[Ospiti] – Andrea Pistoia: Humor e caos per dar voce e colore alla vita | Le interviste del Salotto Letterario

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi è lieto di ospitare un autore emergente ANDREA PISTOIA. Scopriremo tanto di lui, delle sue passioni e di ciò che ama scrivere, in questa intervista per l’#aperilibro: l’aperitivo letterario di questo blog! 😀

Lui è scrittore ma anche sceneggiatore, designer, blogger, poeta… insomma vi assicuro: sarà una bella scoperta chiacchierare con lui. Prendete posto, alzate i calici, servitevi pure e… iniziamo!


Chi è Andrea Pistoia?

Andrea Pistoia è nato a Vigevano il 20 luglio 1976.

In più di vent’anni di passione letteraria, è stato sceneggiatore, poeta, giornalista, soggettista, blogger, paroliere, game designer e direttore editoriale.

Molto di più ci racconterà in questa interivsta.


Le pubblicazioni di Andrea Pistoia?

ANCORA E MAI PIU’ (NELLE MUTANDE) – Andrea Pistoia – self Youcanprint- Genere: narrativa – formato: cartaceo + ebook

Può un amore tradito dare il colpo di grazia a tutto ciò che di buono c’è in Edmondo, spingendolo a manifestare il suo lato più irriverente e cinico? Naturale, dato che in certe situazioni si può solo soccombere o reagire. Ma da un ventitreenne (che si fa soprannominare Mondo e che vacilla continuamente tra il complesso di Edipo e quello di Rocco Siffredi) non ci si può aspettare di certo la resa. D’altro canto, resta sempre un ragazzo gettato nella fossa delle leonesse milanesi. E allora, cosa può fare se non chiedere aiuto ai suoi sempre-ingrifati amici e al suo datore di lavoro (un latin lover fatto e finito) e gettarsi in mirabolanti avventure nella Milano modaiola, sperando non di uscire vincitore ma almeno di sopravvivere alla notte e di trovare un po’ di felicità ‘sottocoperta’? Ma è a tutti gli effetti una ‘mission impossible’, tra ragazze snob, insicure o mentalmente instabili e seduttori più agguerriti ed implacabili di lui. Trascinato dagli eventi, il protagonista alterna momenti di cinismo acuto ad inaspettata sensibilità, comicità da scaricatore di porto ad intelligenza arguta. Ma non possiamo neanche fargliene una colpa; è semplicemente un ragazzo immischiato negli ingranaggi della vita.

DI DONNE, DI AMORI E DI ALTRE CATASTROFI – Andrea Pistoia – self  Youcanprint- Genere: narrativa – formato: cartaceo + ebook

Basta collezionare rapidi fotogrammi di amori in salsa agrodolce da film rosa di serie Z. Basta alla patetica routine quotidiana e al sesso insipido. Ma soprattutto, basta essere relegato nella panchina degli sfigati. È così che Mondo decide di dare un taglio netto al suo vecchio io ed applicarsi nella nobile arte della seduzione in trasferta, certo di diventare a Londra ciò che in quell’Italia a rischio noia non è mai stato: un cinico uomo Alpha, pronto ad affrontare le sfide amorose a braghe calate e senza esclusioni di colpi. Scontrandosi di petto con emozioni scomode, sentimenti non calcolati e un passato che reclama la sua importanza, il protagonista s’immergerà senza più freni inibitori in una città tanto caotica quanto ricca di opportunità, vivendo mirabolanti avventure notturne sottocoperta e conquiste last minute, certo che non sopraggiungerà il vero amore a rovinargli i piani. Perché anche sedurre è una guerra da vincere e lui, modestamente, è sceso in battaglia con una corazza sul cuore e venti centimetri d’amore sotto la cintola. Il seguito di ‘Ancora e mai più (nelle mutande)’ ma che può tranquillamente essere letto anche come storia a sé stante.


 

Scintille –  Ciao Andrea, benvenuto, sono molto felice e anche onorata di averti qui nel salotto di Scintille! 🙂 Iniziamo partendo subito con le domande. In molti ti conoscono già però ti chiedo di presentati comunque ai lettori…

Andrea Pistoia –  Innanzitutto buongiorno a tutti e grazie, Loriana, per l’opportunità e l’onore che mi concedi intervistandomi. Detto questo, passiamo subito alle risposte…

Nel cammin di nostra vita mi ritrovai”… ad essere il classico quarantenne aspirante scrittore che cerca attraverso le sue opere di far divertire; infatti entrambi i romanzi pubblicati sono scritti con uno stile goliardico e spensierato.

Come tutti, ho un lavoro che mi permette di (soprav)vivere e tanti, forse fin troppi, hobby.

Cosa combinerò? Mah, non so cosa sarà il mio futuro ma spero almeno di arrivare alla fine soddisfatto di ciò che ho realizzato e di aver lasciato ai posteri qualcosa che possa esser stato utile.

Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Andrea Pistoia –  Nasco nell’ormai lontano 1976 in una mite cittadina in provincia di Pavia. A dodici anni scoppia l’amore per la lettura. Durante il servizio militare mi getto nella mia prima esperienza da scrittore. Negli anni a venire porto avanti molti progetti in veste di sceneggiatore, giornalista, recensore, blogger e coordinatore di una fanzine. Nella primavera del 2015 pubblico il mio primo libro, ‘Ancora e mai più (nelle mutande)’, mentre circa due anni dopo ‘Di donne, di amori e di altre catastrofi’.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Andrea Pistoia – Resto affascinato, ma a volte anche terrorizzato, dal potere delle parole e di come riescano ad influenzare le persone. Al tempo stesso, mi stupisco di come ogni dialogo, episodio o romanzo sia qualcosa di estremamente personale; non si sa da dove scaturisca ma il fatto di sentirlo proprio lo rende unico.

Per quanto mi riguarda, scrivere è un modo per mettere su carta lo sfaccettato e variopinto mondo che ho dentro di me, di conseguenza alterno opere comiche a drammatiche, introspettive ad avventurose, sentimentali a commoventi.

Infine, cosa voglio comunicare? Credo che ogni cosa debba provocare emozioni, belle o brutte che siano.

Nei due libri pubblicati, il mio intento è stato quello di divertirmi nello scriverli e al tempo stesso di far divertire le persone. Il primo obiettivo è stato pienamente soddisfatto. Speriamo lo sia anche il secondo!

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo? [se c’è una tematica in particolare possiamo creare un paio di domande ad hoc per parlare del romanzo nello specifico]

Andrea Pistoia –  Come dicevo poc’anzi, ho dato ai due romanzi un’impronta prettamente comica, ma non per questo meno realistica. D’altro canto, come ogni storia che si rispetti, nel ‘sottobosco narrativo’ ci sono delle piccole e grandi verità che il lettore può cogliere.

L’idea era quella di mostrare come sia difficile e faticoso per un ventenne trovare la via maestra per la propria stabilità emotiva, combattuto com’è tra il ‘mettere su famiglia’ e l’essere un instancabile seduttore, tra l’abbracciare il cinismo sessuale e il ponderare quali siano i veri valori della vita. Il tutto attraverso le esperienze mondane e il divertirsi ovunque e comunque.

I due romanzi, in apparenza simili, affrontano la crescita interiore del protagonista dipanandosi su percorsi distinti.

Ecco perché in ‘Ancora e mai più (nelle mutande)’ vediamo Edmondo, il protagonista, presentarsi nelle prime pagine al lettore mentre affronta una brutta storia di tradimento. Ma è proprio questa a spronarlo a buttarsi nella movida milanese a caccia di donne. Il tutto, però, imbastito da tragicomici epiloghi, dato che le donne da lui conquistate hanno seri problemi di gestione dell’emotività e della vita in generale.

Di donne, di amori e di altre catastrofi’ è il naturale seguito del primo libro, pur potendo essere letto tranquillamente anche come libro a sé stante. Qui troviamo il protagonista sempre intento a fare stragi di cuori ma in un contesto a lui per nulla famigliare se non addirittura ostile: quello londinese. Soprattutto perché deve fare i conti con l’incombente peso dello sbarcare il lunario, dell’affrontare le sfide di una città straniera e di cercare, al di là della sua naturale predisposizione al cinismo, sensazioni che lo facciano sentire ancora vivo e, perché no, innamorato.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Andrea Pistoia –  Predilezione per un certo tipo di personaggio? Più che altro cerco quelli che mostrino le loro debolezze, anche quando sono celate dietro atteggiamenti spavaldi, ma con quel pizzico d’imprevedibilità che spiazza e diverte il lettore.

Ad esempio, il protagonista è Edmondo ma, in quanto egocentrico e narcisista, si fa chiamare Mondo. Passa dall’essere il fidanzatino ingenuo al single tradito e disincantato. Di conseguenza reagisce diventando cinico e, ammettiamolo, un po’ bastardo con l’altro sesso anche se, in fondo, resta un ragazzo insicuro e timido. Ciò lo porta da una parte a godersi le mille leggerezze di una tardo-adolescenza e dall’altra a rincorrere emozioni pure e sincere. Il tutto, ovviamente, imbastito dai piaceri dalle ‘avventure sottocoperta’.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Andrea Pistoia –  Diciamo che dentro di me vorticano mille emozioni (come tutti, d’altronde). Ergo, a volte predomina la mia indole comica, altre quella malinconica, irosa, triste, avventurosa, folle, ecc. Di conseguenza, nell’arco della mia vita, ho seguito lo stato d’animo o l’ispirazione del momento, realizzando storie, canzoni, poesie e sceneggiature che lo rispecchiassero.

Attualmente scrivo opere che strappino una risata al lettore in quanto più in sintonia con la mia indole da burlone. C’è troppa tristezza e negatività nel mondo per alimentarla con ulteriori sentimenti deprimenti.

Diciamo che mi piace di più far ridere le persone che farle piangere 😀

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Andrea Pistoia –  Bella domanda! Se pensassi ai miei romanzi pubblicati, come colore direi un bel rosso passione ma anche un giallo vitale.

Sui profumi mi cogli impreparato perché ho un raffreddore cronico, di conseguenza non ricordo più gli odori 🙂 Però a occhio e croce direi qualcosa di pungente ma non per questo meno gradevole.

Per quanto riguarda un suono, mi viene in mente una canzone che è un inno al godersi la vita appieno: ‘Tieni il tempo’ degli 883 (lo so, canzone un po’ datata… ma quanto spacca ancora? 🙂 ).

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Andrea Pistoia –  Sono vent’anni che scrivo e che “sperimento sul campo” le tragicomiche avventure di un esordiente. Per quanto mi riguarda, ho ottenuto a volte risultati soddisfacenti e altre deludenti. Tradotto: alcune mie opere sono state pubblicate mentre altre sono rimaste nel cassetto a prendere polvere.

Sono soddisfatto di questo risultato? Beh, come tutti gli autori emergenti mi piacerebbe essere l’Umberto Eco del nuovo millennio, ma alla fine

ciò che più conta è che chi legge i miei libri, fossero anche quattro persone, si diverta e chissà, magari impari anche qualcosa.

Personalmente agli esordienti consiglio d’inviare il proprio manoscritto alle case editrici e incrociare le dita. Se si dovessero ottenere solo risposte negative, evitare come la peste le case editrici a pagamento (che spesso offrono servizi scadenti e zero visibilità del proprio libro). Piuttosto punterei al self-publishing. Anche perché, ammettiamolo, tenere un libro chiuso nel cassetto è come non averlo mai scritto.

L’obiettivo principale per un autore, secondo me, non è tanto diventare ricco e famoso ma poter offrire la propria opera all’umanità. Poi ciò che verrà verrà.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Andrea Pistoia – Fermo restando che cliccando su questo indirizzo potrete leggere le prime venti pagine dei miei libri, vi riporto qui sotto uno degli incontri che ha tolto il fiato al nostro latin-lover Mondo.

Colgo anche l’occasione per ringraziare Loriana per la sua disponibilità e voi lettori per aver investito un po’ del vostro tempo leggendo questa intervista.

Grazie!

Alza la mano salutandomi. Io tento di ricambiare ma sono paralizzato.

La mia bocca riesce a farfugliare un saluto ma è precario quanto il mio stato mentale.

Mi sono sempre state sul Ceppo le rosse.

Ora le adoro.

Lei si mette a ridere. Le guardo il viso angelico e il sorriso luminoso come una supernova; mi sento come se mi fossi appena fatto una dozzina di pere.

Mi chiedo se a questo mondo ci sia qualcos’altro che possa stupirmi e sconvolgermi allo stesso modo.

 


Bene, followers, l’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Andrea Pistoia, per aver partecipato con noi a questo aperitivo letterario e, salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? QUI DI SEGUITO L’ELENCO DELLE SUE PUBBLICAZIONI E I CONTATTI SOCIAL

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ANCORA E MAI PIU’ (NELLE MUTANDE)

DI DONNE, DI AMORI E DI ALTRE CATASTROFI

CONTATTI

 

[Ospiti] – Laura Gronchi: fuga tra parole, sentimenti e fantasia | Incontro con l’Autrice

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario. Con noi c’è LAURA GRONCHI, che ringrazio e accolgo tra uno Cuba Libre e un Mohjito.

Scopriamola in questa bella intervista…


Chi è Laura Gronchi?

Laura Gronchi nasce a Pontedera, (PI) nel 1967. Nel 1986 consegue il diploma di scuola superiore presso Ist. Tec. Commerciale E. Fermi di Pontedera specializzazione/orienta-mento Programmatori.
Seguono esperienze presso studi professionali, fino all’attuale occupazione presso un’azienda di lavorazione lamiere, dove ricopre il ruolo di ragioniera e disegnatrice Cad 2D. Ha una modesta esperienza di web designer (ha creato i due siti aziendali più qualche altro sito privato per amici e conoscenti). L’amore per la lettura, già presente fin dalla giovinezza, si rafforza durante i numerosi spostamenti per raggiungere il primo fidanzato romano, ed è sempre presente nella sua vita. Sposata dal 2012 senza figli. Inizia a scrivere per divertimento, e dopo un po’ di pratica, redige alcuni racconti e brevi romanzi, tra cui “Fragili emozioni”, che invia per una valutazione a “Il rifugio dell’esordiente”, ottenendo un esito incoraggiante, tanto da farle prendere la decisione di tentare di pubblicarlo. Il secondo romanzo “Il volo del destino” è in attesa di editing presso la Casa Editrice Le Mezzelane.
Hobby: lettura, scrittura, discipline olistiche, fai da te, decoupage, camminate nella natura, nuoto.
Autori preferiti: Wilburn Smith, Paulo Coelho, Isaac Asimov, Isabel Allende, Glenn Cooper, Luigi Pirandello, Christian Jacq, Ray Bradbury (e molti altri ma l’elenco sarebbe troppo lungo).


Le pubblicazioni di Laura Gronchi?

 

FRAGILI EMOZIONI

La storia è ambientata ai giorni nostri con vari flash back nel passato dei vari protagonisti.
Sibilla, dopo anni di gavetta è diventata una pubblicitaria di successo, pagata profumatamente e contesa dalle grandi agenzie pubblicitarie di Firenze. Una convivenza apparentemente indistruttibile con il proprio fidanzato e una situazione economica senza problemi.
Renzo e Federico sono i proprietari della F. & R. S.P.A. la più importante agenzia pubblicitaria del capoluogo che comincia a sentire i primi effetti della crisi economica. Per scongiurare licenziamenti tentano di sfondare nel mondo del lusso, settore che sembra aver risentito meno della recessione e di cui si sono sempre occupati marginalmente. Sono pertanto alla ricerca di personale che abbia esperienza e gli agganci giusti per agevolare loro i primi passi.
Sibilla è stufa della propria vita, il rapporto invidiabile è andato a rotoli e il lavoro di “successo” è noioso e ripetitivo. Memore degli anni di apprendistato, invia impulsivamente il curriculum alla F. & R. senza farsi troppe illusioni e invece viene presa in prova.
Si troverà a scontrarsi professionalmente con Renzo, Direttore Creativo della società, dinamico e intuitivo, che ha riversato tutte le sue energie nel perseguire il successo della propria azienda e nel crescere i suoi due figli, dopo il doloroso divorzio dalla prima moglie. La stima e l’attrazione reciproca crescono durante l’organizzazione della prima sfilata nella cornice di una delle più suggestive ville sulle colline di Firenze.
Supereranno scontri e diffidenze reciproche, riuscendo finalmente a esprimere i loro veri sentimenti. Ma c’è chi trama nell’ombra e tenterà di ostacolare il loro amore.

(di prossima pubblicazione con Le Mezzelane edizioni)

IL VOLO DEL DESTINO

La crisi economica e la malattia del padre hanno portato scompiglio nell’ordinata vita di Sara Toni minando il fragile rapporto tra lei e il marito Marco, sempre più geloso e insofferente riguardo il difficile periodo attraversato dalla moglie. Solo il corso per infermiera professionale sembra portare un po’ di luce nelle sue grigie giornate, tornando a dare un senso d’utilità alla sua vita. Durante uno dei rari periodi di ripresa dell’attività lavorativa, conosce Sergio Morelli, pilota dell’aeronautica militare, pignolo e scostante con il quale si scontra vivacemente. La morte improvvisa del padre di lei e il trasferimento a sorpresa a Gibuti di lui, relegano il loro incontro provvisoriamente nell’oblio.

Il matrimonio di Sara scricchiola sempre di più, è stufa della gelosia patologica di Marco e dei continui rimbrotti e comincia a sognare un futuro diverso per se, ma quando il marito lo scopre le conseguenze saranno drammatiche.

Doveva essere una missione di routine priva di pericoli quella affidata al maggiore Morelli e ai suoi uomini, ma il peggioramento delle politiche internazionali, li costringono a un intervento imprevisto al fianco delle truppe ONU per riportare ordine al confine tra Somalia ed Etiopia. L’operazione avrà successo ma a caro prezzo. Soltanto grazie alla propria tenacia e sangue freddo, il pilota riuscirà a cavarsi da una situazione senza apparenti vie d’uscita. Raccolto in fin di vita da un furgone di MSF troverà rifugio presso il campo profughi di Dolo Ado, dove ritroverà Sara al suo secondo contratto come infermiera volontaria. Stregato dai suoi meravigliosi occhi blu, mai veramente dimenticati, Sergio rompe la corazza di cinismo dietro cui si era trincerato, dando via libera ai propri sentimenti riuscendo a vincere la ritrosia dell’ infermiera, ancora scossa dalla burrascosa separazione dal marito. Ma la strada per poter vivere pienamente il loro amore sarà ancora lunga e irta di pericoli.



Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Laura Gronchi – Salve, mi presento, sono Laura Gronchi da Pisa, un diploma di ragioniera indirizzo programmatori e un presente fatto di scadenze e dichiarazioni fiscali sempre più assurde. Cerco nella scrittura un’alternativa al mio quotidiano lavorativo che non mi gratifica più.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Laura Gronchi – Più che la scrittura all’inizio fu la lettura. Sono stata e sono tuttora una divoratrice di libri seriale. Può capitare che abbia più testi in contemporanea, accanto al letto. Peccato che durino poco più di una settimana, solo Ramses ha superato la soglia dei quindici giorni. Dopo tanto leggere, ho iniziato a scrivere quasi per gioco e per una serie di sfide con me stessa: ero alla ricerca della storia ideale, così ho deciso di scrivermela. Inoltre volevo dimostrare che ero capace di gestire la complessità di un romanzo: trama, logica degli intrecci, personalità dei personaggi. Stavo passando un periodo lavorativo e familiare disastroso, la fantasia mi è venuta in aiuto con una valanga d’idee, di cui ancora molte nel cassetto, da sviluppare. All’inizio mi è servita anche come valvola di sfogo dalle frustrazioni quotidiane. In genere non ho un’idea statica e rigida di quello che scrivo, non seguo uno schema. Magari tutto parte dal desiderio di narrare una storia d’amore che abbia un qualcosa di eccezionale, poi durante lo sviluppo si aggiungono spunti gialli, noir o avventurosi, dipende da che parte gira il timone della fantasia.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Laura Gronchi Fragili emozioni, il mio primo lavoro, nasce principalmente come romanzo sentimentale ambientato ai giorni nostri, in provincia di Firenze, in una grande agenzia pubblicitaria, che per evitare tagli al personale, cerca uno sbocco nel mondo della moda. Volevo raccontare come la magia dell’amore possa riuscire a vincere resistenze e fragilità tra due persone assolutamente normali, ma deluse da rapporti precedenti che le hanno segnate. Tramite alcuni flash-back, ricostruisco il loro passato e l’evolversi delle loro personalità.
Le tematiche affrontate sono molteplici: i problemi cui può andare incontro una famiglia nella gestione di un malato psichico grave, la difficoltà a rendersi conto della gravità della malattia e come questa, possa condizionare la vita di tutti i membri. La grande crisi lavorativa ed esistenziale del protagonista maschile, che non riesce a emergere e mantenere la sua famiglia come vorrebbe, nonostante talento e impegno profusi. Le difficoltà incontrate dalla protagonista femminile, dopo aver troncato il rapporto con il fidanzato possessivo e dalla doppia vita. Il tutto senza polemiche inutili o giudizi, che risulterebbero scontati, ma limitandomi a raccontare gli eventi e come i protagonisti hanno reagito.

Il secondo lavoro, Il volo del destino, nasce e rimane un romanzo d’avventura, tout court, ambientato tra Pisa e l’attuale Etiopia, tra azioni militari, terroristi, rapimenti e campi profughi. Anche qui ci sono un lui e una lei che finiscono per incontrarsi, rincontrarsi e amarsi, tra peripezie e colpi di scena. Lui è un pilota dell’Aeronautica Militare Italiana, vedovo e disilluso. Lei è una vittima della crisi, sposata a un marito violento, di cui è succube, e con entrambi i genitori anziani, malati, a carico. Come unica valvola di sfogo frequenta un corso per infermiera, che segue tra una cassaintegrazione e l’altra e che le fa sognare un futuro professionale in Medici Senza Frontiere, lontano da una realtà che non la soddisfa più. Anche qui i temi sono diversi: le frustrazioni avvertite dalla protagonista durante la gestione quotidiana dei genitori anziani, nei periodi di ripresa dell’attività lavorativa, senza potersi appoggiare ad aiuti esterni che non può permettersi a causa della bassa pensione e dall’incertezza del proprio stipendio. Il rifiuto di accettare la fine del proprio matrimonio con un marito geloso, che non la ama, che la mortifica con continue critiche e che infine si rivela anche vigliacco e violento. Un accenno al vasto tema dei migranti e dei media che ci speculano sopra, sfruttando la credulità e l’esasperazione dell’opinione pubblica, raccontando tutto e il contrario di tutto, pur di fare notizia. La rinascita affettiva del protagonista maschile, dopo essersi trovato a un passo dalla morte, durante una sfortunata missione di ricognizione a supporto delle forze di pace. Al centro rimangono sempre le vicende dei protagonisti e il loro ingegno nel superare tutti gli ostacoli che gli si parano davanti, senza polemizzare ma rimboccandosi semplicemente le maniche.
In entrambi i romanzi ho scelto per i protagonisti delle figure positive, anche se un po’ problematiche.
Entrambe le storie possono assumere a tratti dei toni un po’ esasperati, ma se si scava nella vita delle persone reali, se si ascoltano le loro confidenze e i loro problemi, si scopre spesso una realtà che va ben oltre la fantasia.

 

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Laura Gronchi – I miei protagonisti sono persone normali immortalate in un periodo di svolta delle loro vite, pertanto i toni e le caratteristiche personali sia di quelli principali, sia degli antagonisti, sono piuttosto marcate e a volte esasperate. Credevo di avere un’inclinazione naturale a scrivere storie romantiche semplici e delicate, invece mi sono scoperta una predilezione a complicare e ingarbugliare le cose. Fragili emozioni parte come una storia sentimentale che pare incanalata inesorabilmente verso il lieto fine, mentre ha delle svolte noir e introspettive inaspettate.
Nel secondo romanzo, Il volo del destino, in lista di editing presso Le Mezzelane editrice, abbandono completamente i toni rosa, creando personaggi più problematici, con pesanti fardelli emotivi alle spalle, che a volte gli fanno prendere clamorose cantonate.
Non penso di avere una predilezione per determinati personaggi, le personalità e i tratti caratteriali si modellano con l’avanzare della storia. Non credo comunque nelle figure totalmente positive, cerco di rappresentare un tipo di personaggio, funzionale allo svolgimento della storia, che sia il più possibile rappresentativo della realtà che lo circonda e con tutte le contraddizioni, insicurezze, debolezze e manie che s’incontrano nelle persone reali.

 

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Laura Gronchi – Non ho un genere preciso, sono passata da quello sentimentale a quello avventuroso. Il terzo romanzo avrà ancora i toni dell’avventura, mentre il quarto, appena abbozzato, probabilmente sarà di fantascienza.

In tutti comunque vedo come tema conduttore una o più storie sentimentali come sottofondo, che possono diventare il filo conduttore oppure no. Dipende come soffia il vento della fantasia.

 

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Laura Gronchi – Una risma di pergamene d’altri tempi poggiata su uno scrittoio. Un vasetto d’inchiostro e una penna d’oca, accanto. Davanti, vedo una finestra aperta su un meraviglioso paesaggio, verdeggiante e assolato. Dalla finestra mi giunge il profumo di erba bagnata dalla rugiada e di campagna. Accanto a me una fumante cioccolata calda e un bel gattone soriano che fa le fusa.

 

Scintille – Da autrice esordiente parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Laura Gronchi – Diciamo che mi sento ancora molto esordiente e, in quanto tale, non in grado di dare grandi consigli, anzi. L’unica cosa che posso dire a chi vuole intraprendere questa strada per diletto o per mestiere, è di non ragionare troppo su quel che si vuole scrivere ma buttare giù le idee di getto, senza formalizzarsi troppo, senza cercare di scrivere un capolavoro al primo colpo, senza scopiazzare stili di autori amati. Essere se stessi e raccontare con semplicità. In passato era più complicato, ma oggi, con i programmi di scrittura, è tutto molto più facile.

L’aggettivo più giusto si può scegliere anche dopo, l’importante, secondo me, è assecondare la passione del momento e fissarla sulla carta, prima che il pensiero svanisca. I formalismi e, ahimè la punteggiatura, a dopo. E, soprattutto, ci si deve divertire. Se l’avvicinarsi alla tastiera deve far star male per parecchio tempo, forse è meglio imboccare altre strade.
Per quanto riguarda il metodo e la struttura, mi sono ispirata ai romanzi moderni che più mi hanno appassionato negli ultimi anni, poi mi sono riguardata un po’ di analisi dei capolavori di grandi scrittori del passato (soprattutto I promessi sposi che mi è piaciuto tanto rileggere) e mi sono scaricata diversi manuali di scrittura creativa, che a volte danno delle dritte da non sottovalutare. Ma tutto è molto personale, non credo ci sia un metodo standard che valga per tutti a parte perfezionare la propria grammatica, se non è proprio scintillante, e leggere buoni libri, continuare a leggere, sempre, comunque.

 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Laura Gronchi – Volentieri, ecco un estratto dal Capitolo 20 da Il volo del destino.

«Quell’uomo aveva una marcia in più. Se non avesse deciso di mollare la sua laurea alle ortiche, per diventare UPC, l’aeronautica avrebbe perso un grande pilota. Separarlo dai suoi amati apparecchi sarebbe equivalso quasi a ucciderlo. Era nato per volare, l’aria era il suo elemento naturale, vi si trovava a suo agio, come la maggior parte degli uomini sulla terra ferma. Poteva essere assurda un’affermazione simile, ma Sergio pareva capire quelle macchine, con cui aveva una sorta di simbiosi, e loro, paradossalmente, sembravano avvertirlo, rispondendo docili ai comandi, talvolta estremi, che gl’impartiva.

 

Non è difficile avere una marcia in più, il difficile sta nello scoprire il proprio talento e seguirlo. Credo che sia questo il solo vero scopo della vita.»

Grazie di cuore e un saluto a tutt*.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Laura Gronchi per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


[Ospiti] – Uno Spritz con… Vanessa Sacco | l’Aperitivo letterario di Scintille tra creatività e emozione

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario.

Ha da poco pubblicato il suo romanzo «Amorevoli asimmetrie» che è fra i primi nella classifica vendita della casa editrice Le Mezzelane. Lei è VANESSA SACCO, poliedrica, spumeggiante, piena di vena creativa e artistica. Scorpiamola in questa bella intervista…


Chi è Vanessa Sacco?

Sono nata a Catanzaro nel 1973 ma vivo a Roma, dove ho lavorato come attrice a teatro.

Ora insegno.

I libri pubblicati sono: «Il viaggio di Joëlle» (Roundrobin edizioni) e «Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti» (Le Mezzelane edizioni)

 


Le pubblicazioni di Vanessa Sacco?

«Il viaggio di Joëlle» (Roundrobin edizioni)

La promessa di un viaggio è sempre la speranza di una rinascita. Non serve andare troppo lontano. Per riscoprirsi a volte basta solo staccarsi un po’ da sé stessi. Due donne e un uomo, estranei l’uno all’altro eppure indissolubilmente legati, incroceranno i loro destini sulle orme di un padre fantastico da chi odiato, da chi sognato, da chi semplicemente amato come Natura vuole che il figlio ami il padre in giro fra la vecchia Europa e i sogni che non hanno confini. Solo così rinasceranno una seconda volta. Solo così saranno liberi.

 

L’ambizioso Lio si imbatte per caso nel problematico Sam, in preda a una crisi di nervi davanti a un cartellone pubblicitario raffigurante una donna col collo tagliato. Nasce così una conoscenza che catturerà Lio al punto da portarlo a disegnare gli incubi, le allucinazioni e tutti gli strani disturbi psichici del suo nuovo amico e a credere di poterne addirittura ricavare un fumetto. Allo scopo però di realizzare il suo sogno Lio dovrà prima riuscire a svelare i segreti che l’amico ha custodito per quasi trent’anni, per appropriarsi del suo vasto mondo immaginifico. Lio si imbatterà così nel personaggio di Luna, fanciulla amata e mai dimenticata dal suo bizzarro amico e sarà catturato dalla storia di Nemo Gareffi, padre di Sam, venuto a mancare prematuramente. Lio dovrà fare i conti anche con i propri fantasmi: il compromesso mal digerito di trasferirsi dalla sua rampante Milano in una sperduta località del sud per obblighi morali verso suo padre; una relazione ancora non dichiaratamente naufragata con la propria compagna; un’identità di genere mai pienamente accettata; la propria onestà intellettuale vanificata dall’entrata in scena del subdolo direttore editoriale di una nota testata fumettistica. In un epilogo imprevisto, le parti finiranno per capovolgersi: l’approfittatore si ridurrà a tramite inevitabile per la rinascita dell’ignara vittima; il mentecatto da usare asservirà sempre più il proprio aguzzino, trovando nel suo aiuto interessato la via per la verità.


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Vanessa Sacco Sono una donna complicata che ha voglia di semplicità, vivo più di immaginazione che di concretezza, credo nell’ironia e nella fortuna sfacciata. Il mio motto è: vorrei ma… ora non mi va.   Sono nata a Catanzaro ma vivo “ancora” a Roma. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere ma adoro la mia lingua come nessun’altra. Per diversi anni ho coltivato il sogno della recitazione, ora insegno.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Vanessa Sacco Per me la scrittura è come la recitazione: mi fa indossare i pani di qualcun’altro. Non è, ahimè, puro divertimento ma fatica fisica e mentale, e poi esaltazione e poi di nuovo buio e maledizione. Un po’ come un giro sulle montagne russe. Quello che comunico è ciò che comunicherebbero i miei personaggi se fossero reali; probabilmente vi si cela qualcosa di me, ma solo la psicanalisi, forse, riuscirebbe a svelarlo. 

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Vanessa Sacco Finora ho pubblicato due romanzi: ll viaggio di Joelle (Roundrobin editrice) e Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti con Le Mezzelane.

Il primo romanzo è molto femminile, intimista, dalle atmosfere malinconiche. Ho cominciato a scriverlo quando mi sono trasferita a Roma, e quindi forse ha risentito nello stile di questo distacco dalla mia vita precedente di figlia che vive ancora in famiglia. Anche qui ho cercato di calarmi nei panni di qualcuno che ha vissuto esperienze molto distanti dalle mie; spero di esserci riuscita.È un romanzo sulla libertà: dai pregiudizi degli altri e dalle limitazioni senza senso che ci poniamo ogni giorno. Il viaggio di cui parla il titolo è in realtà più concettuale che reale.

Con il mio secondo romanzo desideravo affrontare una narrazione meno contratta, di più ampio respiro, e soprattutto volevo assumere il punto di vista di un uomo, infatti i protagonisti sono maschi. Anche questo è un romanzo sull’identità, sessuale ma non solo, ed è più caustico, più cinico, forse più adulto nel senso più brutto del termine ma anche più ironico e spumeggiante. In entrambi ci sono riferimenti a due mie esperienze di vita che probabilmente mi hanno molto segnata se sento il bisogno – anche nel mio terzo romanzo, tuttora in lavorazione –  di farvi riferimento: lo scoutismo e il teatro.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Vanessa Sacco – I protagonisti dei miei romanzi sono romanzeschi, nel senso che sono verosimili nel senso più ampio del termine (non hanno le antenne e non sono blu) ma sono squisitamente personaggi, non persone, come in ogni altro prodotto artistico (un musical o un cartone animato).  

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Vanessa Sacco Mi piacciono le storie dove ci sia un pizzico di magia, di follia, dove la fantasia porti il lettore lontano, verso altri modi possibili di interpretare la realtà. 

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Vanessa Sacco I colori sono tanti, un’immagine che mi viene immediatamente alla mente è un fuoco d’artificio, il profumo è quello dei cornetti e del pane appena sfornati e i suoni quelli di un complesso di musica jazz

Scintille – Da autore emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Vanessa Sacco Credo che farebbe bene essere molto intransigenti con se stessi, proprio perché il panorama dell’editoria è saturo e chi non ha santi in Paradiso non può che puntare sulla qualità del proprio lavoro. Poi un po’ di tenacia nel proporsi e di umiltà nell’accettare le porte chiuse, che però non devono fermare la propria corsa, se si crede di valere qualcosa e di meritare un’altra possibilità.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Vanessa Sacco – Con molto piacere, saluto te e tutti i lettori con questa citazione:

«I pensieri sono solo pensieri, basta non farli e spariscono; basta disegnarli, colorarli, inglobarli in uno storyboard assurdo e ironico e non sono più incubi ma tortuosi svaghi della mente, gotiche divagazioni della logica per prendere in giro la vita.» 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Vanessa per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

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Vanessa Sacco – contatti ->  https://www.facebook.com/vanessa.sacco.10

LE SUE PUBBLICAZIONI

  •  Il viaggio di Joëlle (roundrobin ed)  –> LINK
  • Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti (Le Mezzelane c.ed.) –> LINK

[Ospiti] – «Vorrei essere come la Ferrari per sfrecciare davanti ai lettori» | Aperitivo letterario con Gianpiero Pisso

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un autore per un aperitivo letterario. Qui con noi c’è Gianpiero Pisso…


Chi è Gianpiero Pisso?

Nato in provincia di Varese, sul Lago Maggiore, dove attualmente risiede con la sua famiglia, l’autore è laureato in ingegneria aeronautica e ha, per molti anni, lavorato come dirigente industriale in grosse società italiane e multinazionali straniere. Ama viaggiare e dedicarsi alle sue tre principali passioni: scrivere, leggere e dipingere ad acquarello. La sua narrativa, sempre attuale e talvolta ironica, rifugge dagli eccessi e vuole proporsi come una lettura spensierata, disinvolta e scacciapensieri. Vincitore del premio nazionale “Le Porte del Tempo” 2012, categoria Saggistica, con l’opera: La profezia del Cristo Pagano, edita da Eremon Edizioni. Ha pubblicato anche con Kindle l’e-book Rudiobus, il cavallo d’oro e con Eretica Edizioni, nel 2016, il suo romanzo mistery: La Tela del Maligno. Con Pieve Cipolla l’Autore si è classificato al secondo posto al Premio Nazionale, editi e inediti, Parole di Terra 2016/17.


Le pubblicazioni di Gianpiero Pisso

 

«Rudiobus, il cavallo d’oro» 

Romanzo storico, ambientato ai tempi della Roma consolare sino ai giorni nostri.

Rudiobus, l’immensa statua d’oro zecchino, raffigurante uno dei cavalli della quadriga del Sole, ha cavalcato tra i secoli proprio come un vero cavallo, fino ai giorni nostri. Costruita dal popolo celtico dei salassi, sfruttando le risorse aurifere della miniera della Bessa, presso l’odierna Ivrea, è stata da loro sepolta e occultata all’estremo nord della penisola, per sottrarla alle mire espansionistiche delle legioni romane. Nei secoli Rudiobus ha conosciuto molti padroni. Ha soggiornato nel palazzo ravennate di re Teodorico, ha portato sulla groppa alcuni dei figli del re dei franchi, Carlo Magno, ha condiviso le bellezze della laguna veneziana, giacendo anche come polena sul Bucintoro, ha persino convissuto tra i misteri e gli intrighi dei sultani ottomani. Ai giorni nostri, Enrico e la sua famiglia scoprono uno scrigno, sepolto presso la loro villa, con uno strano biglietto, ingiallito dal tempo, nel quale una misteriosa persona, nel 1940, racconta di un cavallo d’oro da lui trovato e nascosto in un luogo altrettanto misterioso, fornendo alcuni strani indizi per il suo ritrovamento. Come in un’appassionante “caccia al tesoro” tutta la famiglia di Enrico si attiva per sciogliere l’arcano. Alla fine Enrico arriva quasi a toccare il mitico cavallo d’oro dei salassi, ma riuscirà a portarlo definitivamente alla luce o Rudiobus continuerà la sua folle corsa nel tempo verso l’ignoto?

«La profezia del Cristo Pagano» (Eremon Edizioni)

Romanzo storico ambientato ai tempi di Cristo.

Quattro donne siriane bellissime, quattro Auguste, sensuali e risolute, durante la dinastia dei Severi, in epoca imperiale, hanno tramato nell’ombra, tessuto intrighi e scatenato lotte di potere che hanno insanguinato l’urbe.

Alcuni loro figli si sono distinti per crudeltà, efferatezza, stravaganza e depravazione, conducendo l’impero al fondo dell’abisso più profondo. La politica, la vita sociale e anche la religione delle divinità dell’Olimpo ne sono uscite a pezzi, lacerate da conflittualità insanabili e da soprusi di ogni sorta, che la pazzia e l’inadeguatezza di alcuni imperatori hanno esaltato e magnificato.

Agli dei del pantheon romano si è così sostituito il culto orgiastico di El-Gabal, il dio Sole e Roma è sprofondata in un vortice di sangue e di perdizione. Le persecuzioni dei cristiani hanno completato l’opera. Eppure qualcuno, molti anni prima che gli eventi accadessero, aveva predetto tutto questo.

«La tela del maligno» (Eretica edizioni)

Mistery storico ambientato alla fine del 1500.

Nessuno aveva notato quel che significasse, né aveva capito il mio undicesimo dipinto, il più grande, quello per il quale avevo intrapreso quel lungo viaggio e che era affisso sulla parete dove si trovava anche la porta d’entrata alla chiesa. Era il più grande di tutti e si diceva fosse il più esteso d’Europa. Avevo impiegato diversi mesi a dipingerlo, con le sue innumerevoli figure di papi, santi, alti prelati, ecclesiastici e semplici benedettini, tutti a grandezza naturale, assiepati attorno all’immagine di San Benedetto da Norcia, seduto su un trono dorato al centro del quadro…


L’ultima pubblicazione di Gianpiero Pisso è…

 

ACQUISTALO QUI

«Pieve Cipolla» (Le Mezzelane casa editrice )

Un romanzo umoristico, secondo classificato al Premio Nazionale “Parole di Terra 2017” per editi e inediti.

Pieve Cipolla è un tipico paesino della Val Seriana, uno di quei piccoli paesi in cui la vita è un po’ rude, ma idilliaca, scandita dai tempi della natura e in cui non succede mai nulla. Gli anziani trascorrono il loro tempo giocando a carte, a bocce, bevendo qualche bicchiere di vino rosso in compagnia e raccontandosi le storie di tutti i giorni, perfino quelle che parlano di mostri orribili, creature terrificanti che giurano di aver visto tra i boschi e i pascoli della valle. I giovani invece attendono il momento propizio per lasciare il luogo natio, alla ricerca di fortuna e di opportunità concrete per le loro carriere. Tutto ruota intorno alle autorità riconosciute: l’autorità religiosa, rappresentata dal parroco; quella sociale e politica, impersonata dal primo cittadino e quella legale, vale a dire il maresciallo dei Carabinieri. Ma siamo davvero sicuri che la vita a Pieve Cipolla sia poi così noiosa? Leggendo questo libro non si direbbe proprio…

Chi volesse sfogliarlo lo può trovare qui a questo link  

 


Scintille –  Iniziamo subito, partendo con le domande: Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Gianpiero Pisso – Sono un marito, un padre, un nonno, con la passione sfrenata per la scrittura. Sono nato e vivo con la mia famiglia sulle sponde del lago Maggiore, in provincia di Varese. Ho studiato al Politecnico di Milano e sono un ingegnere aeronautico, ora in pensione. Quando la mia carriera lavorativa si è conclusa, avendo disponibilità di tempo, ho coltivato con assidua costanza ciò che prima non mi era concesso: leggere, scrivere e dipingere ad acquerello.

Difficile dire che cosa combinerò. Per ora e spero per molto tempo ancora mi diletto scarabocchiando fogli, con un sogno nel cassetto: che il mio nipotino di sei anni possa un giorno, quando di me rimarrà solo il ricordo, sfogliare uno dei miei romanzi e domandarsi: «Ma nonno Gian», così mi chiama, «era anche uno scrittore?» Per questo, dono sempre a mia figlia una copia dei miei scritti pubblicati, affinché possano trovare posto nella sua libreria.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Gianpiero Pisso – Il mio rapporto con la scrittura è quello che potrebbe avere un innamorato con la sua bella. La coccolo, cerco di farla sentire importante, la riempio di attenzioni e soprattutto non la tradisco mai. Mi dedico a lei teneramente, standole vicino e non lesinando tutto il mio calore, perché so che a sua volta lo trasmetterà ai lettori, a coloro che vorranno condividere con noi sentimenti ed emozioni. Come in tutti i rapporti d’amore se qualcuno vorrà muoverci qualche critica l’accetteremo, con il proposito di migliorarci e di superarci alla prima occasione.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Gianpiero Pisso – Dicono che sia uno scrittore eclettico. Non ho infatti un genere di scrittura unico a cui mi uniformo necessariamente anche se mi piace considerarmi in prima battuta uno scrittore di romanzi storici.

«Rudiobus, il cavallo d’oro» è un romanzo storico, ambientato ai tempi della Roma consolare sino ai giorni nostri. «La profezia del Cristo Pagano» è uno storico ambientato ai tempi di Cristo. «La tela del maligno» è un mistery storico ambientato alla fine del 1500.

«Pieve Cipolla» è un romanzo umoristico, secondo classificato al Premio Nazionale “Parole di Terra 2017” per editi e inediti. Chi volesse sfogliarlo lo può trovare qui a questo link  E’ un romanzo umoristico, ambientato in un paesino della val Seriana che in effetti non esiste ma rappresenta adeguatamente ogni paese delle nostre valli alpine o degli Appennini, lontane dai riflettori della notorietà dove le vite della comunità ruotano attorno al parroco del paese, buon pastore di anime, il sindaco, sempre attento ai bisogni della collettività, il maresciallo della stazione dei carabinieri, tutore dell’ordine e dove molte caratterizzazioni rendono amena la vita, pur dura, di quell’enclave: la compagnia dello scopone, che si riunisce al Circolo Bocciofila Ungaretti, raccontandosi amori, aspirazioni, sogni e spettegolando, Ersilia, la mangiauomini di Pieve Cipolla, Uganda, con un misterioso passato in Africa, Addolorata, ipocondriaca, che si sente addosso tutti i malanni del mondo, Giovanna che, dal suo botteghino del lotto, dispensa ai suoi clienti i numeri della Smorfia.

Ho inoltre in lista di editing con la casa editrice Le Mezzelane altre opere di prossima uscita.  Un’antologia di racconti brevi (8/9 pagine l’uno) che non ha ancora un titolo. Sono 15 racconti. Ci sono racconti storici, romantici/sentimentali, di fantasia pura e anche racconti che fanno pensare e meditare. Poi c’è un romanzo storico ambientato nel Risorgimento, dal titolo provvisorio «Le imprese del Conte senza paura» e un romanzo di fantascienza che dovrebbe intitolarsi «BT, al di là del tempo».

Sono impegnato attualmente a scrivere il romanzo storico «Quando la luce squarciò le tenebre», che tratterà dell’invenzione della lampadina, una di quelle scoperte nate non dal genio di un uomo singolo ma da più menti, ognuna delle quali ha dato il proprio contributo al successo finale.

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Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Gianpiero Pisso – I personaggi dei miei romanzi storici sono generalmente poco conosciuti, pur avendo portato a termine azioni eccezionali che non tutti, però, conoscono. Li rappresento nei miei racconti in modo romanzato ma nel pieno rispetto della Storia, inquadrandoli nell’ambiente sociale, politico e temporale che ha caratterizzato le loro gesta. Nei romanzi di altro genere, come in «Pieve Cipolla», invece, i personaggi sono quelli che ancor oggi si potrebbero trovare in questi paesini, gente comune, semplice, con una grande umanità e con qualche debolezza, talvolta nota con i suoi soprannomi.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Gianpiero Pisso – Perché possa interessarmi una storia deve contenere qualcosa che vada oltre l’ovvio e lo scontato. Mi piace creare una certa suspense nel racconto, molta aspettativa e l’argomento deve essere originale e possibilmente poco trattato o non trattato affatto da altri scrittori. Non sempre, purtroppo, ciò è possibile ma in talune pubblicazioni, come nella «Tela del Maligno» penso di esserci riuscito. In questo romanzo cerco di dare una spiegazione a uno dei misteri italiani più sconcertanti: la presenza di una tela demoniaca in un luogo consacrato, il duomo di san Pietro a Perugia, dipinta da un artista di scuola veneziana nel 1500, Antonio Vassilacchi. Se passate da quelle parti vi consiglio di andare a vederla: è un dipinto di 92 metri quadrati. Vi ricordo che a quei tempi era in vigore l’Inquisizione e per molto meno si andava dritti al rogo.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta i inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Gianpiero Pisso – Vorrei che avesse tutti i colori dell’iride, che fosse un profumo non di una sola essenza ma un composto di infinite scie profumate, vorrei che fosse una musica pop, rock, rap, jazz, techno, folk e che potesse creare nelle menti dei lettori mille immagini diverse, tutte ugualmente portatrici di piacevoli sensazioni come la vita, in certe circostanze, è capace di fare.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Gianpiero Pisso – Il mio consiglio, non come scrittore ma come un vostro amico non più di primo pelo, è quello di non creare castelli in aria. Scrivete se vi fa piacere scrivere, se amate stabilire un rapporto preferenziale con i vostri lettori che possa arricchire entrambi, se possedete l’equilibrio necessario per accettare lodi e critiche senza credere di essere il nuovo genio della letteratura o senza deprimervi troppo. Generalmente con il solo scrivere non si campa ma ci si può divertire e arricchirsi scoprendo sensazioni ed emozioni, anche quelle più nascoste dell’animo umano, che solo con la scrittura, a volte, si possono portare in superficie.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Gianpiero Pisso – Amo molto questa frase che però non è nei miei romanzi ma è stata scritta dal grande Ernest Hemingway. Vorrei con questa citazione inviare un caldo saluto all’amministratrice del blog e a tutti i suoi membri e lettori:

«Accorgersi di essere capaci di inventare qualcosa, di essere contenti di leggere ciò che si era creato e di farlo ogni giorno, procurava una gioia maggiore di quanto ne avessi mai conosciute. Oltre a questo, nulla importava…»

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Gianpiero per aver partecipato con noi a questo aperitivo letterario e per il bel saluto rivolto a me e ai miei followers che, ovviamente, ricambio!

Carissimi per oggi vi saluto ma vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? …ECCO LA SUA SCHEDA AUTORE SUL SITO DELL’EDITORE LE MEZZELANE

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