[libri/segnalazioni] – Paulina B. Lawrence «In Tango»: suspence, psicologia, sensualità in un romanzo che vi conquisterà

Buongiorno care e cari!

Anticipazione nuova uscita, già in preorder su Amazon… 😀

Titolo: «In Tango, le infinite possibilità dell’essere» – Autrice: Paulina B. Lawrence – Editore: sellf – Genere: drammatico, suspense psicologica, sensualità – Anno: 2017 – Prezzo: 0.99 cent – Data di uscita: 30 giugno 2017 ma già in preorder su Amazon qui


Sinossi

 Un giorno come tanti, Bruno Melis – insegnante di canto e talent scout cagliaritano – trova ad aspettarlo, nella sala d’attesa della sua scuola, un’allieva particolare: Angelina, incinta di sette mesi e priva della parola, gli è stata mandata da Milano dall’amico psichiatra Giorgio Erdas per prendere lezioni di canto. Dopo un iniziale sconcerto, Bruno decide di prendere comunque la ragazza sotto la sua ala protettiva e, travolto dalla passione per lei, inizia a darle delle lezioni di canto ‘alternative’ per cercare di farle riaffiorare la voce, sulla base dell’unico elemento che lei gli ha fornito per aiutarla: il tango argentino. Ben presto alcuni comportamenti ‘singolari’ di Angelina, lo attrarranno nella rete di mistero che circonda il suo passato, e Bruno si ritroverà invischiato nella ricerca spasmodica non solo della voce ma anche dei trascorsi della ragazza, finendo intrappolato in una serie infinita di supposizioni su chi Angelina sia veramente, su che vita conducesse prima di incontrarlo, e sul reale motivo che l’ha condotta a Cagliari da lui…
Una calda estate cagliaritana, l’odore del mare che avvolge la città, le grida delle rondini, le urla dei gabbiani e il tango argentino, fanno da sfondo ad una passione improvvisa e insensata, all’attrazione di un uomo verso una donna di cui non può conoscere il passato, in una intensa storia sulle seconde opportunità che la vita ci offre.


L’Autrice

Paulina B. Lawrence è lo pseudonimo da romanziera della scrittrice Barbara De Filippis.
Nata a Roma nel 1973 da genitori calabresi; ha vissuto nella capitale fino al 2010, anno in cui, per amore, si è trasferita in Sardegna; da allora vive a Cagliari, città che adora, col compagno e il figlio. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, specializzata in Traduzione Letteraria, ha poi studiato anche Cooperazione allo Sviluppo Sostenibile, e lavorato per 10 anni alla sede FAO della capitale. Da quando vive in Sardegna, si occupa di guarigione naturale (è master Reiki, Floriterapeuta e consulente Feng Shui) e si dedica attivamente alla scrittura creativa e alla letteratura. Ha pubblicato con lo pseudonimo di Paulina B. Lawrence i romanzi Sette Gelsomini (2016) e L’Amante nello Specchio (2017). Pubblicati con il suo vero nome invece, potete trovare, sia in versione ebook che cartacea, un racconto intitolato Te lo saresti mai immaginato?, e un’ampia varietà di saggi a tema Reiki, Floriterapia e Cucina Vegana.

 

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[letti per voi] – GLI ASHRAM “Le piogge mistiche” – Elisabetta Zanello | fantasy formativo per ragazzi – vol. 2

Eccomi qui con una nuova recensione! 😀

Questa volta vi parlo del volume n. 2 della saga de Gli Ashram, un gruppo di ragazzi creati dalla fantasia di Elisabetta Zanello e che compongono la serie dei sette volumi editi da Curcio editore

La collana Curcio Young torna in libreria con «Gli Ashram e il Drago Celeste», la prima di sette storie fantasy dedicata interamente ai ragazzi che nell’età della socializzazione si avventurano fuori dalla famiglia.

Dall’intervista all’Autrice, Elisabetta Zanello, sul sito di Armando Curcio editore

Il secondo libro è già pronto e parla della seconda protagonista della saga, Agahta, con i suoi problemi esistenziali. Nel percorso PNEAP (Programmazione neuroenergetica con allineamento progressivo) che svolgo ormai da quasi vent’anni mi capita spesso di parlare con persone che mi dicono di voler aiutare il prossimo. Mi fa sorridere il fatto che vogliono farlo, ma che poi non sanno come. La protagonista del racconto vive proprio con questo problema. Scoprirà che aiutare l’umanità non è poi così facile come crede e che le persone da amare e perdonare sono molto più vicine di quanto potesse pensare. Per gli altri ragazzi, ognuno alle prese con un preciso problema, succede un po’ la stessa cosa: l’incontro con il proprio demone, per così dire, una volta risolto li preparerà per essere Asrham, cioè torri o maestri uniti per un compito mondiale. Così troviamo Mauro alle prese con la sua rabbia e la sua incapacità di perdonare suo padre per averlo abbandonato. Oppure Olivia, una bambina intelligentissima che vive completamente scollegata emotivamente dal resto del mondo. Leonardo, che ama gli animali a tal punto da non riuscire ad avere un rapporto umano. Camilla, che vive con una rara malattia che le accentua a tal punto gli odori da non riuscire praticamente a vivere. Ognuno di loro incontrerà qualcuno che ha bisogno del loro aiuto e che li sceglierà proprio per quella loro peculiare caratteristica.


La mia recensione

Una serie fantasy che è molto, molto di più di una semplice saga fantastica, popolata da creature magiche e avventure ai confini della realtà.

Gli Ashram permettono ai giovani lettori, infatti, di crescere, dando grandi insegnamenti su se stessi, il mondo, gli affetti, le relazioni, il coraggio e la paura.

In questo volume “Le piogge mistiche” (il secondo della serie) incontriamo Agatha, scopriamo il suo straordinario potere, viviamo la sua fantastica magica avventura, ci emozioniamo per lei, assieme a lei.

I temi di questa storia sono la voglia di essere accettata, l’irritazione nel non sentirsi compresa, la rabbia e la frustrazione nel non poter esprimere i propri sentimenti o poter dire agli altri ciò di cui si ha bisogno, il rispetto per il pianeta e ogni forma vivente. l’importanza dei legami familiari, il mondo della magia.

Consigliato a giovani lettori che, oltre alla voglia di vivere avventure di carta, hanno desiderio di crescere e imparare, divertendosi.

Loriana Lucciarini

 

[letti per voi] – GLI ASHRAM “Il drago celeste” – Elisabetta Zanello | fantasy formativo per ragazzi – vol. 1

Eccomi qui con una nuova recensione! 😀

Questa volta vi parlo della saga de Gli Ashram, un gruppo di ragazzi creati dalla fantasia di Elisabetta Zanello editi da Curcio editore. Una serie di 7 libri con 7 protagonisti differenti che fa parte della collana Curcio Young che, come recita il sito dell’editore:

La collana Curcio Young torna in libreria con «Gli Ashram e il Drago Celeste», la prima di sette storie fantasy dedicata interamente ai ragazzi che nell’età della socializzazione si avventurano fuori dalla famiglia.

Comincia con Il drago celeste la saga degli Ashram, sei ragazzi e il loro maestro che, nell’arco di 7 volumi corredati da illustrazioni a colori, affronteranno i peggiori incubi e quanto nel loro carattere è un grosso difetto, per scoprire invece il potenziale che nascondono. Dai difetti di Gigi, inguaribile bugiardo e di Agatha preoccupata per il suo futuro, di Leonardo e Olivia che parlano con gli animali e gli alberi, di Mauro che è un bimbo violento, fino a quelli di Camilla che ha la puzza sotto il naso, tutto cambierà quando ognuno dei protagonisti incontrerà Ivan, il bambino rosso-rubino, che li riunirà per salvare il suo mondo in pericolo. I sei ragazzi viaggeranno con lui, usando le loro riscoperte qualità in nome dell’evoluzione. Età di lettura: da 8 anni.


La mia recensione

Una serie fantasy che è molto, molto di più di una semplice saga fantastica, popolata da creature magiche e avventure ai confini della realtà.

Gli Ashram permettono ai giovani lettori, infatti, di crescere, dando grandi insegnamenti su se stessi, il mondo, gli affetti, le relazioni, il coraggio e la paura.

In questo volume “Il Drago celeste” (il primo della serie) incontriamo il bugiardo Gigi e il fantastico Drago con cui fa conoscenza.

In una lettura affascinante e avvincente scopriamo la travagliata storia della creatura fantastica, imparando molto dalla sua saggezza…

I temi di questa storia sono il trovare risposte al proprio destino, la rinascita dopo il dolore, la parte oscura che fa parte di noi, l’accettazione profonda, il vivere in equilibrio tra luce e ombra, i muri che le bugie creano, come vivere nella menzogna rompe il rapporto di fiducia e ferisce le persone che amiamo, come si può rimediare e ritrovare gli affetti.

Consigliato a giovani lettori che, oltre alla voglia di vivere avventure di carta, hanno desiderio di crescere e imparare, divertendosi.

P.S. IL PROSSIMO VOLUME DELLA SERIE E’ QUI 😀

Buona lettura!

Loriana Lucciarini

 

 

 

 

[letti per voi] – Casa di foglie, Mark Danielewski

Un thriller psicologico che vi trascinerà in una storia pazzesca, ossessiva, paranoica…

casa di foglieCar* followers, oggi vi parlo di un romanzo sconvolgente, letto molti anni fa che oggi scopro è addirittura introvabile in quanto non è più stato ristampato dalla Mondadori: “Casa di Foglie” di Mark Danielewski.

Arrivato alla pubblicazione grazie al passaparola di appassionati lettori che lo hanno fatto diventare in America un caso letterario, supportandolo con migliaia di condivisione sul web, negli anni è diventato  un libro cult per altre ragioni.

Appassionati lettori continuano a parlarne e a ricercarne le rarissime copie in italiano, ormai diventate da collezionismo. Su forum e community dedicate al romanzo, si leggono di storie rocambolesche per arrivare ad accaparrarsi una copia e di ritrovamenti di volumi sperduti, scovati nei meandri di qualche ben fornita biblioteca. Addirittura, le copie esistenti in italiano vengono valutate dai collezionisti su cifre pazzesche che si aggirano attorno a 80/100 euro!

Raro. Introvabile, quindi straordinario? Non è  mica detto…

Sicuramente è un romanzo controverso: c’è chi lo definisce avanguardistico e sperimentale, in alcuni casi classificato come esempio di letteratura ergodica (more info qui *e qui una citazione e un ringraziamento a Raffaella Ruyu ci sta tutto*). Ma per molti è esclusivamente una clamorosa montatura commerciale, un volume illeggibile e assurdo, senza capo né coda, pubblicizzato ad arte.

Per i più è tutta fuffa e basta.

Un libro da gettare nell’oblio, quindi.

Eppure, neanche il fatto che la Mondadori abbia smesso di pubblicarlo per ragioni relative ai dati di vendita, quindi puramente commerciali, ha avuto una valenza negativa: addirittura questo ne ha alimentato la leggenda…

Resta il fatto che CASA DI FOGLIE di Mark Danielewski segna un confine netto: O SI AMA O SI ODIA.

Personalmente io ne sono rimasta affascinata anche se tutte le persone alle quali ho suggerito il libro hanno storto il naso, arrivando a definirlo “improponibile”! :-O

Rimane quindi la controversia su questo testo letterario. Per questo invito chiunque lo abbia letto a dare il proprio contributo alla discussione: sarete i benvenuti nelle pagine di questo blog, perché la lettura di quest’opera è complessa e subisce interpretazioni assolutamente individuali che sono curiosa di comprendere, pur se opposte e discordanti dalle mie.

Insomma, è una cosa complicata.

Preparatevi quindi: la mia recensione non sarà lineare come al solito, anche perché tanti sono gli anni ormai trascorsi da quando ne ho ultimato la lettura e potrei scrivere delle imprecisioni. Quello che però ho ben chiaro è ciò che provavo mentre leggevo...


  • Antefatto: Come ho scoperto questo libro

Anni fa, mentre guidavo nel traffico cittadino con la radio accesa, cambiando stazione ascoltai una trasmissione letteraria già iniziata, dove si stava parlando di un romanzo onirico, folle, avvincente, dall’intreccio horror devastante.

Il titolo conteneva la parola “foglie/fogli” e i conduttori radiofonici stavano spiegando la genesi del romanzo [pubblicato a puntate nel web e poi, dato il grande successo, arrivato a pubblicazione con un grande editore, n.d.r.], illustrando alcune parti della trama e facendo riferimento soprattutto a una casa che dall’esterno era più piccola che all’interno, dove i muri cambiavano improvvisamente e accadevano cose strane.

Il romanzo – dicevano – aveva pagine stampate al contrario (da dover leggere con l’ausilio di uno specchio), oppure occupate una sola parola, con impaginazione capovolta e tante altre stranezze, utili allo scopo di calare il lettore in un orrore fatto di follia…

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Interessante, vero? 😀

Rimasi colpita e decisi di volerlo leggere, ma proprio quando stavo per scoprire titolo e autore sono entrata in galleria, il segnale è svanito e quando la radio ha ripreso a funzionare…  la trasmissione era terminata! 😦

Allora, cosa ho fatto io?

Ho iniziato a girare di libreria in libreria raccontando sommariamente la trama e le informazioni che avevo. Ricordavo che l’autore aveva un cognome dell’Est e proprio questo è stato l’indizio che mi ha portato finalmente a rintracciare il romanzo: “Casa di Foglie” – ecco il titolo preciso – autore: Mark Z. Danielewski, edizioni Mondadori!

E finalmente, ad acquisto effettuato, mi sono potuta immergere, nella lettura e nel terrificante mondo di ombre e di follia di questo romanzo…


  • La lettura

Con curiosità ho iniziato il primo capitolo e ne sono rimasta folgorata.

L’ansia e l’orrore prima serpeggiano in una storia che ha più sottotrame che non convergono e in cui ci si inizia a perdere (in molti proprio qui hanno abbandonato il romanzo, infatti se leggete alcune delle recensioni online questo forse è il punto dolente dell’intera struttura narrativa del romanzo). Eppure, superato questo scoglio, inaspettatamente la storia prende a galoppare a un ritmo incessante.

Ho terminato il libro in soli tre giorni, immersa nelle pagine durante le vacanze estive. Per ore avvinghiata dentro quella storia densa d’ansia e d’orrore, pervasa dall’incontrollabile desiderio di arrivare alla fine, terrorizzata da ciò che sarebbe potuto accadere. Mai un libro ha avuto così tanta suggestione in me. Le ombre erano diventate sinistre e l’inquietudine sembrava scandire il tempo in cui mi gettavo tra le pagine.

Vuoi per la trama horror, vuoi per il fatto che lo scrittore riesce sapientemente a far sprofondare il lettore nelle paludi della follia e delle paranoie psicologiche avvinghiandoti l’animo, io considero questo libro sconvolgente, a tratti allucinante, a volte noiosamente inutile… ma comunque straordinario: non ho potuto fare a meno di proseguirne la lettura, perché il desiderio di continuare e di andare fino in fondo era più forte di me!

Nota negativa: il romanzo inizia con il ritrovamento di un cadavere in un appartamento. Una persona burbera che non aveva amici o conoscenti. Nell’appartamento dell’uomo, le forze dell’ordine fanno una scoperta sconvolgente: vi sono milioni di piccoli fogli di carta ricoperti da frasi, che sembrano non avere un filo conduttore ma così non è. Una persona, il giovane spiantato e spostato Johnny Truant, incuriosito dalla cosa deciderà di ricomporre tutti quegli appunti in un unico testo e per diverse pagine la storia sembra essere questa, per poi scoprire che è solo complementare. Per i capitoli successivi il lettore si deve sorbire la rielaborazione del manoscritto che Johnny comporrà man mano, con fitte annotazioni e citazioni che sfiancano il lettore e lo infastidiscono, senza portare poi a nessun risultato.

Tutto questo sembra non essere funzionale al romanzo, ma invece lo è perché è l’escamotage utilizzato dall’autore per trascinare nella follia il giovane che tenta di venirne a capo. Così, anche se il lettore può risentirsi con l’autore di questo colpo basso – cioè il giochetto di portarlo in direzioni che nulla hanno a che fare con la storia vera – questa sottotrama è propedeutica per invischiare chi legge nelle fauci della follia: un passo dopo l’altro ci si ritrova impantanati nelle elucubrazioni mentali del ragazzo, condividendone le paranoie, le ossessioni e, infine, la pazzia che ne distrugge la ragione.

La trama è forse la cosa meno importante da dover raccontare: il fotografo Will Navidson acquista casa e si trasferisce lì con la sua famiglia. In questo edificio accadono cose dapprima insignificanti poi sempre più inquietanti e, nel contempo, anche la psiche dell’uomo sembra essere soggiogata dallo strano potere che risiede in quelle quattro mura; un potere subdolo, capace di sovvertire l’equilibrio mentale dei suoi abitanti. L’uomo decide di misurare la costruzione e fa un’agghiacciante scoperta: la misurazione esterna è più piccola di quella interna. Come è possibile? Che sortilegio è mai questo? Il tempo passa e scopre che addirittura le misure interne delle stanze cambiano, si modificano, si riducono o si allargano mentre rumori sinistri echeggiano di notte e fatti inquietanti accadono…

Sparizioni misteriose e eventi al limite dell’irreale: c’è tutto in questo inquietante horror che vi lascerà con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Se c’è tra di voi chi l’ha già letto penso mi capirà, ma apprezzerei un confronto sulla mia recensione.

Per coloro che vorranno cimentarsi in questa lettura impegnativa, auguro buona fortuna per il ritrovamento della copia cartacea, ma  per aiutarvi nella ricerca vi segnalo questo post. Ovviamente vi invito poi a lasciarmi un commento su questa vostra avventura tra le pagine di questo blog.

Buona lettura, quindi… e che l’orrore sia con voi! 😀

Loriana Lucciarini

casa di foglie


  • Titolo: “Casa di foglie”
  • Autore: Mark Danielewski
  • Editore: Mondadori (28 ottobre 2005)
  • Collana: Strade blu | Fiction
  • Genere: horror
  • 812 pagine
  • Esaurito – introvabile

 

Contenuti speciali

[da http://blog.tapirulan.it/ ]

Non farti ingannare, quelli che scrivono libri lunghi non hanno niente da dire. Naturalmente, quelli che scrivono libri brevi hanno ancor meno da dire”.
Il senso di ‘Casa di foglie’ di Mark Z. Danielewski, delle sue ottocento e passa pagine, sta in questa come in qualunque altra frase di questo stupefacente romanzo. Ecco come. La scoperta che casa propria è (per pochi centimetri) più grande all’interno che all’esterno diventa il movente, da parte del protagonista, per dare luogo (nonché vita, è il caso di dirlo) ad un’agghiacciante esplorazione dello spazio fisico, di quello interiore ed infine – soprattutto – di quello narrato (ricorrendo, se necessario, anche a qualche effettaccio da Z-movie Ed-Wood-iani). Horror travolgente, rutilante, stucchevole, a tratti estenuante, prodigo tanto di virtuosismi quanto di lungaggini – tanto più insulse quanto intenzionali; affascinante però e, a lettura terminata, appagante.
Impossibile fugare il sospetto di avere di fronte l’ennesimo ‘romanzo che parla di tutto’. E allora, per una volta, così sia, laddove il ‘tutto’ diventi, qui spesso e argutamente, gioco autoreferenziale: non svelo nulla dicendo che il protagonista, nella fase finale della sua… chiamiamola ‘catarsi’, trascorre il proprio tempo leggendo un libro di 816 pagine intitolato proprio ‘Casa di foglie’.
Nella scena qui sotto – che non rende giustizia alle peraltro notevoli doti tecniche dell’autore – uno dei protagonisti è solo, al buio, sperduto in uno spazio tanto immenso quanto impossibile. Tutt’attorno un ringhio feroce, palpabile testimonianza della presenza della ‘cosa’. A proteggerlo soltanto il sottile telo della tenda, e una incrollabile fiducia nella ragione umana. Accende la videocamera e si registra per alcuni minuti. In questo punto, il romanzo trascrive il suo monologo.