[ospiti] – Intervista a Emanuele Ascone | Il Cercatore Errante sul cammino della vita

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita EMANUELE ASCONE. Lui è poeta di talento, attento ai mutamenti dell’anima e a ritrarre la vita nelle sue mille sfaccettature differenti. Parleremo di versi, ma non solo, spaginando le abituali domande… tanto per rendere frizzante questo incontro! 😀

Pronti per l’aperibook, il consueto aperitivo letterario del blog di Scintille?

Mettetevi comodi, che andiamo a iniziare… 😀


Chi è Emanuele Ascone?

Sono nato a Roma nel 1976, dove vivo e lavoro.

Fin dall’adolescenza mi è piaciuto scrivere i miei pensieri, senza dargli però la giusta importanza. Nella mia valigia non ho degli studi classici, poiché mi sono diplomato come perito tecnico, che ha poco  a che vedere con la scrittura ed il suo umano sentire.

A 21 anni mi sono arruolato nella Polizia di Stato dove tuttora presto servizio.

 


Le pubblicazioni di Emanuele Ascone?

IL TOCCO DELL’ANIMA – 365 GIORNI DI LUCE di EMANUELE ASCONE – pubblicato da LE MEZZELANE EDITORE – formato cartaceo

65 aforismi, citazioni e poesie per scandire un percorso quotidiano di riflessione, che vuole avere come meta la Luce, quella che si trova in ognuno di noi,

Un pensiero, uno per ogni giorno: 365 aforismi, citazioni e poesie per scandire un percorso quotidiano di riflessione, che vuole avere come meta la Luce, quella che si trova in ognuno di noi, ma che non tutti hanno già avuto la fortuna di vedere. Le tematiche di questa raccolta di aforismi riguardano l’esistenza e le sue turbolenze. Le quotidiane lotte contro i propri fantasmi, ma anche contro sé stessi; il coraggio di accettarsi come si è, ma con l’umiltà di volersi sempre migliorare. Le ambivalenze e contraddizioni dell’uomo moderno lo costringono ad un continuo e affannoso errare; ma se queste vengono impresse su carta, da li´ prendono vita. Si trasformano in parole così belle che toccano il cuore.

Questi aforismi vogliono essere un candido raggio di sole per lettore, una riflessione sulla bellezza del suo essere; vogliono trasmettergli la semplicità di chi sa cogliere quel Tocco dell’Anima.  ACQUISTALO QUI


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Emanuele Ascone – Mi definisco uno scrittore donato alla vita, che ricerca nel suo quotidiano sentire il bello racchiuso nella semplicità di essere anima.

Ho sempre vissuto la mia sensibilità come un limite, fino a quando non ho deciso di cambiare la prospettiva e considerarla la mia forza.

Il mio essere emotivo è sempre stata la mia cartina di tornasole, un meteoropatico vivere in balia delle emozioni con le loro sfumature di colore di una vita troppo spesso vissuta in bianco e nero. Circa dieci anni fa mi sono avvicinato alla meditazione e nello specifico, al Reiki, un’antichissima disciplina di riequilibrio energetico e questo ha fatto sì che io risvegliassi in me ricordi antichissimi di vite passate, che ovviamente influenzano il mio quotidiano vivere.

Direi che ad oggi di danni a fin di bene, ne ho fatti un bel po’, ma la vita è anche questo: vivere sul filo di una sana follia, mantenendo sempre un equilibrio che ci permetta di nutrirci d’emozioni, donando un sorriso alla tristezza.

Ognuno di noi, ha il suo posto nel mondo ed io mi considero un cercatore errante sul cammino della vita.

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Emanuele Ascone – La scrittura è il mio affaccio sul mondo delle emozioni e proprio grazie ad essa che riscopro la bellezza  del tuffarsi nel mare delle mie emozioni, nuotando nelle profondità incontaminate dell’Essere, alla quotidiana riscoperta di me stesso.  La scrittura è un mezzo attraverso il quale ognuno di noi si specchia su una pagina bianca della vita, tatuandone le proprie gioie ed i propri dolori. La considero un rifugio, dove poter conservare i nostri ricordi, le nostre parole non dette, per paura o per timidezza.                                                         

 

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Di cosa parlano le tue sillogi?

Emanuele Ascone – «Il tocco dell’anima – 365 giorni di luce» pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice, è il mio primo libro, il mio battesimo editoriale che ha visto la sua nascita grazie alla sinergia di tutte le figure professionali che curano la pubblicazione di un’opera, rendendo grande, la mia piccola famiglia de Le Mezzelane.

“Un viaggio senza meta alla riscoperta dei colori della nostra Anima”

Tutto nasce per una casualità e nel nostro vivere quotidiano ci viene data l’opportunità di trovare le risposte alle nostre domande.

L’opera racchiude in sé riflessi di vita vissuta, con tutte quelle faccettature e gli interrogativi che troppo spesso gli eventi ci servono su un piatto da portata di bassissima lega; bocconi amari mandati giù a forza, mettendo a dura prova la nostra sensibilità, iridescente essenza nella morsa dell’ego; porte sbattute in faccia e serrature prive di chiavi, che nonostante tutto ci danno un motivo per andare avanti, perché la vita è questione di punti di vista ed opportunità da saper cogliere. Quando una carezza ci sfiora l’Anima, nasce il suo tocco. Questa raccolta, vuole essere un quotidiano invito alla riflessione a 360° con le sue pillole di sensibilità che accompagnano il lettore nel suo errante girovagare nel tempo e nello spazio, alla ricerca di se stesso.

Inoltre, ho partecipato come autore nella sezione poesie al 2° Concorso letterario “La pelle non dimentica sulla violenza di genere organizzato da Le Mezzelane Casa Editrice, classificandomi al secondo posto (ex aequo) ed entrando di diritto nell’omonima antologia di racconti e poesie insieme ad altri autori partecipanti, il cui ricavato andrà a favore di Artemisia Centro Antiviolenza, associazione fiorentina che offre il proprio sostegno alle donne in difficoltà, sia sul piano legale che psicologico.

 

Scintille – Ci sono protagonisti nelle tue poesie, cioè, ti immedesimi in altrui vedute? E, se possiamo parlare di punti di vista differenti nell’elaborazione dei tuoi versi, hai una predilezione per un certo tipo di protagonisti?

Emanuele Ascone – Bella domanda! I miei protagonisti come nel romanzo di Luigi Pirandello, possono essere uno, nessuno e centomila. Ogni aforisma o poesia che fuoriesce dalla mia penna, sono del tutto autobiografici, seppur frutto di una sensibilità che va oltre il semplice limite mentale. Una ricerca continua sottobraccio alla casualità che troppo spesso ci mette di fronte a degli interrogativi, privi di razionali risposte. La nostra vita è tutta una casualità e proprio in essa dobbiamo trovare la chiave che ci permetta di guardare oltre quel limite chiamato infinito e che ci riserva sensazioni ed emozioni fuori “dal coro”.

Sono due gli avvenimenti primari che hanno determinato un cambiamento sensoriale nella mia vita. Il primo è stato il mio avvicinamento la Reiki – prima come “paziente” e successivamente come operatore, arrivando negli anni al Master – un’antica disciplina orientale di riequilibrio energetico che porta ad una riscoperta quotidiana di se stessi e della propria anima, facendosi largo tra le paure che bloccano il nostro progredire sia sul piano fisico che mentale. L’altro avvenimento che ha segnato il mio sentire è stato l’incontro con un frate che mi ha fatto riscoprire la bellezza del donarsi nella semplicità dell’essere un dono per se stessi e per gli altri. Credo che ognuno di noi possa seguire un cammino animico-spirituale perché la luce non fa differenza di credo e di religione. Viviamo tutti nel riflesso di una luce incondizionata che ci accomuna nel suo essere fede.

 

Scintille Quali tematiche affronti?

Emanuele Ascone – Ogni mio pensiero, sia esso un aforisma o una poesia, sono emozioni che nascono negli istanti di vita quotidiana senza un preavviso.

E’ come guardare lo scorrere della vita con gli occhi di un bambino ed una maturità che ti fa mutare la prospettiva, rendendo visibili particolari che come chiavi di lettura, aprono la mente a nuovi mondi inesplorati.  

 

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirci un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Emanuele Ascone – Uno scrittore che mi ha letteralmente folgorato è stato Romano Battaglia con “Notte Infinita” e “Una rosa dal mare”, col suo scrivere semplice che arriva in ogni singolo respiro del cuore.

Certamente nel panorama italiano abbiamo molti scrittori celebri e di nicchia da cui trovare ispirazione, ma nella mia coerente “ignoranza”, scrivo ciò che le mie emozioni ed il mio animico sentire/percepire mi trasmettono.

 

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Emanuele Ascone – Il mio mondo di parole non ha una carta predefinita. L’ispirazione non ha alcun preavviso, e questo mi porta a scrivere su qualsiasi supporto, sia cartaceo che non, ma il profumo della carta e le sensazioni che ti trasmette sono sicuramente insostituibili. Se chiudo gli occhi, ho sempre fissa nella mia mente l’immagine di un ciliegio giapponese con il suo profumo,  la sua delicatezza e  fragilità, ma al tempo stesso la sua estrema forza nel donarsi in tutta la sua bellezza durante la sua fioritura (hanami). L’oriente è la culla del nostro sentire e percepire, dove i suoni della natura diventano i dialoghi in cui la nostra mente si tuffa per riscoprirsi viva tra i suoi elementi. Ogni nostro pensiero è un arcobaleno di colori con le proprie sfumature e le profondità. Possiamo spaziare dal bianco al nero passando per l’indaco, come artisti di strada che si ritrovano a colorare la propria tela, fatta di quotidianità e soggetta alle intemperie della vita come un acquerello che avvolge i pensieri con le sue tenue totalità.

 

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Emanuele Ascone – La mia è una storia semplice, di quelle che passano in punta di piedi per non far rumore. Un muoversi con delicatezza e tatto sfiorando i pensieri di coloro che incontro sul mio cammino. Considero i miei aforismi  come delle piacevoli “elucubrazioni” mentali che determinano il mio essere pensante e riflessivo. 

Se penso al «Il Tocco dell’anima – 365 giorni di luce», come mia prima opera editoriale, non posso che ringraziare Lara Bellotti dell’agenzia letteraria evasioni culturali per avermi preso per mano e condotto con professionalità e sensibilità in un mondo a me sconosciuto, fatto di persone straordinarie come Rita Angelelli direttore editoriale de le Mezzelane Casa Editrice, Maria Grazia Beltrami capo editor, Silvia Laporta editor, Gaia Cicaloni  grafico e tutto il suo staff. Una piccola grande famiglia fatta di persone ed anime che sanno confrontarsi nella quotidianità, nel rispetto dei propri ideali. 

L’unico consiglio che posso dare è quello di essere sempre se stessi, permettendo al loro scrivere di essere lo specchio di quelle emozioni vere e sincere che li accompagnano silenziosamente nei rintocchi di quella vita, fatta di istanti interminabili. Il mio ultimo consiglio è: “No, editoria a pagamento”.

 

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu cosa ne pensi?

Emanuele Ascone – Ho partecipato per la prima volta al 2° Concorso “la Pelle non dimentica”, così, quasi per gioco, scrivendo le cinque poesie praticamente di getto in una domenica d’ottobre del 2017. Proprio in questa occasione per la prima volta ho messo a nudo le mie emozioni, presentandole ad una giuria altamente qualificata e affrontando un tema purtroppo sempre attuale nelle cronache quotidiane della nostra società. Senza voler peccare di presunzione, mi considero un uomo con la sensibilità di una donna. Credo che i concorsi letterari siano uno strumento fondamentale per arrivare al cuore delle persone, dove ogni autore mette le proprie emozioni  nelle mani di coloro che hanno voglia di confrontarsi e ritrovarsi nelle parole affidate al nostro vivere, fatto di valori e rispetto per noi stessi e per il prossimo.

 

Scintille – Il tuo volume di poesie ha una veste grafica particolare, oltre a una copertina straordinaria! Chi ha progettato il formato e l’impaginazione? E perché questa originale scelta?

Emanuele Ascone – Il progetto è stato il risultato di una sinergia perfetta tra Rita Angelelli direttore editoriale de Le Mezzelane Casa editrice, Maria Grazia Beltrami capo editor e Gaia Cicaloni grafico e ribattezzata dal sottoscritto “donna copertina”. Io nel mio piccolo c’ho messo la faccia, anzi il mio profilo.

La copertina a mio giudizio, riveste un ruolo fondamentale nella riuscita di un’opera, perché è attraverso di essa che arriviamo d’impatto al lettore, ancor prima che con le parole in essa contenute. Direi proprio che la copertina rispecchia esattamente il contenuto de “il tocco dell’anima – 365 giorni di luce”.

 

Scintille Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo libro di poesie e aforismi.

Emanuele Ascone – Eccolo:

All’improvviso una farfalla si posa sulla mia spalla,

per nulla impaurita del suo essere esile e delicata,

desiderosa di farsi apprezzare  in tutta la sua bellezza

e per ricordarmi che la vita è anche e soprattutto “leggerezza”.

                                                                          (Emanuele Ascone)


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Emanuele Ascone per averci raggiunto nel Salotto Letterario, bella questa intervista, piena di intensità, argomenti, temi importanti, riflessioni…

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 🙂

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLO…

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[Ospiti] – VitainVersi | Incontro con Vinicio Salvatore Di Crescenzo, poeta

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un poeta che ha già all’attivo varie sillogi: qui con noi VINICIO SALVATORE DI CRESCENZO che, in quest’intervista, ci racconterà molto di sé e della sua produzione letteraria.

Pronti per l’aperibook, il consueto aperitivo letterario del blog di Scintille?


Chi è Vinicio Salvatore Di Crescenzo?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo nasce a Fondi (LT) nel 1961. Naturalmente portato per le materie artistiche in generale, affina ed arricchisce le proprie qualità e capacità   partecipando dapprima a corsi di disegno e pittura, successivamente frequentando per svariati anni corsi di musica per lo studio del pianoforte. Si dedica infine con maggiore intensità e passione alla composizione di racconti brevi e in particolare, in maniera più incisiva, alla poesia. Acuto e riflessivo osservatore, di grande sensibilità ed efficace ricercatore di quei lati oscuri e inesplorati del mondo circostante, inizia fin da subito ad occuparsi della descrizione di quegli elementi che riescono a “catturare” nell’animo sensazioni, emozioni e quanto di più apprezzabile nasca dalla percezione umana nei confronti degli elementi della vita.  Fa della poesia il proprio sfogo artistico, attraverso la quale narra i propri stati d’animo e le proprie sensazioni, naturali e spontanei sentimenti, che molto spesso si ritrovano anche nelle coscienze del singolo lettore.

L’autore è stato Finalista al concorso “Poetamare” 1^ edizione indetto dall’associazione culturale “Clemente Riva”; Premiato alla 1^ Ragunanza di narrativa breve indetta dall’APS Le Ragunanze con il racconto “Il triste canto della natura”; Premiato alla 2^ Ragunanza di poesia indetta   dall’APS “Le Ragunanze” con la poesia “La mia strada”; Premiato alla 4^ Ragunanza di poesia – 3^ posto – sezione libro edito con “Assoli”.


Le pubblicazioni di Vinicio Salvatore Di Crescenzo?



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


La sua ultima pubblicazione?

ASSOLI

Questa raccolta di poesie si divide in tre distinte sezioni, attraverso le quali l’autore descrive minuziosamente le proprie impressioni percettive e affronta un tema che risulta essere parte integrante dell’esistenza di ogni persona. Attraverso questa raffinata forma espressiva, l’autore narra della natura e dell’amore in generale. Natura senza la quale non si potrebbe dare voce alle proprie sensazioni, che “imprigiona” con le proprie meraviglie ogni sensibile attenzione. E amore, per la donna o l’uomo della nostra vita, per un oggetto o per la nostra terra. Amore per una madre o un padre che ci hanno generati. Un’analisi a tutto campo attraverso gli elementi che ci accompagnano ogni giorno.

Il volume, curato da Maria Grazia Beltrami e edito da Le Mezzelane casa editrice è acquisabile qui


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – Sono un osservatore del mondo che adora pescare dentro i suoi elementi, tutto ciò che sappia creare interesse emotivo e ispirazione.

Mi dedico con passione all’accurata descrizione dei miei stati d’animo attraverso la mia poesia, elemento mediante il quale, rivelo il mio personale punto di vista libero e spontaneo. Grazie a questa forma di comunicazione, sono arrivato alla quarta raccolta di poesie. Spero di poter continuare a raccontare le mie percezioni anche nel futuro, non escludendo l’eventualità di poter scrivere anche racconti e romanzi.

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo

La poesia è lo sfogo artistico più vicino alle mie esigenze di comunicazione.

La sento fortemente presente in tutte le mie attività e credo che sia il metodo più efficace per poter instaurare un rapporto personale ed esclusivo con il lettore. Un’unione di intenti finalizzati alla ricerca interiore e alla scoperta di nuovi territori emotivi da esplorare e conquistare.

La ricerca di inconsuete dimensioni e la descrizione accurata delle stesse attraverso i versi di una poesia rappresentano, a mio modo di vedere, la pura esaltazione dei sentimenti umani sugli elementi circostanti. Un idillio di forme e colori che sanno penetrare dentro le coscienze in maniera garbata ed elegante.

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Di cosa parlano le tue sillogi?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – Ho iniziato a scrivere, e credo come tanti, in età adolescenziale, quando più forti si fanno sentire i conflitti interni, l’accettazione della propria persona con tutti i supposti e spesso infondati difetti, e la lotta continua nel dover affermare la propria personalità nella vita sociale e soprattutto con i propri coetanei. Noi tutti credo, abbiamo confidato i nostri segreti a un diario in questo periodo. Molto spesso questi pensieri rimangono chiusi in un cassetto o peggio ancora gettati via. Io ho avuto il coraggio di “riesumarli” e riproporli con coraggio nella mia prima silloge datata 2012 dal titolo “Poesia da mio diario”. Una raccolta di cinquanta poesie scritte in un arco di tempo di oltre quarant’anni. Soltanto un anno più tardi poi, ho voluto sperimentare un’inconsueta unione di forme espressive, facendo convivere poesie e pensieri in un unico volume. “Il coraggio dei pensieri la timidezza della poesia” infatti, racchiude al suo interno il messaggio diretto dei pensieri, che si alternano con la forma più dolce espressa dalla composizione della poesia, il tutto fruibile in un unico volume. Un paio di anni più tardi decido di espormi in maniera ancora più “sfacciata” pubblicando “Segreti Svelati”, una sorta di confessioni reali dove le poesie sono composte con l’autore in prima persona, che confessa i suoi segreti attraverso le parole della poesia. Arriviamo quindi ad “Assoli”, un inno vero e proprio alla natura e ai sentimenti umani. La raccolta infatti, si divide in tre distinte sezioni quali Osservazioni, riflessioni e sentimenti, in quest’ultimo caso, verso gli amori in senso ampio. “Assoli” vuole metaforicamente indicare come la natura, con i suoi perfetti sincronismi tra gli elementi, sia paragonabile una grande orchestra che esegue una pacata sinfonia e solo a tratti concede la propria base melodiosa all’assolo dello strumento principe, che in questo caso è rappresentato dalla poesia.

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – La poesia ha i colori dell’arcobaleno e le sue tinte sono frutto di mille sfumature impresse negli occhi di chi le sa apprezzare.

I profumi sono intrisi di natura effervescente, dai suoni pacati del vento e dei mari.

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Vinicio Salvatore Di CrescenzoLa poesia usa un linguaggio universale, ognuno può plasmarlo, modificarlo e renderlo estremamente personale con le proprie capacità percettive, facendolo aderire il più possibile al proprio stile. I poeti che mi hanno maggiormente influenzato rendendo bene l’idea di cosa volesse dire descrivere il mondo attraverso personali sensazioni e proprie interpretazioni sono stati veramente tanti, ma uno su tutti spicca in maniera decisiva: Libero de Libero, poeta e scrittore del 900, fondano e quindi mio concittadino, mi ha sempre molto affascinato. La visione della propria terra come una delle varie fonti che lo hanno ispirato, con riferimenti alla vita contadina,  alla povertà e al sacrificio, lo portano alla luce della mia attenzione quale artista estremamente affascinante, maturo e allo stesso tempo, interprete puro della realtà italiana del suo tempo. Identificato e connotato come poeta espressamente ermetico, di fatto, molto spesso amava raccontare attraverso i suoi scritti quali forme e quali usanze identificassero la vita quotidiana della sua terra di origine, usando un linguaggio espressamente più realistico e scorrevole.

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – La poesia è donare quanto di più intimo si riesca a produrre attraverso i propri sentimenti. Proprio per questo ritengo il lavoro del poeta preziosissimo. Dover pagare per donare mi appare assai incomprensibile, e soprattutto incoerente, poiché va a sminuire proprio quella ricchezza artistica che deve dare lustro a questa intensa forma espressiva. Infatti, attraverso questo compromesso economico, non si è più in grado di capire se il lavoro svolto sia degno di essere fruito perché valido, correndo così seriamente il rischio di offrire al lettore componimenti scadenti in virtù di leggi di mercato. Una casa editrice che crede nei valori di un autore e soprattutto nei suoi scritti non dovrebbe mai offrire una pubblicazione a pagamento. Per chi si avvicina a questo mondo consiglio umiltà, sempre. In ogni colloquio, rapporto o riunione nell’ambito letterario, anche con l’ultimo arrivato, c’è sempre un elemento da apprendere per arricchire il nostro sapere. L’esperienza si fa considerando sempre ogni fatto, come un possibile prezioso elemento per la nostra coscienza,

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu che ne pensi?

Vinicio Salvatore Di Crescenzo – Sono una bella esperienza per arricchire il nostro bagaglio di conoscenza, ma senza esagerare, e soprattutto senza alcun senso di competizione: la poesia è solo forte e sana emozione.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Vinicio Salvatore Di Crescenzo per averci raggiunto nel Salotto Letterario, con lui abbiamo parlato di vita, emozioni, poesia e scrittura…

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 🙂

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLO…

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pagina social https://www.facebook.com/viniciosdicrescenzo.officialpage/

[Ospiti] – Andrea Pistoia: Humor e caos per dar voce e colore alla vita | Le interviste del Salotto Letterario

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi è lieto di ospitare un autore emergente ANDREA PISTOIA. Scopriremo tanto di lui, delle sue passioni e di ciò che ama scrivere, in questa intervista per l’#aperilibro: l’aperitivo letterario di questo blog! 😀

Lui è scrittore ma anche sceneggiatore, designer, blogger, poeta… insomma vi assicuro: sarà una bella scoperta chiacchierare con lui. Prendete posto, alzate i calici, servitevi pure e… iniziamo!


Chi è Andrea Pistoia?

Andrea Pistoia è nato a Vigevano il 20 luglio 1976.

In più di vent’anni di passione letteraria, è stato sceneggiatore, poeta, giornalista, soggettista, blogger, paroliere, game designer e direttore editoriale.

Molto di più ci racconterà in questa interivsta.


Le pubblicazioni di Andrea Pistoia?

ANCORA E MAI PIU’ (NELLE MUTANDE) – Andrea Pistoia – self Youcanprint- Genere: narrativa – formato: cartaceo + ebook

Può un amore tradito dare il colpo di grazia a tutto ciò che di buono c’è in Edmondo, spingendolo a manifestare il suo lato più irriverente e cinico? Naturale, dato che in certe situazioni si può solo soccombere o reagire. Ma da un ventitreenne (che si fa soprannominare Mondo e che vacilla continuamente tra il complesso di Edipo e quello di Rocco Siffredi) non ci si può aspettare di certo la resa. D’altro canto, resta sempre un ragazzo gettato nella fossa delle leonesse milanesi. E allora, cosa può fare se non chiedere aiuto ai suoi sempre-ingrifati amici e al suo datore di lavoro (un latin lover fatto e finito) e gettarsi in mirabolanti avventure nella Milano modaiola, sperando non di uscire vincitore ma almeno di sopravvivere alla notte e di trovare un po’ di felicità ‘sottocoperta’? Ma è a tutti gli effetti una ‘mission impossible’, tra ragazze snob, insicure o mentalmente instabili e seduttori più agguerriti ed implacabili di lui. Trascinato dagli eventi, il protagonista alterna momenti di cinismo acuto ad inaspettata sensibilità, comicità da scaricatore di porto ad intelligenza arguta. Ma non possiamo neanche fargliene una colpa; è semplicemente un ragazzo immischiato negli ingranaggi della vita.

DI DONNE, DI AMORI E DI ALTRE CATASTROFI – Andrea Pistoia – self  Youcanprint- Genere: narrativa – formato: cartaceo + ebook

Basta collezionare rapidi fotogrammi di amori in salsa agrodolce da film rosa di serie Z. Basta alla patetica routine quotidiana e al sesso insipido. Ma soprattutto, basta essere relegato nella panchina degli sfigati. È così che Mondo decide di dare un taglio netto al suo vecchio io ed applicarsi nella nobile arte della seduzione in trasferta, certo di diventare a Londra ciò che in quell’Italia a rischio noia non è mai stato: un cinico uomo Alpha, pronto ad affrontare le sfide amorose a braghe calate e senza esclusioni di colpi. Scontrandosi di petto con emozioni scomode, sentimenti non calcolati e un passato che reclama la sua importanza, il protagonista s’immergerà senza più freni inibitori in una città tanto caotica quanto ricca di opportunità, vivendo mirabolanti avventure notturne sottocoperta e conquiste last minute, certo che non sopraggiungerà il vero amore a rovinargli i piani. Perché anche sedurre è una guerra da vincere e lui, modestamente, è sceso in battaglia con una corazza sul cuore e venti centimetri d’amore sotto la cintola. Il seguito di ‘Ancora e mai più (nelle mutande)’ ma che può tranquillamente essere letto anche come storia a sé stante.


 

Scintille –  Ciao Andrea, benvenuto, sono molto felice e anche onorata di averti qui nel salotto di Scintille! 🙂 Iniziamo partendo subito con le domande. In molti ti conoscono già però ti chiedo di presentati comunque ai lettori…

Andrea Pistoia –  Innanzitutto buongiorno a tutti e grazie, Loriana, per l’opportunità e l’onore che mi concedi intervistandomi. Detto questo, passiamo subito alle risposte…

Nel cammin di nostra vita mi ritrovai”… ad essere il classico quarantenne aspirante scrittore che cerca attraverso le sue opere di far divertire; infatti entrambi i romanzi pubblicati sono scritti con uno stile goliardico e spensierato.

Come tutti, ho un lavoro che mi permette di (soprav)vivere e tanti, forse fin troppi, hobby.

Cosa combinerò? Mah, non so cosa sarà il mio futuro ma spero almeno di arrivare alla fine soddisfatto di ciò che ho realizzato e di aver lasciato ai posteri qualcosa che possa esser stato utile.

Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Andrea Pistoia –  Nasco nell’ormai lontano 1976 in una mite cittadina in provincia di Pavia. A dodici anni scoppia l’amore per la lettura. Durante il servizio militare mi getto nella mia prima esperienza da scrittore. Negli anni a venire porto avanti molti progetti in veste di sceneggiatore, giornalista, recensore, blogger e coordinatore di una fanzine. Nella primavera del 2015 pubblico il mio primo libro, ‘Ancora e mai più (nelle mutande)’, mentre circa due anni dopo ‘Di donne, di amori e di altre catastrofi’.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Andrea Pistoia – Resto affascinato, ma a volte anche terrorizzato, dal potere delle parole e di come riescano ad influenzare le persone. Al tempo stesso, mi stupisco di come ogni dialogo, episodio o romanzo sia qualcosa di estremamente personale; non si sa da dove scaturisca ma il fatto di sentirlo proprio lo rende unico.

Per quanto mi riguarda, scrivere è un modo per mettere su carta lo sfaccettato e variopinto mondo che ho dentro di me, di conseguenza alterno opere comiche a drammatiche, introspettive ad avventurose, sentimentali a commoventi.

Infine, cosa voglio comunicare? Credo che ogni cosa debba provocare emozioni, belle o brutte che siano.

Nei due libri pubblicati, il mio intento è stato quello di divertirmi nello scriverli e al tempo stesso di far divertire le persone. Il primo obiettivo è stato pienamente soddisfatto. Speriamo lo sia anche il secondo!

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo? [se c’è una tematica in particolare possiamo creare un paio di domande ad hoc per parlare del romanzo nello specifico]

Andrea Pistoia –  Come dicevo poc’anzi, ho dato ai due romanzi un’impronta prettamente comica, ma non per questo meno realistica. D’altro canto, come ogni storia che si rispetti, nel ‘sottobosco narrativo’ ci sono delle piccole e grandi verità che il lettore può cogliere.

L’idea era quella di mostrare come sia difficile e faticoso per un ventenne trovare la via maestra per la propria stabilità emotiva, combattuto com’è tra il ‘mettere su famiglia’ e l’essere un instancabile seduttore, tra l’abbracciare il cinismo sessuale e il ponderare quali siano i veri valori della vita. Il tutto attraverso le esperienze mondane e il divertirsi ovunque e comunque.

I due romanzi, in apparenza simili, affrontano la crescita interiore del protagonista dipanandosi su percorsi distinti.

Ecco perché in ‘Ancora e mai più (nelle mutande)’ vediamo Edmondo, il protagonista, presentarsi nelle prime pagine al lettore mentre affronta una brutta storia di tradimento. Ma è proprio questa a spronarlo a buttarsi nella movida milanese a caccia di donne. Il tutto, però, imbastito da tragicomici epiloghi, dato che le donne da lui conquistate hanno seri problemi di gestione dell’emotività e della vita in generale.

Di donne, di amori e di altre catastrofi’ è il naturale seguito del primo libro, pur potendo essere letto tranquillamente anche come libro a sé stante. Qui troviamo il protagonista sempre intento a fare stragi di cuori ma in un contesto a lui per nulla famigliare se non addirittura ostile: quello londinese. Soprattutto perché deve fare i conti con l’incombente peso dello sbarcare il lunario, dell’affrontare le sfide di una città straniera e di cercare, al di là della sua naturale predisposizione al cinismo, sensazioni che lo facciano sentire ancora vivo e, perché no, innamorato.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Andrea Pistoia –  Predilezione per un certo tipo di personaggio? Più che altro cerco quelli che mostrino le loro debolezze, anche quando sono celate dietro atteggiamenti spavaldi, ma con quel pizzico d’imprevedibilità che spiazza e diverte il lettore.

Ad esempio, il protagonista è Edmondo ma, in quanto egocentrico e narcisista, si fa chiamare Mondo. Passa dall’essere il fidanzatino ingenuo al single tradito e disincantato. Di conseguenza reagisce diventando cinico e, ammettiamolo, un po’ bastardo con l’altro sesso anche se, in fondo, resta un ragazzo insicuro e timido. Ciò lo porta da una parte a godersi le mille leggerezze di una tardo-adolescenza e dall’altra a rincorrere emozioni pure e sincere. Il tutto, ovviamente, imbastito dai piaceri dalle ‘avventure sottocoperta’.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Andrea Pistoia –  Diciamo che dentro di me vorticano mille emozioni (come tutti, d’altronde). Ergo, a volte predomina la mia indole comica, altre quella malinconica, irosa, triste, avventurosa, folle, ecc. Di conseguenza, nell’arco della mia vita, ho seguito lo stato d’animo o l’ispirazione del momento, realizzando storie, canzoni, poesie e sceneggiature che lo rispecchiassero.

Attualmente scrivo opere che strappino una risata al lettore in quanto più in sintonia con la mia indole da burlone. C’è troppa tristezza e negatività nel mondo per alimentarla con ulteriori sentimenti deprimenti.

Diciamo che mi piace di più far ridere le persone che farle piangere 😀

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Andrea Pistoia –  Bella domanda! Se pensassi ai miei romanzi pubblicati, come colore direi un bel rosso passione ma anche un giallo vitale.

Sui profumi mi cogli impreparato perché ho un raffreddore cronico, di conseguenza non ricordo più gli odori 🙂 Però a occhio e croce direi qualcosa di pungente ma non per questo meno gradevole.

Per quanto riguarda un suono, mi viene in mente una canzone che è un inno al godersi la vita appieno: ‘Tieni il tempo’ degli 883 (lo so, canzone un po’ datata… ma quanto spacca ancora? 🙂 ).

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Andrea Pistoia –  Sono vent’anni che scrivo e che “sperimento sul campo” le tragicomiche avventure di un esordiente. Per quanto mi riguarda, ho ottenuto a volte risultati soddisfacenti e altre deludenti. Tradotto: alcune mie opere sono state pubblicate mentre altre sono rimaste nel cassetto a prendere polvere.

Sono soddisfatto di questo risultato? Beh, come tutti gli autori emergenti mi piacerebbe essere l’Umberto Eco del nuovo millennio, ma alla fine

ciò che più conta è che chi legge i miei libri, fossero anche quattro persone, si diverta e chissà, magari impari anche qualcosa.

Personalmente agli esordienti consiglio d’inviare il proprio manoscritto alle case editrici e incrociare le dita. Se si dovessero ottenere solo risposte negative, evitare come la peste le case editrici a pagamento (che spesso offrono servizi scadenti e zero visibilità del proprio libro). Piuttosto punterei al self-publishing. Anche perché, ammettiamolo, tenere un libro chiuso nel cassetto è come non averlo mai scritto.

L’obiettivo principale per un autore, secondo me, non è tanto diventare ricco e famoso ma poter offrire la propria opera all’umanità. Poi ciò che verrà verrà.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Andrea Pistoia – Fermo restando che cliccando su questo indirizzo potrete leggere le prime venti pagine dei miei libri, vi riporto qui sotto uno degli incontri che ha tolto il fiato al nostro latin-lover Mondo.

Colgo anche l’occasione per ringraziare Loriana per la sua disponibilità e voi lettori per aver investito un po’ del vostro tempo leggendo questa intervista.

Grazie!

Alza la mano salutandomi. Io tento di ricambiare ma sono paralizzato.

La mia bocca riesce a farfugliare un saluto ma è precario quanto il mio stato mentale.

Mi sono sempre state sul Ceppo le rosse.

Ora le adoro.

Lei si mette a ridere. Le guardo il viso angelico e il sorriso luminoso come una supernova; mi sento come se mi fossi appena fatto una dozzina di pere.

Mi chiedo se a questo mondo ci sia qualcos’altro che possa stupirmi e sconvolgermi allo stesso modo.

 


Bene, followers, l’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Andrea Pistoia, per aver partecipato con noi a questo aperitivo letterario e, salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? QUI DI SEGUITO L’ELENCO DELLE SUE PUBBLICAZIONI E I CONTATTI SOCIAL

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ANCORA E MAI PIU’ (NELLE MUTANDE)

DI DONNE, DI AMORI E DI ALTRE CATASTROFI

CONTATTI

 

[Ospiti] – Laura Gronchi: fuga tra parole, sentimenti e fantasia | Incontro con l’Autrice

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario. Con noi c’è LAURA GRONCHI, che ringrazio e accolgo tra uno Cuba Libre e un Mohjito.

Scopriamola in questa bella intervista…


Chi è Laura Gronchi?

Laura Gronchi nasce a Pontedera, (PI) nel 1967. Nel 1986 consegue il diploma di scuola superiore presso Ist. Tec. Commerciale E. Fermi di Pontedera specializzazione/orienta-mento Programmatori.
Seguono esperienze presso studi professionali, fino all’attuale occupazione presso un’azienda di lavorazione lamiere, dove ricopre il ruolo di ragioniera e disegnatrice Cad 2D. Ha una modesta esperienza di web designer (ha creato i due siti aziendali più qualche altro sito privato per amici e conoscenti). L’amore per la lettura, già presente fin dalla giovinezza, si rafforza durante i numerosi spostamenti per raggiungere il primo fidanzato romano, ed è sempre presente nella sua vita. Sposata dal 2012 senza figli. Inizia a scrivere per divertimento, e dopo un po’ di pratica, redige alcuni racconti e brevi romanzi, tra cui “Fragili emozioni”, che invia per una valutazione a “Il rifugio dell’esordiente”, ottenendo un esito incoraggiante, tanto da farle prendere la decisione di tentare di pubblicarlo. Il secondo romanzo “Il volo del destino” è in attesa di editing presso la Casa Editrice Le Mezzelane.
Hobby: lettura, scrittura, discipline olistiche, fai da te, decoupage, camminate nella natura, nuoto.
Autori preferiti: Wilburn Smith, Paulo Coelho, Isaac Asimov, Isabel Allende, Glenn Cooper, Luigi Pirandello, Christian Jacq, Ray Bradbury (e molti altri ma l’elenco sarebbe troppo lungo).


Le pubblicazioni di Laura Gronchi?

 

FRAGILI EMOZIONI

La storia è ambientata ai giorni nostri con vari flash back nel passato dei vari protagonisti.
Sibilla, dopo anni di gavetta è diventata una pubblicitaria di successo, pagata profumatamente e contesa dalle grandi agenzie pubblicitarie di Firenze. Una convivenza apparentemente indistruttibile con il proprio fidanzato e una situazione economica senza problemi.
Renzo e Federico sono i proprietari della F. & R. S.P.A. la più importante agenzia pubblicitaria del capoluogo che comincia a sentire i primi effetti della crisi economica. Per scongiurare licenziamenti tentano di sfondare nel mondo del lusso, settore che sembra aver risentito meno della recessione e di cui si sono sempre occupati marginalmente. Sono pertanto alla ricerca di personale che abbia esperienza e gli agganci giusti per agevolare loro i primi passi.
Sibilla è stufa della propria vita, il rapporto invidiabile è andato a rotoli e il lavoro di “successo” è noioso e ripetitivo. Memore degli anni di apprendistato, invia impulsivamente il curriculum alla F. & R. senza farsi troppe illusioni e invece viene presa in prova.
Si troverà a scontrarsi professionalmente con Renzo, Direttore Creativo della società, dinamico e intuitivo, che ha riversato tutte le sue energie nel perseguire il successo della propria azienda e nel crescere i suoi due figli, dopo il doloroso divorzio dalla prima moglie. La stima e l’attrazione reciproca crescono durante l’organizzazione della prima sfilata nella cornice di una delle più suggestive ville sulle colline di Firenze.
Supereranno scontri e diffidenze reciproche, riuscendo finalmente a esprimere i loro veri sentimenti. Ma c’è chi trama nell’ombra e tenterà di ostacolare il loro amore.

(di prossima pubblicazione con Le Mezzelane edizioni)

IL VOLO DEL DESTINO

La crisi economica e la malattia del padre hanno portato scompiglio nell’ordinata vita di Sara Toni minando il fragile rapporto tra lei e il marito Marco, sempre più geloso e insofferente riguardo il difficile periodo attraversato dalla moglie. Solo il corso per infermiera professionale sembra portare un po’ di luce nelle sue grigie giornate, tornando a dare un senso d’utilità alla sua vita. Durante uno dei rari periodi di ripresa dell’attività lavorativa, conosce Sergio Morelli, pilota dell’aeronautica militare, pignolo e scostante con il quale si scontra vivacemente. La morte improvvisa del padre di lei e il trasferimento a sorpresa a Gibuti di lui, relegano il loro incontro provvisoriamente nell’oblio.

Il matrimonio di Sara scricchiola sempre di più, è stufa della gelosia patologica di Marco e dei continui rimbrotti e comincia a sognare un futuro diverso per se, ma quando il marito lo scopre le conseguenze saranno drammatiche.

Doveva essere una missione di routine priva di pericoli quella affidata al maggiore Morelli e ai suoi uomini, ma il peggioramento delle politiche internazionali, li costringono a un intervento imprevisto al fianco delle truppe ONU per riportare ordine al confine tra Somalia ed Etiopia. L’operazione avrà successo ma a caro prezzo. Soltanto grazie alla propria tenacia e sangue freddo, il pilota riuscirà a cavarsi da una situazione senza apparenti vie d’uscita. Raccolto in fin di vita da un furgone di MSF troverà rifugio presso il campo profughi di Dolo Ado, dove ritroverà Sara al suo secondo contratto come infermiera volontaria. Stregato dai suoi meravigliosi occhi blu, mai veramente dimenticati, Sergio rompe la corazza di cinismo dietro cui si era trincerato, dando via libera ai propri sentimenti riuscendo a vincere la ritrosia dell’ infermiera, ancora scossa dalla burrascosa separazione dal marito. Ma la strada per poter vivere pienamente il loro amore sarà ancora lunga e irta di pericoli.



Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Laura Gronchi – Salve, mi presento, sono Laura Gronchi da Pisa, un diploma di ragioniera indirizzo programmatori e un presente fatto di scadenze e dichiarazioni fiscali sempre più assurde. Cerco nella scrittura un’alternativa al mio quotidiano lavorativo che non mi gratifica più.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Laura Gronchi – Più che la scrittura all’inizio fu la lettura. Sono stata e sono tuttora una divoratrice di libri seriale. Può capitare che abbia più testi in contemporanea, accanto al letto. Peccato che durino poco più di una settimana, solo Ramses ha superato la soglia dei quindici giorni. Dopo tanto leggere, ho iniziato a scrivere quasi per gioco e per una serie di sfide con me stessa: ero alla ricerca della storia ideale, così ho deciso di scrivermela. Inoltre volevo dimostrare che ero capace di gestire la complessità di un romanzo: trama, logica degli intrecci, personalità dei personaggi. Stavo passando un periodo lavorativo e familiare disastroso, la fantasia mi è venuta in aiuto con una valanga d’idee, di cui ancora molte nel cassetto, da sviluppare. All’inizio mi è servita anche come valvola di sfogo dalle frustrazioni quotidiane. In genere non ho un’idea statica e rigida di quello che scrivo, non seguo uno schema. Magari tutto parte dal desiderio di narrare una storia d’amore che abbia un qualcosa di eccezionale, poi durante lo sviluppo si aggiungono spunti gialli, noir o avventurosi, dipende da che parte gira il timone della fantasia.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Laura Gronchi Fragili emozioni, il mio primo lavoro, nasce principalmente come romanzo sentimentale ambientato ai giorni nostri, in provincia di Firenze, in una grande agenzia pubblicitaria, che per evitare tagli al personale, cerca uno sbocco nel mondo della moda. Volevo raccontare come la magia dell’amore possa riuscire a vincere resistenze e fragilità tra due persone assolutamente normali, ma deluse da rapporti precedenti che le hanno segnate. Tramite alcuni flash-back, ricostruisco il loro passato e l’evolversi delle loro personalità.
Le tematiche affrontate sono molteplici: i problemi cui può andare incontro una famiglia nella gestione di un malato psichico grave, la difficoltà a rendersi conto della gravità della malattia e come questa, possa condizionare la vita di tutti i membri. La grande crisi lavorativa ed esistenziale del protagonista maschile, che non riesce a emergere e mantenere la sua famiglia come vorrebbe, nonostante talento e impegno profusi. Le difficoltà incontrate dalla protagonista femminile, dopo aver troncato il rapporto con il fidanzato possessivo e dalla doppia vita. Il tutto senza polemiche inutili o giudizi, che risulterebbero scontati, ma limitandomi a raccontare gli eventi e come i protagonisti hanno reagito.

Il secondo lavoro, Il volo del destino, nasce e rimane un romanzo d’avventura, tout court, ambientato tra Pisa e l’attuale Etiopia, tra azioni militari, terroristi, rapimenti e campi profughi. Anche qui ci sono un lui e una lei che finiscono per incontrarsi, rincontrarsi e amarsi, tra peripezie e colpi di scena. Lui è un pilota dell’Aeronautica Militare Italiana, vedovo e disilluso. Lei è una vittima della crisi, sposata a un marito violento, di cui è succube, e con entrambi i genitori anziani, malati, a carico. Come unica valvola di sfogo frequenta un corso per infermiera, che segue tra una cassaintegrazione e l’altra e che le fa sognare un futuro professionale in Medici Senza Frontiere, lontano da una realtà che non la soddisfa più. Anche qui i temi sono diversi: le frustrazioni avvertite dalla protagonista durante la gestione quotidiana dei genitori anziani, nei periodi di ripresa dell’attività lavorativa, senza potersi appoggiare ad aiuti esterni che non può permettersi a causa della bassa pensione e dall’incertezza del proprio stipendio. Il rifiuto di accettare la fine del proprio matrimonio con un marito geloso, che non la ama, che la mortifica con continue critiche e che infine si rivela anche vigliacco e violento. Un accenno al vasto tema dei migranti e dei media che ci speculano sopra, sfruttando la credulità e l’esasperazione dell’opinione pubblica, raccontando tutto e il contrario di tutto, pur di fare notizia. La rinascita affettiva del protagonista maschile, dopo essersi trovato a un passo dalla morte, durante una sfortunata missione di ricognizione a supporto delle forze di pace. Al centro rimangono sempre le vicende dei protagonisti e il loro ingegno nel superare tutti gli ostacoli che gli si parano davanti, senza polemizzare ma rimboccandosi semplicemente le maniche.
In entrambi i romanzi ho scelto per i protagonisti delle figure positive, anche se un po’ problematiche.
Entrambe le storie possono assumere a tratti dei toni un po’ esasperati, ma se si scava nella vita delle persone reali, se si ascoltano le loro confidenze e i loro problemi, si scopre spesso una realtà che va ben oltre la fantasia.

 

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Laura Gronchi – I miei protagonisti sono persone normali immortalate in un periodo di svolta delle loro vite, pertanto i toni e le caratteristiche personali sia di quelli principali, sia degli antagonisti, sono piuttosto marcate e a volte esasperate. Credevo di avere un’inclinazione naturale a scrivere storie romantiche semplici e delicate, invece mi sono scoperta una predilezione a complicare e ingarbugliare le cose. Fragili emozioni parte come una storia sentimentale che pare incanalata inesorabilmente verso il lieto fine, mentre ha delle svolte noir e introspettive inaspettate.
Nel secondo romanzo, Il volo del destino, in lista di editing presso Le Mezzelane editrice, abbandono completamente i toni rosa, creando personaggi più problematici, con pesanti fardelli emotivi alle spalle, che a volte gli fanno prendere clamorose cantonate.
Non penso di avere una predilezione per determinati personaggi, le personalità e i tratti caratteriali si modellano con l’avanzare della storia. Non credo comunque nelle figure totalmente positive, cerco di rappresentare un tipo di personaggio, funzionale allo svolgimento della storia, che sia il più possibile rappresentativo della realtà che lo circonda e con tutte le contraddizioni, insicurezze, debolezze e manie che s’incontrano nelle persone reali.

 

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Laura Gronchi – Non ho un genere preciso, sono passata da quello sentimentale a quello avventuroso. Il terzo romanzo avrà ancora i toni dell’avventura, mentre il quarto, appena abbozzato, probabilmente sarà di fantascienza.

In tutti comunque vedo come tema conduttore una o più storie sentimentali come sottofondo, che possono diventare il filo conduttore oppure no. Dipende come soffia il vento della fantasia.

 

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Laura Gronchi – Una risma di pergamene d’altri tempi poggiata su uno scrittoio. Un vasetto d’inchiostro e una penna d’oca, accanto. Davanti, vedo una finestra aperta su un meraviglioso paesaggio, verdeggiante e assolato. Dalla finestra mi giunge il profumo di erba bagnata dalla rugiada e di campagna. Accanto a me una fumante cioccolata calda e un bel gattone soriano che fa le fusa.

 

Scintille – Da autrice esordiente parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Laura Gronchi – Diciamo che mi sento ancora molto esordiente e, in quanto tale, non in grado di dare grandi consigli, anzi. L’unica cosa che posso dire a chi vuole intraprendere questa strada per diletto o per mestiere, è di non ragionare troppo su quel che si vuole scrivere ma buttare giù le idee di getto, senza formalizzarsi troppo, senza cercare di scrivere un capolavoro al primo colpo, senza scopiazzare stili di autori amati. Essere se stessi e raccontare con semplicità. In passato era più complicato, ma oggi, con i programmi di scrittura, è tutto molto più facile.

L’aggettivo più giusto si può scegliere anche dopo, l’importante, secondo me, è assecondare la passione del momento e fissarla sulla carta, prima che il pensiero svanisca. I formalismi e, ahimè la punteggiatura, a dopo. E, soprattutto, ci si deve divertire. Se l’avvicinarsi alla tastiera deve far star male per parecchio tempo, forse è meglio imboccare altre strade.
Per quanto riguarda il metodo e la struttura, mi sono ispirata ai romanzi moderni che più mi hanno appassionato negli ultimi anni, poi mi sono riguardata un po’ di analisi dei capolavori di grandi scrittori del passato (soprattutto I promessi sposi che mi è piaciuto tanto rileggere) e mi sono scaricata diversi manuali di scrittura creativa, che a volte danno delle dritte da non sottovalutare. Ma tutto è molto personale, non credo ci sia un metodo standard che valga per tutti a parte perfezionare la propria grammatica, se non è proprio scintillante, e leggere buoni libri, continuare a leggere, sempre, comunque.

 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Laura Gronchi – Volentieri, ecco un estratto dal Capitolo 20 da Il volo del destino.

«Quell’uomo aveva una marcia in più. Se non avesse deciso di mollare la sua laurea alle ortiche, per diventare UPC, l’aeronautica avrebbe perso un grande pilota. Separarlo dai suoi amati apparecchi sarebbe equivalso quasi a ucciderlo. Era nato per volare, l’aria era il suo elemento naturale, vi si trovava a suo agio, come la maggior parte degli uomini sulla terra ferma. Poteva essere assurda un’affermazione simile, ma Sergio pareva capire quelle macchine, con cui aveva una sorta di simbiosi, e loro, paradossalmente, sembravano avvertirlo, rispondendo docili ai comandi, talvolta estremi, che gl’impartiva.

 

Non è difficile avere una marcia in più, il difficile sta nello scoprire il proprio talento e seguirlo. Credo che sia questo il solo vero scopo della vita.»

Grazie di cuore e un saluto a tutt*.


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Laura Gronchi per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini