[Letti per Voi] | Multisfaccettato caleidoscopio di donne | «Storie complicate di donne normali» di Franco Feliciani

Ciao followers 😀

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«Storie complicate di donne normali»


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  • Titolo: «Storie complicate di donne normali”
  • Autore: Franco Feliciani
  • Editore: Le Mezzelane
  • Anno: 2018
  • Pagine: 88 pp.
  • Formato: cartaceo e ebook
  • Prezzo: 3.49 euro (ebook) – 8.42 euro (cartaceo)
  • Link per l’acquisto

Ho scritto questa raccolta di racconti quale omaggio alla donna. Tutte quelle che hanno fatto parte della mia vita mi hanno insegnato qualcosa e devo loro gratitudine, iniziando da mia madre, che mi ha generato e mi manca, passando per l’unica mia sorella, donna incrollabile di fronte ai durissimi eventi che hanno scosso la sua esistenza, per giungere a quella più importante, mia moglie, che da molti anni condivide la sua vita con me mostrandomi empatia e coraggio. Sono grato anche a quelle con le quali ho vissuto momenti di affetto giovanile e tenerezza, le tante amiche, le colleghe di lavoro o le semplici conoscenti, tutte loro mi hanno dato modo di scoprire cose nuove e sorprendenti del mondo interiore della donna. Ho imparato a conoscerle, a non meravigliarmi per la loro forza e pienezza di risorse nel districarsi nelle difficoltà di ogni giorno, a vedere la dignità con cui affrontano il dolore, la sofferenza e la tristezza. Ho imparato ad ammirarne la genialità e le capacità che nell’uomo non risiedono. Chi leggerà queste storie troverà situazioni di vita comuni, anche se spesso intrecciate a eventi negativi e circostanze sfavorevoli. Le protagoniste sono sempre donne normali, uguali alle nostre amiche o vicine di casa, persone normali che affrontano la vita in modo straordinario.


La mia recensione

C’è un multisfaccettato caleidoscopio di donne nei racconti di Franco Feliciani.

Storie di donne e di universi nei quali perdersi. 

Otto personaggi, otto percorsi di vita raccontati con sguardo attento e sensibile dall’Autore.

Esistenze accuratamente descritte con profondità e precisione per ore di piacevole lettura dove immergersi in questo caleidoscopio di vite rende partecipi i lettori, spingendoli a sostenere ed emozionarsi alle vicende.

Franco Feliciani non calca la mano, non abusa di sentimentalismo o tentativi di sorprendere, racconta invece in modo equilibrato e senza retorica la vasta umanità che compone questo libro e lo fa con profondo rispetto e attenzione. Ne esce fuori un volume intenso e piacevole, un viaggio fatto di realismo dipinto con colori intensi, appassionati.

Lettura consigliata!

Loriana Lucciarini

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[Letti per Voi] | Racconti horror nati dalla penna di Roberto Bonfanti: «Il primo a tornare fu il cane»

Carissimi, benritrovati… 🙂

La recensione di oggi è per parlarvi del nuovo lavoro di Roberto Bonfanti, un autore che molti di voi già conoscono e di cui vi ho già parlato in passato qui su Scintille.

Approccio cinematografico, ritmo serrato, ottimo equilibrio tra narrazione e introspezione… insomma: lui è già una garanzia. Vediamo nel dettaglio il suo ultimo titolo, «Il primo a tornare fu il cane»


  • Titolo: «Il primo a tornare fu il cane»
  • Autore: Roberto Bonfanti
  • Editore: self published
  • Anno: 2017
  • Pagine: 96 pp.
  • Formato: ebook e cartaceo
  • Prezzo: 0.99 ebook (ora in promozione a 0 euro) – 5.99 cartaceo
  • Link per l’acquisto

“Era in quei momenti solitari, nei quali tentavo disperatamente di aggrapparmi alle certezze, ai dati di fatto, che la mia razionalità era messa a dura prova.” Cinque racconti, non sto neanche a dire di cosa parlano, si fa prima a leggerli. Nota: Al fine di garantire la massima qualità dei miei libri/ebook aggiornerò le edizioni online, anche sulla base delle segnalazioni di eventuali refusi da parte dei lettori.


La mia recensione

Roberto Bonfanti è un autore che conosco e che mi ha affascinato per talento e capacità narrativa: sa scrivere e sa farlo con tecnica e attenzione.

Di lui avevo già letto il primo romanzo «La vita è dura nei dettagli» (2013, recensito qui) e il secondo titolo «Cose che si rompono» (2014 – recensito qui), entrambi letteralmente divorati, perché Bonfanti scrive cinematografico: ha un ritmo serrato e usa immagini, flash di piccoli particolari, fotogrammi di esistenza per descrivere scene e portare avanti le sue storie.

In questa estate 2018 fra le mie letture c’era proprio il suo ultimo lavoro una raccolta di racconti a base horror in cui si mescola il thriller e l’approfondimento psicologico.

«Il primo a tornare fu il cane» è un volume che si legge velocemente, sia per l’abilità narrativa che ti fa procedere spedito passo passo, sia per i cambi di scenario resi possibili dai racconti brevi. Le storie mi sono piaciute tutte e i colpi di scena mi hanno coinvolta e sorpresa. Il mio preferito resta proprio il racconto più lungo, che dà il titolo alla raccolta Il primo a tornare fu il cane perché secondo me combina perfettamente approfondimento psicologico, suspance, colpi di scena e quel pizzico di sana tensione che non guasta mai.

Il genere horror di per sé è spesso abusato, infatti troppo spesso si leggono storie dove mancano elementi di novità, dove la sorpresa viene ingenuamente anticipata, rovinando il crescendo emotivo e dimostrando tecniche narrative poco accurate; dove è più il sangue che scorre a fiumi piuttosto che la tensione psicologica. Ecco, in questo volume non c’è nulla di tutto ciò: vi garantisco che «Il primo a tornare fu il cane» è un’ottima lettura, allieterà le vostre serate di inizio autunno dandovi brividi quando spegnerete la luce spenta e i rumori del mondo di fuori verranno a stuzzicare la vostra fantasia, attraverso la finestra ancora aperta… 😛

Ennesima dimostrazione di capacità e talento. Consigliato!

Loriana Lucciarini

[ospiti | PER UN’ESTATE DI LIBRI] – Intervista a Roberto Ricci, il “Parrucchiere del brivido”

Il Salotto di Scintille apre per la stagione estiva «Per un’Estate di libri»! Oltre a freschi cocktail e spruzzi e lazzi parleremo di autori italiani, libri e tante storie…e oggi si parlerà di una lettura da… brivido: proprio quello che ci vuole per rinfrescare le calde giornate di questa estate 2018! 🙂 🍹🏄‍♀️🏄‍♂️🏊‍♂️💦👙👡🐳🐠🦀🐚🌻🍉🍒

Ospite del Salotto letterario è con noi ROBERTO RICCI, autore di «Nero Corvino» che ci parlerà di sé e delle storie da incubo in un’intervista tutta da leggere. 

…Benvenut* a tutti a questo nuovo appuntamento di Scintille d’Anima! 😀


 

Roberto Ricci vive ad Ancona, dov’è nato.

Di professione fa il parrucchiere e da quando, nel 2012, ha vinto l’edizione del Premio Racconti Nella Rete, un concorso legato al Festival LuccAutori con il suo racconto thriller “Il Cappotto”, è diventato per tutti il parrucchiere del brivido.

Di recente è uscito «Nero Corvino», pubblicato con Le Mezzelane.

 

Dopo avervi segnalato la sua raccolta di racconti, oggi Roberto Ricci è nostro ospite in questa puntata del Salotto Letterario di Scintille.

Partiamo subito con l’intervista…

  • Ciao Roberto, benvenuto nel Salotto di Scintille. Dicci: come nasce la tua passione scrittura?

La passione della scrittura, nasce da sempre. Sin da bambino ho iniziato a leggere. A scuola amavo molto l’italiano come materia e facevo temi lunghi e aggiungo anche belli.

 

  • Quali sono state le letture formative? C’è un autore a cui ti ispiri o che ha evocato le atmosfere delle tue storie?

Sicuramente Edgar Allan Poe, Edgar Wallace e i gialli di Agata Christie.

 

  • Raccontaci il tuo percorso da scrittore e in che modo sei arrivato a pubblicare…

Nel 2012 ho festeggiato 20 anni di negozio e per l’occasione avevo deciso di auto pubblicare un libro di racconti da regalare a clienti, parenti, amici e conoscenti. Nello stesso periodo, uno dei racconti inseriti “Il Cappotto” ha vinto il Premio Racconti Nella Rete e quel libro ha ottenuto un riscontro decisamente superiore. In seguito, ho pubblicato ancora in self e poi, dopo tante esperienze anche come autore di soggetti per corti, medi e lungometraggi, sono arrivato nella grande famiglia “Le Mezzelane”.

Una cosa importante vorrei dire ai tanti che scrivono: magari pubblicate in self publishing, ma assolutamente mai con case editrici a pagamento.

 

  • Di «Nero Corvino» che ci puoi dire? Hai già svelato (qui) alcuni retroscena e hai fatto un richiamo a Dario Argento, ci racconti qualcosa di più?

Sono cinque storie, una delle quali inedita, che raccolgono il meglio di quello che ho scritto in questi sei anni. Si, c’è molto del cinema di Dario Argento come atmosfere, ma anche di Alfred Hitchcock e di altri registi che amo. Chi lo ha letto, lo ha definito un libro molto cinematografico.

 

  • Come ti è venuta l’ispirazione per questa raccolta di racconti, congeniata in questo modo? E le storie? Da cosa ti sono state ispirate? Quanto hai attinto dall’ambiente e dalla tua professione?

Essendo una raccolta di storie scritte nell’arco di sei anni, l’ispirazione mi è venuta in momenti diversi. Quasi sempre di notte. Abbiamo con la casa editrice, pensato di fare appunto questa sorta di “The Best”, per dare modo ai lettori, di conoscere profondamente il mio mondo oscuro nelle sue tante sfacettature.

Una delle storie “L’acconciatura Sbagliata è molto ispirata alla mia professione, essendo un giallo ambientato nel mondo dei parrucchieri. Ho preso spunto da tanti incontri e situazioni avvenute negli anni. Anche qualche collega mi ha ispirato per i personaggi. Chiaramente tutto in maniera esasperata e romanzata.

 

  • Appena uscito «Nero Corvino» ha attirato l’attenzione di lettori e della critica. Vito Ditaranto per il lit-blog Les Fleures du Mal scrive di te:

La penna di Roberto Ricci è sciolta e suggestiva, la cadenza è modulata in modo minuzioso con colpi di scena sempre dietro l’angolo.

Questo autore non fa scorrere il sangue nei palazzi, ma nelle vostre vene; non vi conduce in paesi lontani, ma vi porta in luoghi vicini; non vi espone al pericolo di essere divorati dai selvaggi, ma ve lo fa sentire sulla pelle; non si rinchiude in luoghi clandestini di perversione, ma vi porta dentro; non si perde mai nelle regioni della fantasmagoria, ma vi conduce in pozzo profondo e senza luce. [qui la recensione completa]

…Come vivi questa bella affermazione?

Una gran bella soddisfazione. Sapere che quello che scrivi arriva ai lettori, non importa se 10/100/o 1000 ti appaga tantissimo. Scriviamo principalmente per noi stessi, chi per sola passione, chi per appagare il proprio ego, chi invece come me, per dare sfogo alle proprie ansie e paranoie, ma a tutti noi fa piacere se qualcuno legge e soprattutto apprezza i nostri libri.

 

  • Sei molto attivo nella promozione, quali strategie utilizzi per arrivare al grande pubblico?

Uso molto i social network. Facebook e Instagram principalmente e quando possibile articoli su giornali veri e propri. Poi, collaboro con una libreria della mia città che mi aiuta a dare visibilità al libro tramite locandine e esponendolo in vetrina. Infine, cerco di organizzare presentazioni e partecipare a fiere del settore. Ovviamente, grande pubblicità la fanno anche i cinque cortometraggi thriller presenti in rete, dei quali ho scritto i soggetti. Spesso chi li vede è incuriosito a sapere di più sull’autore e si avvicina anche ai miei scritti.

 

  • Stai lavorando a un nuovo progetto? Ce ne parli?

Ho ultimato un romanzo dal titolo L’immagine Malvagia”, che spero di pubblicare ancora con “Le Mezzelane”. Un thriller decisamente pauroso. Il protagonista è uno scrittore di libri gialli, che dopo il successo del suo romanzo d’esordio, viene contattato per scrivere a quattro mani la biografia di un ex serial killer di donne disabili. L’uomo è in libertà vigilata, ma una sera non fa ritorno in carcere e sparisce nel nulla. Contemporaneamente, ricominciano una serie di omicidi con lo stesso modus operandi. Lo scomparso è tornato a uccidere o c’è un emulatore? Lo scrittore, si troverà suo malgrado coinvolto in una vicenda da incubo.

 

Grazie per essere stato qui con noi oggi, Roberto.  Ti invito a tornare quando vuoi, il Salotto è sempre aperto per i miei amici scrittori! 😀

In bocca al lupo per «Nero Corvino» e per i progetti futuri. Un abbraccio!

Un abbraccio anche a voi car* lettor* e a presto su questi schermi…

Loriana

[ospiti | PER UN’ESTATE DI LIBRI] – Tra storia e divinazione: «Oracoli» | intervista ad Alessandra Leonardi

Bentrovat* followers! Il Salotto è in grande spolvero perché oggi è qui con noi un’Autrice per presentare la sua nuova raccolta di racconti tra storia e divinazione: Alessandra Leonardi ci parlerà infatti di «Oracoli» pubblicato con NPS.

Di che parla «Oracoli»? È presto detto…

 


Quattro racconti, quattro epoche remote, quattro popoli che hanno segnato la storia del Mediterraneo, accomunati da un’ossessione: la divinazione, per aprire squarci sul futuro e scoprire il volere degli Dei. I Fenici in Sardegna, gli Etruschi in Toscana, Umbria e Lazio, gli Ellenici in Campania e nel Sud dell’Italia, infine i Romani: sussurri divini nell’acqua e nella pietra, voli di uccelli e viscere degli animali, sacrifici e visioni, oracoli vergati su fogli di papiro e libri con una risposta per ogni domanda.
Storia, mito e fantasia sono le basi da cui si dipanano le avventure narrate in “Porpora”, “Il dono dell’aruspice”, “Sibilla” e “I libri fatali”.

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Oracoli è un’antologia di quattro racconti sulla divinazione nel mondo antico. Ogni racconto è ambientato in un’epoca diversa e in un territorio diverso.

 

  • Intanto benvenuta Alessandra, mi fa piacere ospitarti nel blog di Scintille. Parliamo di questo tua nuova pubblicazione. «Oracoli»: di cosa parlano i racconti?

Il primo racconto, “Porpora”, è ambientato nell’area Mediterranea nell’ VIII secolo a.C. Una famiglia “fenicia” parte dalla sua terra per trasferirsi nell’isola di Shardan, la Sardegna, passando per Qart-Hadash, Cartagine. Il protagonista, voce narrante, è Akebr, un bambino di 11 anni; sua madre è una ex sacerdotessa di Ashtart, suo padre un ricco mercante di stoffe color porpora. La madre è una veggente, vede il futuro nell’acqua (idromanzia) e parla con i betili, delle pietre che rappresentavano le divinità; il bambino crede di avere anch’egli capacità divinatorie, tramite i sogni (in seguito si scoprirà che li ha). Una volta giunti a Shardan, viene deciso che è necessario  sacrificare il fratellino minore di Akebr a Baal Hammon (i Fenici facevano sacrifici umani), ma la madre andando contro ogni regola si rifiuta e scappa, insieme ad Akebr e al fratellino, inseguiti dal padre che invece vuole effettuare il sacrificio. Vivranno una serie di avventure e incontreranno molte persone e vedranno diversi luoghi.

Il secondo, “Il dono dell’aruspice”, è ambientato a Velathri, ovvero Volterra, nel VI secolo a C. Qui il giovane Marce Ceicna viene avviato all’arte aruspicina, ma lui possiede poteri che vanno oltre alle capacità degli aruspici e degli àuguri, capacità che non comprende e non accetta di buon grado perché gli danno problemi. Nel corso della storia in questo racconto appare anche un personaggio storico.

Il terzo, “Sibilla”, è ambientato a Cuma , quindi Magna Grecia, nel V sec a C, e parla di Daphne, una giovane che aveva ricevuto dalla Sibilla un vaticinio secondo il quale la sua vita sarebbe stata fortunatissima ed eccezionale, ma non si sta verificando, quindi intraprende un breve viaggio da casa sua fino all’antro della Sibilla. Durante il viaggio ha alcune avventure; l’incontro con la donna poi è molto particolare, e che accade è del tutto inaspettato per la ragazza.

L’ultimo, “I libri fatali”, è ambientato a Roma nel 212 a C quindi durante la seconda guerra punica. I protagonisti sono Publio, un decemviro , ovvero un custode dei Libri Sibillini, e la vestale Claudia: in quel particolare momento storico i due s’incontrano, e tra i due c’è più di un semplice rapporto istituzionale, rapporto che non può proseguire perché le vestali devono restare vergini per tutto il loro mandato, pena la morte. Publio ha poteri divinatori, che usa per aiutare la sua città, Roma, nella guerra contro Cartagine; anche Claudia in seguito acquisirà poteri divinatori. Anche in questo racconto compaiono alcuni personaggi storici e si narra di fatti realmente accaduti.

Ogni racconto ha un piccolo collegamento col racconto precedente.

  • Perché hai scelto questo argomento per i tuoi racconti? Cosa ti affascina della divinazione?

La divinazione mi ha sempre affascinato, in tutte le epoche ma soprattutto in quella antica. Ho riflettuto molto sulle motivazioni che spingono l’uomo a interrogarsi sul proprio futuro; nei tempi antichi era una pratica sacra, religiosa, gli uomini erano ossessionati dalla conoscenza del futuro e consultare oracoli era una pratica quotidiana, sia a livello individuale che istituzionale.  In “Oracoli” non do risposte, piuttosto offro stimoli di riflessione lasciando al lettore le proprie deduzioni.

  • Perché hai scelto queste quattro popolazioni?

I Fenici, gli Etruschi, i Greci e i Romani sono state tra le più importanti popolazioni che hanno segnato di più la storia del Mediterraneo. Tra le principali ci sono stati anche gli Egizi, vero, ma ho scelto queste quattro perché volevo parlare di popolazioni che sono transitate o hanno abitato da stanziali l’Italia.

  • I protagonisti come si pongono nei confronti delle capacità divinatorie?

Ognuno dei protagonisti si pone in modo differente: il protagonista di Porpora, Akebr, ne è affascinato e contento di averle; il protagonista di “Il dono dell’Aruspice” invece non le capisce e non vorrebbe averle; “Sibilla” è a sorpresa, quindi non anticipo nulla; ne “I Libri Fatali” i protagonisti sono romani, quindi molto concreti: avere le doti è un dato di fatto e loro le usano per il bene della città, non si domandano se ne sono felici o meno. Almeno all’inizio…

  • E’ stato difficile inserire elementi fantastici nei tuoi racconti con base storica?

No, perché amo molto il genere fantastico, anzi con questo argomento  mi è venuto quasi naturale!

  • Cosa rappresenta la copertina?

La cover, realizzata da Fabio Maffia, è frutto di un lavoro a tre (io, grafico e editore) e rappresenta la vestale Claudia, protagonista del racconto “I Libri Fatali”. Dal fuoco sacro emergono alcuni volatili, che sono un grande simbolo divinatorio: gli  àuguri infatti scrutavano il futuro osservando il volo degli uccelli.

  • Qualcosa sulla casa editrice?

NPS edizioni è una nuova  piccola CE, ha sede in Toscana e punta su testi  con elementi fantastici: fantasy, urban fantasy, mitologia e leggende soprattutto. 


Beh, che dire? Un grandissimo lavoro di ricerca e documentazione! Complimenti per questa tua nuova creatura, Alessandra, ti leggerò con molto interesse.

E invito anche tutti voi, carissim* lettor* a leggere «Oracoli»  perché sono certa vi intrigherà, per l’argomento e per le storie…

A te, Alessandra Leonardi, faccio i miei migliori in bocca al lupo, per questo e per i tuoi scritti futuri. Torna a trovarci quando vuoi!

Loriana Lucciarini