impegnato in iniziative letterarie davvero interessanti.

Prima di parlare della sua carriera e dei suoi lavori voglio presentarvelo così…

poesia1Burrasca e sole

Sei la burrasca e il sole

maledizione e preghiera,

t’ascolto ma non parli,

le cose dette pesano come massi

e i vetri rotti tagliano dentro,

ogni verso scritto è perso

nel turbine degli imprevisti

visti e rivisti questi momenti

tormenti di parole e sentimenti

spezzati, forse mai nati … così

così siamo rimasti soli

a sbagliare

almeno non ci facciamo male

pensavo…

sei la burrasca e il sole,

sei maledizione e preghiera,

a sera, quando sei più vera

scompari dagli occhi,

forse non t’ho mai visto

ma ti conosco e mi tocchi

l’anima col silenzio,

in fondo mi ami e mi rottami

come un giocattolo vecchio,

come scarabocchio

legandomi attorno

a un verso tradito

che sa di tramonto

e d’infinito.

da InVersi (ediz. Youcanprint)

 

La sua carriera di poeta si è sviluppata di recente ma ha già ottenuto riconoscimenti emeriti e grandi soddisfazioni. Eccovi un breve excursus…


13062806_1063530403708604_1835969329_oMatteo Cotugno, classe 1963 nasce a Foggia ma è modenese di adozione. Fin da giovane manifesta una profonda passione per la poesia ma soltanto nel 2010 pubblica il suo primo libro di poesia “PoesiAnima” che diventa selezione del premio poesia Alessandro Tassoni di Modena. Nello stesso anno espone al Palazzo dei Musei di Modena la sua silloge poetica a tema museale “Silloge per il museo”.

Nel 2011 le sue poesie a tema spirituale sono esposte al Maschio Angioino di Napoli nella personale pittorica di Aurora Cubiciotti “La passione di Maddalena”, premiata con medaglia di rappresentanza dal Presidente della Repubblica.

Nel 2013 e nel 2014 è tra i finalisti al Premio Poesia Tassoni.

Nel 2014 pubblica la silloge “InVersi”.

Dal 2012 cura diverse antologie di poesia diffondendole gratuitamente in formato ebook e ottenendo un consenso crescente di pubblico e critica e sono diventate nel tempo appuntamenti annuali per centinaia di poeti e neopoeti e per migliaia di lettori.

“Un cielo di poesia” (antologia a tema libero)

“Alda nel cuore” (antologia poetica dedicata ad Alda Merini)

“Goccia a goccia” (antologia a tema sociale)

“InfinitAmore” (antologia sul tema dell’amore)

Nel 2014 riceve al Maschio Angioino di Napoli un premio (Alfonso Gatto) alla carriera letteraria per meriti artistici nella divulgazione della poesia con le antologie in formato ebook.

Nel 2016 si classifica al secondo posto nel concorso internazionale di poesia e fotografia “Quel profilo in lontananza” dell’Ass. Licenza Poetica.

I suoi ultimi volumi di poesia sono questi:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contatti:

Il suo blog: http://poesiedimatteocotugno.blogspot.it/

Il blog di Voci di Poesia: http://vocidipoesia.blogspot.it/

poesia2La logica del cercarti

Ecco cosa accade:

– nel mondo accade tutto non a caso,

forse seguendo una logica cosmica –

tu non ci sei…

ed io sinceramente

mi chiedo fino a quando

resisterò dal venirti a cercare.

Alito di vita è un rossetto dimenticato

– forse buttato via nell’armadio –

foresta di vestiti tuoi e di profumi

che oso riaprire per sentirti parlare

addentrandomi fino a provare

ancora quello sciamare di stoffe

sotto le dita.

Deserto è fuori nella stanza

controllata dal disordine,

sentinella di ogni giorno

fuggito via,

soppesato all’inverosimile

nella sofferenza di coppie di tazzine

una piena l’altra no.

Ecco cosa accade:

la logica cosmica di una corsa a riprenderti.

tratta da InVersi (ediz. Youcanprint 2014)


cop intervista

Ciao Matteo, grazie per essere qui con noi oggi!

Spiego come si svolgerà questo nostro appuntamento. Ho molte domande da farti e le ho strutturate in diversi gruppi di argomento, questo perché sei un personaggio “a tutto tondo”, che si occupa sì di scriverla – la poesia – ma anche di diffonderla, di incrementarla, di pubblicarla. Allora, veniamo alla prima serie di curiosità, partiamo delle tue poesie…

Matteo e le sue poesie

Loriana – La mia prima domanda è questa: la tua passione per la poesia c’è da sempre, allora come mai solo negli ultimi anni hai deciso di “farti leggere”?

Matteo Cotugno – Innanzitutto grazie per questa intervista, ti rispondo che la scelta di farmi leggere non è stata facile, è un mettersi a nudo, un far vedere a tutti ciò che si ha dentro, occorre una buona dose di coraggio, probabilmente mi ha aiutato la maturità acquisita, da giovane avrei avuto molte più remore, infatti ho sempre tenuto ben nascoste tutte le mie poesie.

Loriana  – Quali sono le tue fonti di ispirazione? Di cosa parlano le tue poesie?

Matteo Cotugno – Le fonti di ispirazione sono qualsiasi cosa o evento mi emozioni, sia positivamente che negativamente, e parlo di tutto ciò che mi circonda, il poeta è soprattutto un osservatore, uno speciale osservatore in grado di sentire al di là del comune sentire e trasmetterlo in poesia a tutti.

Loriana – Qual è il messaggio che vuoi dare attraverso la poesia?

Matteo Cotugno – Un messaggio che sia il più universale possibile, che raggiunga tutti, come valore universale, sono soprattutto in campo per proteggere e far sopravvivere valori che ormai sembrano quasi abbandonati e svalutati, come l’onestà, la correttezza, la fedeltà, la tolleranza, l’amore.
Tutti valori che tratto nelle mie poesie, da quelle civili alle introspettive, fino a quelle satiriche.

Loriana – Se dovessi definire la poesia in senso lato, come la spiegheresti?

Matteo Cotugno  – Non si spiega la poesia, la poesia si legge, si compone, si vive… a spiegarla perderebbe molto della sua genuinità e della sua efficacia nel trasmettere emozioni e valori. Quindi per me non ha un significato che la connoti: per me la poesia è un sentire al di là delle comune convenzioni per cogliere messaggi universali da donare a tutti. Potrei tentare di spiegare la poesia solo come un modo di vivere oltre la nostra dimensione di esseri umani.

Loriana – Come strutturi il tuo componimento poetico? Quanto lavoro c’è dietro ogni singola poesia? Qual è l’elemento più importante su cui basi i tuoi versi (struttura, musicalità, emozione…)?

Matteo Cotugno – La struttura viene spontaneamente nella composizione, il lavoro di cesellatura avviene col tempo, anche a distanza di anni rivedo le poesie e le modifico cambiandole, la priorità è comunque nel contenuto, tutto il resto, compresa la musicalità così tanto osannata, per me vengono dopo e non sono elementi essenziali per una poesia, se ci sono va bene ma senza andare a costruire, altrimenti si rischia di cadere nell’artificioso, cosa che mi fa alquanto rabbrividire.

Il lavoro dietro una singola poesia non finisce mai, la poesia non è mai statica come può essere un dipinto o una scultura una volta terminati, la poesia si evolve nel tempo e si modifica… questo il suo pregio.

Loriana – Parlaci delle tue pubblicazioni

Matteo Cotugno – Le mie pubblicazioni sono PoesiAnima e InVersi, la prima è stata una vera scommessa, con testi che spaziano in vari campi e vari stili, tutti accomunati dalla presenza dell’anima che diventa un leitmotiv fondamentale, un collante speciale, ed è un omaggio a quell’anima che fino ad allora avevo timore di palesare apertamente in poesia, un aprirla a tutti.

InVersi invece è una raccolta di poesie in cui il protagonista è l’amore nei suoi opposti, un omaggio a ciò che mi muove in poesia… dopo l’anima… l’amore.

Oltre a queste pubblicazioni editoriali nel 2012 ho creato alcune antologie in formato ebook coinvolgendo centinaia di poeti conosciuti soprattutto sui social networks, sono nate così 4 collane antologiche annuali, un lavoro molto impegnativo che mi ha portato a realizzare ad oggi 13 Antologie, riscuotendo un bellissimo successo di letture nei portali in cui sono pubblicate. Siamo a quota centomila complessivamente, non mi sembrano poche, anzi… per la poesia sono davvero un piccolo miracolo.

Loriana – …E dei tuoi progetti futuri

Matteo Cotugno – Nei miei progetti futuri c’è la possibilità di creare un’associazione culturale e promuovere la poesia sempre con nuovi ebooks ma anche con dei particolarissimi concorsi di poesia, un modo per stimolare la partecipazione al di là della gratuità della partecipazione alle antologie.

Loriana –  Scegli una poesia che ti rappresenta e che può parlare di te ai lettori

poesia3Se sapessi non morire

Se sapessi non morire

farei un giro su me stesso

a guardare indietro

fino all’inizio,

comincerei daccapo

ogni giorno dei giorni

trascorsi addosso,

gocce di una pioggia

raccolta e ripiovuta

in posti diversi,

vivrei gli istanti

uno

a

uno

sbagliando

ma diversamente,

se sapessi non morire

imparerei

ad amare di più

e forse a non soffrire

o a farlo diversamente,

magari col sorriso amaro

del destino che ci accomuna,

imparerei

a vivere lottando

e a farmi male

sugli stendardi

di valori a cui credo

fermamente

e fermamente

non cederei nemmeno

di un solo passo,

se solo sapessi non morire

riguarderei stelle diverse

sotto lo stesso cielo,

lo stesso che mi vide

nascere lasciando il segno

di tutto questo tremendo

essere finito

dentro l’anima

e lei, che non finisce,

solo lei forse

potrebbe insegnarmi

a non morire

restando qui

insieme a tutta la mia

malinconia.

Matteo Cotugno – inedita

Poesia e lettori: un amore che spaventa?

Loriana – La poesia spesso non abbraccia i lettori in senso globale, viene vista come un’arte un po’ “criptica”, difficile da gustare. Ritieni che ci sia questa reale difficoltà nel dover interpretare i versi? E qual è il modo giusto di accostarsi a questo genere editoriale?

Matteo Cotugno –  Se è vero che esiste una poesia criptica, è d’altro canto vero che la poesia attuale è spesso diretta, quasi prosa, per fare in modo che sia fruibile da tutti, non solo dagli esperti del settore. Sarebbe un vero suicidio, lo notiamo dalle scarsissime vendite di libri di autori eccelsi ma… indecifrabili ai più.

Il modo di approcciarsi alla poesia è quello di essere aperti, avere una visione a tutto tondo dell’arte e soffermarsi sui versi senza necessariamente cercare un significato nascosto.

Loriana – Da poeta, quali suggerimenti puoi dare per invogliare le persone nella lettura di poesie?

Matteo Cotugno Di leggere le poesie ma anche la biografia dell’autore, molte cose saranno più chiare e si apprezzeranno con la giusta valenza. Cercare poesie inoltre che possano accostarsi al proprio stato d’animo per farle proprie, almeno inizialmente… in seguito con la passione si amplifica la gamma dei sentimenti e si apprezzano tante altre poesie e tanti altri autori.

LorianaHai un titolo da suggerire per chi volesse accostarsi alla poesia?

Matteo Cotugno Il suono dell’ombra di Alda Merini… praticamente completo, dalla poesia in endecasillabi agli aforismi, fino alla prosa poetica.

Loriana –  Hai un poeta o una poetessa preferiti? Perché?

Matteo Cotugno Alda Merini, perchè era una donna speciale oltre che una poetessa straordinaria, leggete la sua biografia e capirete il perchè… leggete le sue opere. Una donna che ha vissuto per la poesia nella poesia.

Poesia e Editoria: quale futuro per la poesia?

Loriana – Qual è il tuo punto di vista sullo stato della poesia oggi (lettura, fruizione e diffusione), in Italia?

Matteo Cotugno A mio avviso la poesia oggi, grazie alla notevole diffusione dell’uso dei social networks, vive un momendo di bellissima divulgazione e lo sottolineo in barba a tanti illustri letterati i quali apertamente sostengono che i social abbiano ammazzato la poesia… probabilmente parlano della loro poesia, quella che comprendono e apprezzano solo loro e le poche decine di persone esperte di poesia.

Loriana –  Soprattutto sui social si trovano molti gruppi di poeti, in cui moltissime persone inseriscono i propri versi. Però, è un dato certo, si pubblica e si legge sempre meno poesia in Italia. Che significa? Che siamo un popolo di poeti ma non di lettori?

Matteo Cotugno Si pubblica sempre di più invece, grazie alla grande possibilità dell’editoria on line, un’editoria basata sull’autoproduzione e autopromozione e promozione on line. Sicuramente si pubblica di tutto e la qualità non è come prima, quando gli editori sceglievano e selezionavano, ma ho notato anche che spesso tanti editori pubblicano a pagamento qualsiasi cosa, quindi tanto vale usare gli editori on line che sono del resto molto più economici. Sulla qualità diciamo che la selezione la fa l’acquirente e il lettore, non a priori l’editore, e questo mi sembra decisamente più democratico e giusto, infatti spesso in passato capitava che bravi autori non avendo santi in paradiso non pubblicavano mai nulla.

Loriana – Sempre meno editori puntano sulla poesia e inseriscono opere di questo genere letterario in catalogo. Di contro, aumentano i premi letterari spesso di dubbio valore e i titoli pubblicati da editori a pagamento. Come mai l’editoria tradizionale, quella seria, ha abbandonato il campo all’editoria a pagamento?

Matteo Cotugno Penso di avere già risposto… sono cambiati i tempi e l’editoria ormai è tutta a pagamento, non si bada a nulla, la selezione la fanno i lettori. Sui premi letterari concordo, infatti non partecipo quasi mai a nessun concorso se non conosco chi lo promuove. Ho collaborato ad alcuni concorsi, anche come giurato, e ne ho compreso le dinamiche, sia quelle positive che quelle decisamente disdicevoli; per questo alla luce della mia esperienza sono tentato seriamente di realizzarne uno ma con caratteristiche uniche e particolari.

Loriana –  Per quale motivo hai deciso di creare le antologie che realizzi?

Matteo Cotugno Semplicemente per promuovere la poesia e la sua diffusione, sia la sua lettura, sia la scrittura da parte dei poeti, ed anche per un altro motivo: per sottrarre il più possibile autori a forme di antologie truffaldine a pagamento, ce ne sono tante e sono scandalosamente esose.

Loriana – Ciò che mi colpisce di te è l’impegno serio e professionale, costante e organizzato nella diffusione della poesia. Le tue lodevoli iniziative hanno la mia totale stima e approvazione, per la gratuità e l’attenzione con cui le porti a compimento. Inoltre, il blog che curi “Voci di poesia” ha conteggiato 78.000 visite ottenendo la partecipazione di molti autori e poeti italiani. Tutto questo occupa tempo, impiega professionalità, si alimenta di passione e impegno: perché fai tutto questo?

Matteo Cotugno Per amore della poesia, io lavoro gratuitamente solo per la poesia, per organizzare un’antologia, curarla, impaginarla e pubblicarla come ebook gratuito sono necessari mesi di lavoro… mi piace e lo faccio volentieri, finora ne ho create 13, ho curato due pubblicazioni personali e 4 di poeti… e non intendo smettere.


Matteo, grazie per aver dedicato tempo e spazio per questa intervista.

Ti auguro di proseguire così in tutte le tue iniziative e ti abbraccio virtualmente con stima e riconoscenza!

∼ Loriana Lucciarini