[libri/segnalazione] – «Le memorie dei giganti» poesie di Francesco Morga

Car^ followers, oggi vi segnalo un nuovo titolo, trattasi di…

LE MEMORIE DEI GIGANTI di Francesco Morga

Genere: silloge poetica

Edizioni Montag

Numero pagine: 51

Prezzo: € 14,00

“Le Memorie dei Giganti” è una silloge di trentuno poesie che parla del tempo e della memoria persa nel tempo. Di come i sentimenti si nutrano di ricordi e dell’amore che si nutre di se stesso.

Ogni essere umano è le esperienze che lo hanno formato, i giganti che popolano il suo subconscio, i mostri che è costretto ogni giorno ad affrontare. Ma i giganti sono anche le memorie su cui l’umanità stessa basa la propria storia. Tutto ciò si dipana in trentuno liriche in versi liberi attraverso i quali prende forma una storia d’amore dai toni a volte agrodolci, altre drammatici o tragici. Vita e morte, gioie e dolori, speranze e rimpianti tentando di fare ordine tra i pensieri di chi scrive e quelli di chi legge. (Dalla quarta di copertina)

Le Memorie dei Giganti è disponibile on-line e ordinabile in libreria. Ibs: https://www.ibs.it/memorie-dei-giganti-libro-francesco-morga/e/9788868922382?inventoryId=99749063


Note biografiche

Francesco Morga, nato a Bari il 16 Dicembre 1983, è laureato in Lettere e specializzato in Filologia Moderna. Sin da ragazzino ha collaborato con vari siti web pubblicando racconti, poesie e recensioni.

Avido lettore, appassionato di cinema, musica e horror, dal 2011 gestisce il blog Combinazione Casuale, in cui tratta in particolar modo di cinema.

Nel 2013 ha auto-pubblicato la sua prima silloge poetica, Xibalba, in formato eBook su Amazon. Nel 2015 ha partecipato alla raccolta di racconti C’era St(r)avolta, edita dalla Homeless Book. Le memorie dei giganti è la sua ultima silloge poetica edita da Montag.

Contatti

[Ospiti] – Poesia donna: i versi di Marilena Ferrante | AperiPoesia nel Salotto Letterario di Scintille

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita per la sua abituale pausa #AperiPoesia una poetessa e scrittrice impegnata nell’organizzazione di eventi culturali e rappresentante di prestigio del panorama letterario per il territorio Molisano. Lei è MARILENA FERRANTE, che si racconta in questa bella intervista…

Pronti a cominciare? Dai, prendete posto e appuntatevi questi hastag, saranno il filo conduttore di questo incontro con l’Autrice… #aperibook #aperipoesia #aperiautore #ospiti #concorsiletterari #poesia


Chi è Marilena Ferrante?

Nata a Isernia, dove vive, è docente di Lettere nella locale scuola secondaria di I grado “Andrea d’Isernia”.

Ama la propria attività professionale, il mondo della scuola e il rapporto con le giovani generazioni che rappresentano punto di arrivo e di partenza per lei in una continua volontà di evoluzione che la vede impegnata in un fecondo interscambio tra realtà sociale e scolastica. Animata da profonda la passione per la scrittura è autrice di poesie, di racconti e di recensioni letterarie. Marilena Ferrante è anche operatrice culturale e referente del network “Borghi della lettura” per il Comune di Isernia, nonché socia Ewwa (European Writing Women Association).

 


Le pubblicazioni di Marilena Ferrante?

 

«Quel che avrei potuto dirti» 

(di Marilena Ferrante, Volturnia Edizioni, 2015)

Rappresenta la sua silloge d’esordio

 

 

 

 

 

«Un passo dal cuore»

(di Marilena Ferrante – Volturnia Edizioni, 2016)

È la successiva con la quale la Poetessa intende continuare ad incidere, seguendo le linee della sua poetica, nel proprio cuore ed in quello dei suoi lettori.

Sinossi: In una presentazione che voglia comunque invitare il lettore a percorrere la sua strada – e a scoprire per sé, a cibarsi per sé (direbbe Dante) quello che c’è da assaporare in questo banchetto dei sensi apparecchiato, messo innanzi, da Marilena -, in una lettura giocoforza veloce di un libro che invece merita senz’altro più di un livello di approfondimento lessicale e semantico, non ha molto senso, non occorre segnalare i testi meglio riusciti (nel connubio tema-forma), o quelli più espressivi, perché ricchi di formule retoriche o perché suadenti nel tono, allusivi nelle suggestioni proposte: qui davvero conviene che ognuno prenda per sé – l’offerta è ricca, molto ricca di belle vivande, per rimanere nella metafora del banchetto, e c’è da gustare, e godere, e carezzare con lo sguardo, con i sensi…

 


 

Scintille – Ciao Marilena, benvenuta. Dicci subito chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Marilena Ferrante – Salve a tutti, sono Marilena Ferrante, una docente di lettere che ama molto il suo lavoro, la spinta vitale delle giovani generazioni e il trasporto verso modelli educativi nuovi e partecipati. Il valore umano è al primo posto sia nel mio lavoro che nella mia attività di scrittrice.

Scrivo per un giornale telematico locale Isernianews articoli di letteratura, costume e società. Sono referente per il Comune di Isernia del network Borghi della lettura, creato nel 2015 dalla operosità di Roberto Colella e Davide Vitiello e ormai realtà in molte regioni italiane a partire dal Molise.

La mia attività non si ferma dunque all’attività di docente e di scrittrice, ma allarga i suoi orizzonti attraverso la diffusione della cultura letteraria e non sul mio territorio. Sono stata e lo sono ancora promotrice di diversi eventi che vorrei farvi conoscere per rendervi partecipi della mia attività. Ne cito solo alcuni quali l’ideazione e coordinamento del Concorso Letterario “Anime vicine e lontane nel nostro patrimonio artistico“, alla terza edizione. Ho realizzato anche il coordinamento e ideazione in collaborazione con la Soprindentenza delle Arti e Paesaggio del Molise e la Scuola secondaria di 1° grado  “Andrea d’Isernia” del progetto “Il Cuore di Isernia nel cuore”. Ho curato il coordinamento del Seminario di formazione “Don Milani Educatore” promosso da Proteo Fare Sapere. Ho curato anche l’edizione 2017 de La Notte dei Borghi della lettura  “Antiche leggende in musica” con Il Tratturo, che si è tenuta al Chiostro di Palazzo San Francesco. Ho ideato e realizzato lo spettacolo di musica e poesia “Poeti africani”, che si è svolto nella chiesa di san Lorenzo di Macchiagodena, agosto 2017. Sempre nello stesso anno ho ideato e realizzato lo spettacolo “Viaggio nella poesia, specchio dell’anima” al Castello Medievale di Macchiagodena. Mi sono occupata, nel recente passato, del coordinamento delle attività di Libriamoci e del Maggio dei libri, con progetti di lettura nella scuola secondaria di primo grado “Andrea d’Isernia”. Ho curato l’incontro-dibattito, “Morire d’amore” in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della violenza contro le donne presso la Libreria Enzo Della Corte.

In tutte queste attività vorrei poter dare sempre il massimo per riuscire a far arrivare a molti il mio messaggio e poter essere apprezzata non solo nel mio territorio.

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia?

Marilena Ferrante – Ho conosciuto la poesia quando nella mia vita avevo un grande vuoto. È stata ed è la mia ancella, il modo più assoluto per uscire dalla noia e dalla sofferenza.

 

Scintille – Cosa significa per te?

Marilena Ferrante – La poesia è per me il modo più efficace per esorcizzare il dolore, ma anche l’esplosione più netta e prorompente della mia gioia interiore.

 

Scintille – Cosa vuoi comunicare?

Marilena Ferrante – Vorrei che arrivasse ai lettori la mia energia interiore mai nascosta nella mia vita quotidiana, ma che esprime il meglio di sé nei versi e nelle parole che diventano “gioco dell’anima”, provengono dal mio profondo, a volte scandalosamente troppo vicini alla mia interiorità.

 

Scintille – Una domanda circa la tua produzione poetica. Hai pubblicato qualche silloge? Ce ne vuoi parlare?

Marilena Ferrante – Certo. Ho pubblicato due raccolte poetiche la prima nel settembre 2015 dal titolo “Quel che avrei potuto dirti” e la seconda, “Un passo dal cuore”, nell’ottobre 2016.

La prima raccolta (“Quel che avrei potuto dirti”) è un parafrasario d’amore dedicato al mondo degli affetti e ispirato da un grande vuoto provocato da uno strappo affettivo. Non mancano versi dedicati alle persone a me più care.

La seconda (“Un passo dal cuore”) tocca tre tematiche: la prima di carattere interiore legata alla memoria, al mondo sconosciuto che a volte ci appartiene. La seconda, più corposa all’Amore e all’Eros con liriche dettate da questi sentimenti. La terza è dedicata alla Bellezza che salverà il mondo, liriche di carattere civile e sociale legate al senso di appartenenza al genere umano nella sua variegata composizione (Immigrazione, Terrorismo, Amicizia ecc..)

 

Scintille – Come componi?

Marilena Ferrante – Quando sono investita dalla impellenza di scrivere mi sento attraversata da una sensazione di benessere, di leggerezza ed è allora che compongo piccoli gioielli.

 

Scintille – Cosa ti ispira?

Marilena Ferrante – Qualcuno ha detto che lo scrittore non possa scrivere senza vivere ed aveva ragione. Non riuscirei a scrivere senza entrare in collisione con il mondo esterno, solo quando divento partecipe dell’universo allora riesco a sentirmi pronta per scrivere, per far passare il vissuto in quella luce che attraversa le mie composizioni.

 

Scintille – In che modo nasce il processo creativo?

Marilena Ferrante –

Scrivo per esistere ed esisto per scrivere .

Nel senso che quando si accende quel fuoco sacro quello è il momento di librarsi e farsi trascinare dall’ignoto, dalle lettere che si accavallano e trovano la strada per dire tutto o quasi tutto si voglia comunicare in quel momento.

È questo un momento unico, sacro, inviolabile e solo ed esclusivamente mio.

 

Scintille – In generale, quali tematiche affronti e in che modo?

Marilena Ferrante – La tematica fondamentale è la vita, questa forza che trascina, la curiosità che fa indugiare, la bellezza nell’esplorare l’animo umano. Insomma tutto ciò che fa vibrare il cuore. Mi piace molto l’indagine psicologica e sociologica e di conseguenza tutto ciò che fa riflettere sugli eventi e sull’umanità in movimento.

 

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Marilena Ferrante – Il colore violetto , l’immagine di una carezza, il profumo di gelsomino e il suono di un violino.

 

Scintille – C’è qualche autore o poeta a cui ti ispiri?

Marilena Ferrante – Sono molti gli autori che amo, ma quello che mi entra dentro più degli altri è Pablo Neruda.

 

Scintille – Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Marilena Ferrante – Faccio richiamo ai versi di Dante: «Amor ch’a nulla amato amar perdona mi prese del costui piacer sì forte che, come vedi, ancor non m’abbandona.» (Canto V dell’Inferno – Paolo e Francesca).

 

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Marilena Ferrante – Io ho pubblicato con una piccola casa editrice della provincia di Isernia, la Volturnia Edizioni, tuttavia credo che sia molto difficile entrare nel campo editoriale free. Bisogna che lo scrittore sia prima lui a dover credere alla sua opera e poi non arrendersi mai.

 

Scintille – Concorsi letterari: cosa ne pensi e quali sono i presupposti giusti per partecipare. Inoltre, so che sei tra le organizzatrici di un concorso di poesia. Ce ne vuoi parlare?

Marilena Ferrante – Ho partecipato a diversi concorsi letterari e penso che siano un buon banco di prova, almeno con questo spirito mi sono avvicinata. Certo, bisogna scegliere organizzazioni serie che valutino con obiettività i lavori per poi procedere ad un eventuale riconoscimento.

Io stessa ne ho promosso uno, che ora è alla III edizione: il concorso letterario dei Borghi della lettura “Anime vicine e lontane nel nostro patrimonio artistico” e devo dire che la mia giuria, di cui io sono la presidente, cerca di essere sempre obiettiva e seria con figure competenti anche nel campo archeologico.

 

Scintille – Prima di salutarci, ci regali una tua poesia?

Marilena Ferrante – Certamente. Prima di lasciarvi i miei versi invio un caro saluto a tutti e grazie per questa intervista!

Donna violata

Il capo abbassato,

la voce rotta,

le scarpe infilate,

tutta una vita accampata.

 

Muove il ricordo,

giorni felici,

carezze provate,

poi il sole bruciato,

il calore incendiato,

il pensiero rotto

nel fragore del corpo

mosso da inesistente vanità,

l’anima compressa

tra la vita e la morte.

 

Fatalità congiunta,

amore violato

di un giorno mai nato.

(Marilena Ferrante)

 


L’appuntamento, carissim* follwers, si conclude qui. Prima di salutarci anche io voglio ringraziare voi per esserci stati e l’Autrice MARILENA FERRANTE per questa bella intervista e il tempo che ci ha dedicato in questo appuntamento del Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK UTILI…

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[Ospiti] – La vita e i suoi demoni in poesia | Intervista a Silvia Chiarante per il Salotto Letterario

Buonpomeriggio followers! 😀

Con noi oggi un’autrice emergente che si racconterà durante l’Aperitivo Letterario. Mettetevi comodi che iniziamo subito subito 🙂

Qui con noi c’è… Silvia Chiarante!


Chi è Silvia Chiarante?

Silvia Chiarante è nata a Giaveno (To) il 23 febbraio 1989, sotto il segno zodiacale dei pesci. Laureata in filosofia, scrive poesie e romanzi nel suo gotico antro d’Altrove, in compagnia della musica, della notte e degli animali.

Vince il suo primo concorso letterario a dodici anni, il premio nazionale Come Pirandello… sezione novella. Nel 2014 ottiene il primo premio nella sezione poesia del concorso Streghe, Vampiri & Co. di Giovane Holden Edizioni, pubblicando contestualmente la lirica “Amarantos”, sull’antologia Storie di immaginaria realtà. Nel giugno 2015, a seguito della vittoria, esce «Opera al Nero», “silloge di poesie gotiche che indagano, celebrano e s’inchinano alla condanna della non corrispondenza tra lo sguardo, l’anima ed il fato”.

La seconda raccolta dell’autrice, «Requiem dell’esilio», è stata pubblicata per Le Mezzelane Casa Editrice. Le liriche “Vecchiaia” e “nemO”, anteprima del volume, sono apparse sulla rivista “Gradiva”, International Journal of Italian Poetry, Stony Brook, NY (n. 52 – fall 2017), Leo S. Olschki Editore.


Le pubblicazioni di Silvia Chiarante

LINK PER L’ACQUISTO • Opera al Nero, Giovane Holden Edizioni, 2015 (Silloge di poesie)

  • Le poesie “Vecchiaia” e “nemO”, in “Gradiva”, International Journal of Italian Poetry, Stony Brook, NY (n. 52 – fall 2017), Leo S. Olschki Editore – leggile qui
  • La lirica “Amarantos”, in Storie di immaginaria realtà, Giovane  Holden Edizioni, 2014 – leggila qui

La sua ultima pubblicazione è…

Requiem dell’esilio – Le Mezzelane Casa Editrice, 2017 (Silloge di poesie)

Requiem dell’esilio è una silloge di quarantuno poesie, composte nell’arco di circa due anni, tra il 2015 ed il 2016. L’opera richiama suggestioni gotiche, sviluppandone le tematiche con stile ermetico e decadente.

 

 

 

 

 


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Silvia Chiarante – Sono nata il 23 febbraio del 1989, con sole in pesci, ascendente in ariete e luna in bilancia. Amo gli animali, la musica, la notte che si attarda sui bordi e le atmosfere un po’ lugubri. Ho un pessimo rapporto con lo spazio circostante e mi immergo troppo in quello interiore. Mi è più semplice esprimere ciò che ho dentro attraverso gli spazi bianchi dei versi, che disperdendomi nei tempi circoscritti dei giorni.

Con il passare degli anni è sempre più difficile interrogarmi a riguardo, al punto che a volte dubito  di essere una persona sola. Magari sono solo più vicina alla risposta e all’inconsistenza della questione stessa di quanto non lo fossi all’inizio. Quando si definisce qualcosa lo si delimita a forza e a me non piace sentirmi ingabbiata, né credo di essere così statica.

Non penso di aver combinato molto fino ad oggi e non so se un giorno potrò ritenermi soddisfatta. Considerare il compimento attraverso la rete di una griglia esterna è deleterio, rispettare la propria non sempre dipende dalla nostra volontà.

 

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Silvia Chiarante – Un rapporto conflittuale, forse perché rispecchia quello con me stessa. Scrivere significa scendere a patti con il proprio demone, ma ciò che esso sottrae poi a suo modo restituisce. La catarsi dura sempre molto poco, il tempo di evocare un suono e rileggerlo con l’illusione di averlo sfiorato, poi stringe di nuovo, lasciando sospesi alle viscere come fossero catene e lacci di cuoio. In questo modo so che esisto.

Compongo principalmente poesia e non so quanto l’abbia scelto io  e quanto sia l’inevitabile conseguenza del modo un po’ atipico ed esasperato con cui percepisco le cose. Anche quando scrivo altri generi devo fare i conti con quel timbro interno e con l’ossessione per il suono;  a volte c’è troppo pathos ed è difficile gestirlo.

Quando tutto è veloce, confuso e sovraesposto, la poesia rappresenta un rifugio già noto ma mai del tutto sondato, la più grande menzogna e l’unico modo per dire il vero, la più calzante tra le maschere appese sul volto cangiante del vuoto; è l’altrove, l’orologio che resta fermo a battere il tempo alle metafore, la sublime decadenza di ciò che resta sospeso sollevandomi fino al paradosso da ciò che attorno è precario e mutevole. L’autentico si nasconde nell’artificio, e, temendo di mostrarsi, trascende il vincolo terreno, veste i costumi nella vita e il simbolismo nei versi sul foglio. E se esso non si svela mai del tutto, a costo di non esistere nella dimensione tangibile per un occhio poco incline ad indagare, così la poesia respira tra gli strati, eterna, eppure così esposta e vulnerabile.

Forse per questo le parole non sono quasi mai al mio servizio, e la riprova è nel fatto che quando avrei dovuto utilizzarle in modo appropriato, sono spesso rimasta in silenzio.

Scintille – Parlaci dei tuoi libri. Quali tematiche affronti e in che modo?

Silvia Chiarante – Per il momento ho pubblicato due raccolte di poesie: Opera al Nero con Giovane Holden Edizioni e Requiem dell’esilio con Le Mezzelane Casa Editrice.

I temi ricorrenti sono il rapporto con la morte e con il tempo, l’invocazione e l’esorcismo dello Spettro, la passione infelice e la ricerca del senso. Lo stile è ermetico e ricco di suggestioni simboliche e decadenti.

Opera al Nero è una veglia in maschera, la messa in scena del dolore per la “non corrispondenza tra lo sguardo, l’anima ed il fato”, la celebrazione della putrefazione del sé nell’ ossessione evocata sul palco del sacrificio. La morte, l’ignoto, l’amore impossibile e i propri mutevoli sé sono tutti attori che si impongono e si alternano come comparse irrequiete del destino.

Requiem dell’esilio è ancora permeato dall’eredità dell’antica presenza ma introduce man mano una consapevolezza. La lontananza non è più vissuta soltanto come lo scarto dall’oggetto del ricordo, bensì dalla propria stessa vita, e diventa percezione dell’esilio come condizione dell’esistenza umana, ferma ad un percorso che involuto e contratto appare di colpo lo spauracchio della morte, ripiegato su se stesso. 

La veglia perpetua  si trasforma dapprima nei funerali di un corpo fantoccio, poi nel Requiem in vita del qualcosa che non può morire perché mai è stato. È la celebrazione del tempo impiegato ad inseguire il Fantasma, rivelatosi poi essere il committente stesso del verso e di quell’Incompiuta che fatica a siglare il congedo.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Silvia Chiarante – Tra le mie pagine ricorrono presenze che tornano a manifestarsi fedeli, a volte sotto mentite spoglie e non sempre con buone intenzioni. Nella poesia si impongono spesso lo Spettro, la Maschera, la Morte, il Tempo, la Notte, il Ricordo, la  Passione Nefasta, l’Amore Impossibile, la Malattia, il Fato e la Vecchiaia.

Nei romanzi do voce agli stessi protagonisti che cercano posto nei versi ma che qui incarnano le vesti di  personaggi concreti, per quanto mai del tutto corporei, poiché slegati dal tempo e dallo spazio nei loro tormenti, come chi ne fa le veci per raccontarne i drammi e le dannazioni.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Silvia Chiarante – Ho iniziato a pensare alla morte piuttosto presto e forse questo è il tema cardine di tutto il percorso.  Le ispirazioni fondamentali provengono da questo fulcro che eviscero a tratti anche in modo morboso.

Il tempo, le illusioni, il connubio tra eros e thanatos, la condanna dell’esistere solo a tratti per poi svanire nel proprio riflesso senza preavviso, la lotta con il proprio passato e con quanto è rimasto in sospeso: tutto questo è debitore del grande interrogativo. Non sono io a scegliere di volta in volta i temi, si ripropongono da sé, a volte svelandosi in tempi successivi, altre prendendosi gioco di me. È capitato che comprendessi certi versi solo molto tempo dopo averli scritti, quasi fossero profetici.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Silvia Chiarante – Con i primi versi di “Negro semen”, una poesia contenuta in Opera al Nero

Resta.

Nella litania del tuo viso senza forma

celata al verso stanco, tinto a lutto nella penna

quella vibrazione del dettaglio che sprofonda

al tremore inerme d’orma greve che s’arresta.

 

Dorme.

Il senso dispera.

 

Quando il tatto materia non sonda

spaurito l’abisso levarsi di nebbia

ode ove il passo terreno non calca.

 

Scintille – Da autrice esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Silvia Chiarante – Ho iniziato a scrivere molto presto, a sette anni componevo già poesie e a dodici ho vinto il primo concorso a cui ho partecipato, con una novella ispirata a Pirandello. Per mia scelta per anni non ho più partecipato a premi e ho quasi smesso di scrivere.

La poesia ha la  tremenda facoltà di metter di fronte a chi si è per davvero, e a volte la proiezione è troppo confusa e precoce per poter convivere in pace con la consapevolezza che la propria vocazione è proprio quella di non esserlo mai, in pace. Per questo motivo nel mio caso ci sono state due genesi, una infantile e una più tardiva. Qualche anno fa ho ricominciato a comporre, a leggere le mie poesie in pubblico e a scriverle su un blog personale. Dopo aver vinto un premio bandito da Giovane Holden Edizioni ho pubblicato la mia prima raccolta, Opera al Nero. Ho sentito poi l’esigenza di una seconda silloge ed ecco Requiem dell’esilio, edita da Le Mezzelane. Le poesie “Vecchiaia” e “nemO”,  estratto della raccolta, sono apparse sulla rivista “Gradiva”, International Journal of Italian Poetry.

Ognuno ha i propri percorsi, in particolar modo interiori, e io non ho né l’esperienza né la preparazione per fornire consigli pratici. Per prima vengo talvolta accusata di vendere male me stessa – per me è un complimento  – e di non credere in quello che ho dentro.

 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Silvia Chiarante –  Ringrazio Loriana per lo spazio che mi ha dedicato e saluto tutti i lettori.

 

Per congedarmi vi lascio la poesia di chiusura di Requiem dell’esilio.

Ci tengo a precisare che non è un augurio che indirizzo al blog ma non è semplice adattare i miei versi a questo scopo… perdonatemi.

Commiato

 

All’imbrunire dell’ultimo atto,

là dove la notte dispiega l’inferno,

le attese si schiusero rovi dal fondo

a farsi radice dai graffi del cielo

 

e quando lo squarcio vibrò fino al sangue

la crepa dei sensi che non filtrano luce,

sospeso a mezz’aria a bruciar le parole

rimase il ricordo a specchiare le lacrime.

 

 

[Requiem dell’esilio, Le Mezzelane Casa Editrice]

 

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Silvia Chiarante per essere stata con noi oggi in questo appuntamento del Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire Scintille e le sue attività: tanti altri autori  e autrici emergenti italiani passeranno di qui!

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DEL BLOG DOVE POTETE SERGUIRLA…

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[eventi] – Centomila poeti per il cambiamento, anche quest’anno Scintille d’Anima organizza evento web sul blog | 30 settembre 2017

Come è ormai consuetudine, anche quest’anno il blog Scintille d’Anima e Loriana Lucciarini sono tra gli organizzatori dell’evento mondiale 100 TPC – Centomila poeti per il cambiamento.

Via web, sul blog, il giorno 30 settembre verranno pubblicate poesie di autori internazionali, per diffondere il messaggio di speranza che i versi, la sensibilità e l’animo umano riescono a produrre.

Apro il lancio di questo evento con i versi di Walt Withman, poeta, scrittore e giornalista statunitense, cantore della libertà e di un ideale visionario che mette l’essere umano al centro rispetto al senso di percezione e comprensione delle cose.

La poesia salverà il mondo

Il mondo sottomarino,
Foreste al fondo del mare, i rami, le foglie,
Ulve, ampi licheni, strani fiori e sementi,
folte macchie, radure, prati rosa,
Variegati colori, pallido grigio verde,
porpora, bianco e oro, la luce vi scherza
fendendo le acque
Esseri muti nuotan laggiù tra le rocce,
il corallo, il glutine, l’erba, i giunchi,
e l’alimento dei nuotatori
Esseri torpidi brucan fluttuando laggiù,
o arrancano lenti sul fondo,
Il capodoglio affiora a emetter lo sbuffo
d’aria e vapore, o scherza con la
sua coda,
Lo squalo dall’occhio di piombo,
il tricheco, la testuggine, il peloso
leopardo marino, la razza,
E passioni, guerre, inseguimenti, tribù,
affondare lo sguardo in quei fondi
marini, respirando quell’aria così
densa che tanti respirano,
Il cambiamento, volgendo lo sguardo qui
o all’aria sottile respirata da esseri che
al pari di noi su questa sfera
camminano,
Il cambiamento più oltre, dal nostro
mondo passando a quello di esseri
che in altre sfere camminano.

(Walt Withman)

…Siateci! 😉

Loriana Lucciarini