[Ospiti] – Emozioni di carta | Ilaria Biondi, poetessa e scrittrice incontra i lettori nell’aperitivo letterario di Scintille

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice che è anche poetessa, attiva in moltissimi eventi culturali e letterari, promotrice dei fantastici mondi di carta e inchiostro…

Qui con noi, per l’aperitivo letterario, c’è ILARIA BIONDI!


Chi è Ilaria Biondi?

Ilaria Biondi nasce a Parma nel 1974 e da qualche anno vive di nuovo stabilmente nel piccolo borgo dell’Appennino Parmense dove è cresciuta. Dopo la Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Bologna, consegue presso il medesimo ateneo il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate con una tesi sulla prima traduzione francese dei racconti di E.T.A. Hoffmann. Durante il periodo del Dottorato trascorre lunghi periodi a Parigi, per perfezionare la conoscenza della lingua francese e per lavorare alla sua dissertazione. Attualmente si dedica all’insegnamento, benché a tempo parziale, con incarichi presso la scuola primaria e come titolare di corsi di lingua straniera e di letteratura per adulti. Ama lavorare con i bambini e organizza periodicamente, in forma gratuita e volontaria, letture animate, corsi e laboratori. È stata per alcuni anni lettrice volontaria presso l’Ospedale dei Bambini della sua città.

Si occupa di traduzione letteraria, critica della traduzione, poesia, letteratura al femminile, letteratura fantastica, letteratura di viaggio e letteratura per l’infanzia. Sue aree di interesse predilette sono la letteratura francese ultracontemporaine, la letteratura belga francofona, quella tedesca e inglese dell’Ottocento. Sue traduzioni e suoi contributi sono apparsi su diverse riviste letterarie cartacee, tra cui “Quaderni di Synapsis”, “Quaderni del CeSLiC”, “Comunicare Letteratura”, “Ottocento”, “Experience”, “Leggere Donna”, “Pagine Giovani” e “Future Shock”.

Attualmente collabora con alcuni blog e siti letterari (“Cultura al Femminile”, “Gli Scrittori della Porta Accanto”, “La Stanza di Virginia”, “La Bottega dei Traduttori”, e “Sognaparole Magazine”) con articoli,  recensioni e traduzioni (dal francese all’italiano e nella combinazione inversa).

 


Le pubblicazioni di Ilaria Biondi?

 

Nel 2011 pubblica un volumetto a carattere biografico-critico, Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza (PR, Delta Editrice), incentrato sulla figura dell’autore de Il diavolo in corpo, la cui produzione (soprattutto quella poetica) è per buona parte ancora misconosciuta in Italia.

Nel marzo 2017 pubblica la sua prima silloge poetica, In canti di versi (Edizioni Il Papavero) e nel dicembre dello stesso anno una raccolta di haiku, L’età dell’erba (Fusibilia Libri).

 

 

 

 

 

 

 

 

Sue poesie sono presenti in diverse antologie: Antologia del Premio Letterario «Age Bassi 2003» (2004, Milano, Montedit); Tracce 04. Lo scarto, Antologia della Quarta Biennale di Giovani Artisti e del Primo Premio Letterario per Giovani Autori «Effetto Notte», (2004, Felina (RE), Nuova Tipolito); Veglia. 24 agosto 2016 (2016, Selfpublishing); Caro papà. Le parole non dette, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, Selfpublishing); ChiaroScuro, in collaborazione con “Gli Scrittori della Porta Accanto” (2017, StreetLib).

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Un suo racconto per bambini è inserito nell’antologia Favolando – I colori della diversità (Apollo Edizioni, 2017), di cui è anche co-curatrice e i cui proventi verranno interamente devoluti a un’associazione nazionale che si occupa del sostegno dei bambini ospedalizzati. In collaborazione con la Community “La Bottega dei Traduttori” ha da poco pubblicato la sua traduzione dal francese del breve romanzo di George Sand, Cora.

 

 

 

 

D’imminente pubblicazione il breve racconto per bambini Lettera alle Parole (FaLvision Editore).

 


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Ilaria Biondi – Donna Acquario, affidabile e romantica, con un sogno sempre nuovo nel cassetto e un pizzico di stravaganza fra i capelli. Amo camminare nei sentieri solitari insieme alle foglie e al vento, ballare al ritmo della musica pop, coccolare il mio cane e i miei due gatti, restituire nuova vita a mobili vecchi e malandati, svegliarmi di buon’ora per guardare l’alba (poi infilarmi di nuovo sotto le coperte!)

Sono originaria di un piccolo borgo dell’Appennino Parmense, dove qualche anno fa, dopo avere girovagato un po’ tra Italia e Francia, ho deciso di tornare a vivere stabilmente. Qui sono i miei affetti più cari e le mie radici. In tasca, una Laurea in Lingue e Letterature Straniere e un Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate. Le lingue, la letteratura, la Parola scritta e parlata sono non una semplice passione, ma il mio respiro. Da qualche anno mi dedico di nuovo – con grande gioia – alla traduzione letteraria e all’insegnamento. Mi piace organizzare letture animate, corsi e laboratori creativi per bambini. Collaboro con alcuni blog e siti letterari con la stesura di recensioni e articoli di approfondimento (mi preme citare, in particolare, “Cultura al Femminile”, “Gli Scrittori della Porta Accanto” e “La Bottega dei Traduttori”). Proprio il quotidiano scambio con questa comunità di scrittori e scrittrici emergenti ha fortemente stimolato in me la voglia, alcuni anni fa – dopo un periodo di chiusura e di blocco interiore – di riprendere in mano la penna e di far sgorgare la mia voce.

Non so cosa combinerò nel prossimo futuro, ma so per certo che la mia voce, ora che con dolce prepotenza ha iniziato a fluire, non riuscirà più a stare zitta…

 

Scintille – Che rapporto hai con la poesia? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Ilaria Biondi – Sono un’onnivora e curiosa esploratrice della Parola altrui. Il mio rapporto con la poesia è pertanto, anzitutto, un rapporto in qualità di lettrice. Un bisogno, una sete inesausta, una consolazione luminosa, un rituale quotidiano al quale non posso e non voglio rinunciare.

Quanto ai miei tentativi di scriverne, la Poesia rappresenta un’urgenza che germoglia nelle pieghe dell’anima, sfarfalla dentro ai pensieri e preme per librarsi in volo, posandosi sulla pagina bianca. Un necessario scivolare fuori dal guscio del proprio io per meglio rituffarsi in sé, nelle acque d’ombra e di caos che fluttuano dentro. Un auto-esilio nel sé più profondo che è, al contempo, un proiettarsi Altrove. Un tentativo di ricomporre i frammenti di un puzzle scomposto, con la consapevolezza (e forse anche la nascosta speranza) che quel mosaico rimanga in realtà per sempre disordinato, un po’ spettinato, e che il viaggio di scoperta – dentro e fuori  – non abbia mai fine. Perché, come ci ricorda Baudelaire,

[…] i veri viaggiatori partono per partire e basta (…) I loro desideri hanno la forma delle nuvole.”

La poesia è, per me, parola che fa emergere il silenzio. Perché solo nel silenzio il mistero che ci abita e che abita l’essere in cui siamo immersi, può venire alla luce, anche solo per la durata di un istante. Ma un istante che ha il sapore spumoso dell’eternità. È una zona d’ombra impalpabile, uno spazio segreto che dà voce al mio bisogno di ascoltare e di ascoltarmi.

 

Scintille – Parlaci della tua produzione poetica. Hai pubblicato qualche silloge? Ce ne vuoi parlare?

Ilaria Biondi – Negli anni ho accumulato tanti fogli sparsi, sui quali imprimevo – rigorosamente a penna – pensieri e versi. Quest’accozzaglia di carta e inchiostro rappresenta in qualche modo il nucleo originario, il sostrato “archeologico” della mia prima silloge, “In canti di versi”, una raccolta di quarantatre brevi componimenti pubblicata nel marzo del 2017, con Edizioni Il Papavero.  Un piccolo libro al quale sono molto legata non solo perché è, come lo definisce la cara amica poetessa e scrittrice Monica Borettini (che ne ha firmato la prefazione), il mio primo figlio di carta, ma anche perché rappresenta il momento d’arrivo (e di nuova partenza) di un sofferto e al contempo luminoso percorso di crescita interiore, di cambiamento, di Rinascita (da cui la scelta di citare in esergo alcuni versi da una poesia che mi è molto cara, Rinascere di Antonia Pozzi).

Nel dicembre del 2017 esce la mia seconda silloge, “L’età dell’erba” (Fusibilia Libri), che ha una filiazione profonda con la prima, perché fa convergere, sintetizza, “concentra” nella rigorosa geometria dello haiku due elementi-principe ravvisabili già in “In canti di versi”: il canto stupito dell’io di fronte alla meraviglia nascosta della Natura e l’asciuttezza, la brevità del verso, forma stilistica che prediligo e che più mi è congeniale.   

Scintille – Come componi? Cosa ti ispira? In che modo nasce il processo creativo?

Ilaria Biondi – Non c’è una regola precisa, né una “ricetta segreta”. Può capitare che una suggestione, un’emozione, una sensazione, un’immagine comincino a girarmi attorno, a corteggiarmi, in attesa di essere afferrati, colti prima che tornino ad abitare il silenzio, ad essere inghiottiti dal nulla da cui sono emersi, come da uno squarcio nascosto. Non c’è un momento o un luogo privilegiato affinché questo avvenga (benché l’immersione fisica nella Natura abbia per me un ruolo speciale), né una cadenza preordinata. Tutto può essere catalizzatore di questo misterioso e insondabile cortocircuito. Questo tumulto – spesso improvviso e inatteso – che mi invade, necessita però poi di trovare una veste che gli dia forma e consistenza di parole. Ed è solo nella quiete e nel silenzioso raccoglimento delle mie stanze che il verso comincia ad adagiarsi sulla pagina bianca, catturando nelle fattezze leggere dell’inchiostro un po’ di quell’imprendibile soffio che aleggia attorno, sopra, dentro, chiedendo di essere accolto e ascoltato. 

Il mio non è un procedere per accumulazione e aggiunta, quanto invece per spoliazione, fino a raggiungere la massima concentrazione, in una costante tensione verso l’essenza.

Scintille – In generale, quali tematiche affronti e in che modo?

Ilaria Biondi – Un tema di predilezione è anzitutto la memoria della mia terra, intesa come ricordo personale ma anche come condivisione collettiva di un patrimonio di tradizioni storiche e culturali, che affondano le radici in una dimensione mitico-fiabesca (con la quale ho sempre sentito un rapporto di profonda vicinanza, grazie alla capacità affabulatoria delle mie nonne). 

Questo Spazio al quale faccio riferimento, che ha una sua corporeità ben definita, ma che è anche luogo e paesaggio dell’anima, è l’Appennino nel quale sono cresciuta e nel quale ho scelto di tornare a vivere per sempre. Una Natura dimessa, contraddistinta dalla semplicità austera e da una selvatichezza umile, un paesaggio minuscolo ma che ha una sua bellezza e solennità celate. Un universo di piccole cose, in cui si percepisce il respiro dell’Infinito.

Una Natura pullulante che è referente costante dell’io, dei suoi palpiti e ondeggiamenti interiori, rispecchiamento e metafora di quel complesso fiore che è l’animo femminile, con le sue ferite, le sue ombre, le sue purezze, i suoi slanci stupiti, sensuali e innamorati.

Scintille – Se dovessi definire la tua produzione poetica, con quali colore, immagine, profumo o suono la descriveresti?

Ilaria Biondi – Ha il colore delle foglie umide che ricoprono in novembre i sentieri di montagna, il profumo pudico e stordente del lillà, che annuncia l’esplosione della primavera, il suono silenzioso e casto della neve di febbraio e il sorriso di grano delle lucciole, che punteggiano i campi nel tepore di giugno.

Scintille – C’è qualche autore a cui ti ispiri? Puoi dirti un titolo che in qualche modo ti ha segnato/folgorato sulla strada della poesia?

Ilaria Biondi – Più che di ispirazione (termine che ingenera in me una sorta di timore reverenziale) preferisco parlare di affinità, ascolto, accoglimento della Parola di poeti del passato e della contemporaneità che ho amato e amo frequentare, con assiduità costante. Parole amiche, che entrano dentro e attraversano, e forse lasciano una scia dietro di sé, conficcandosi dolcemente nella nostra anima. Sono tanti i nomi, di poeti e poetesse. Tante le “sillabe che ballano nell’orecchio”. Ma volendo fare una scelta e indicare un titolo che riveste per me un significato molto particolare, ribadisco un titolo precedentemente citato, Rinascere di Antonia Pozzi. Mi piace pensare che il mio incontro con questa poesia (e più in generale con l’opera della poetessa milanese prematuramente e tragicamente scomparsa), che ha coinciso con una fase personale di fragile forza, di ombre e luci, di svuotamento e di rinnovata energia, non sia avvenuto per caso.

Scintille – Nel panorama letterario e editoriale italiano per un poeta è sempre più difficile trovare posto in case editrici free. Puoi parlarci del cammino fatto fin qui e di come sei arrivato a pubblicazione? Hai consigli da dare a colleghi e/o aspiranti poeti? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Ilaria Biondi – Il problema di trovare ascolto e accoglienza presso case editrici serie, non a pagamento è ancora più arduo per chi è un emergente che si occupa di poesia, un genere da sempre negletto e marginalizzato, che trova riscontro presso un lettorato ristretto, il che, espresso in numeri – non dimentichiamo che l’editoria non può prescindere da essi – si traduce in vendite piuttosto esigue.

Non me la sento di dare consigli, non ho affatto un’esperienza di lungo corso, io stessa sto cercando di capire come muovermi al meglio in questo mondo che fino a qualche anno mi era per gran parte sconosciuto.

Posso solo raccontare, con estrema semplicità e modestia, quali sono state le mie scelte.

Nel selezionare le case editrici alle quali sottoporre i miei manoscritti, ho cercato di fare un’attenta valutazione, escludendo a priori quelle che richiedono un contributo da parte dell’autore. Credo sia fondamentale informarsi scrupolosamente, sia interpellando persone che hanno un’esperienza pregressa nel settore, che aiutandosi con siti e forum presenti in rete.

È fondamentale essere anche consapevoli dell’impegno e della pazienza che questo percorso implica: le piccole e medie case editrici hanno risorse molto limitate rispetto ai grandi colossi dell’editoria, perciò mediamente i tempi di risposta sono di alcuni mesi e anche una volta firmato il contratto per la pubblicazione dell’opera i tempi di realizzazione possono allungarsi rispetto alla pianificazione iniziale. Se però l’editore al quale ci siamo rivolti è serio e preparato e fa il suo lavoro con onestà intellettuale, non ci si deve scoraggiare e si deve continuare a perseguire il proprio obiettivo con tenacia e determinazione.

Personalmente mi ritengo molto fortunata perché entrambe le editore con le quali collaboro (Donatella De Bartolomeis di Edizioni Il Papavero e Dona Amati di Fusibilia Libri) sono due persone speciali, umanamente e professionalmente parlando, che mi hanno dato fiducia e mi hanno permesso di crescere. A loro vanno la mia sincera gratitudine e la mia stima profonda.

La mia riconoscenza e il mio affetto vanno anche alle scrittrici Emma Fenu e Monica Borettini, che per prime hanno creduto in me e che con generosità disinteressata mi hanno supportata, consigliata e incoraggiata a “spiccare il volo”.

In breve dunque, è essenziale incontrare persone motivate, corrette e coscienziose, e spendersi molto, senza risparmiarsi, in ogni fase del processo: la stesura, la pubblicazione, ma anche dopo, quando il libro è concretamente nelle nostre mani. Non dimentichiamo che la divulgazione dellopera è non meno impegnativa (ma altrettanto esaltante e nutriente) della creazione.

Crederci, con devozione e fedeltà verso se stessi e ciò che si scrive.

Essere animati da una curiosità sempre nuova, non smettere di voler imparare e maturare, senza la presunzione di credersi “arrivati”.   

Scintille – Domanda lampo sui concorsi letterari, che per la poesia sono moltissimi. Tu che ne pensi?

Ilaria Biondi – Devo confessare – e questo è un mio limite, ne sono consapevole – che non amo molto partecipare ai concorsi, per una sorta di pigrizia che solo lentamente sto imparando a vincere. Purché seri e onesti (e ce ne sono tanti ascrivibili a questa categoria), i concorsi possono rappresentare un’occasione importante, di incontro e di scambio, oltre ad essere una preziosa opportunità per fare conoscere la propria voce al di fuori della cerchia ristretta alla quale si appartiene. 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratta una delle tue sillogi.

Ilaria Biondi – Un augurio di guardare al mondo con occhi colmi di grazia segreta, facendo lievitare in sé la gioia segreta della Parola.

Permettimi cara Loriana, per par condicio, di fare una citazione doppia:

 

«E per muti sentieri assonnati

so aspettare

un mattino fecondo.»

(da La fedeltà della pietra, “In canti di versi”, Edizioni Il Papavero)

***

«Polvere chiara-

profumo di limoni

feconda l’aria.»

(“L’età dell’erba. Haiku”, Fusibilia Libri)

 

In chiusura di chiacchierata, ci tengo a ringraziarti di cuore, cara Loriana, per la generosa accoglienza sul tuo blog, per lo spazio e il tempo che mi hai concesso! 🙂

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Ilaria Biondi per averci raggiunto nel Salotto Letterario e per la bella chiacchierata.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini



VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

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[Ospiti] – Ironia e sensibilità, la penna fatata di Barbara Solinas | Aperitivo letterario con l’Autrice

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice affermata per gli incontri di aperitivo letterario.

BARBARA SOLINAS ha talento, ironia e nei suoi romanzi offre un mix speciale di emozione e sorrisi…  E ve lo posso assicurare, la sottoscritta è stata travolta dallo stile di Barbara tanto che ha letto di fila tutti i suoi romanzi! 🙂

Sono quindi felice di presentarvela e onorata di averla qui nel mio piccolo Salotto letterario… ;.)

Pronti a scoprire tanto di lei? Via!

 


Chi è Barbara Solinas?

Barbara Solinas è nata in un’alba fredda e nevosa di gennaio. Di quanto fosse fredda e nevosa, nei ricordi dei suoi genitori, il racconto si arricchisce di anno in anno e pare certo che solo per un caso non sia nata in un igloo di fortuna approntato in piazza, a Varese. Da questo inizio discendono due cose: ama follemente la neve; ama anche di più il mare, le spiagge calde e stare al sole; vive, è evidente, di contraddizioni. Lavora, è una mamma, osserva, si appassiona e ha una convinzione: tutto cambia, sempre, anche quando non vorremmo. Nella vita di tutti i giorni corro tra casa, ufficio e altre cose. Quando si ferma e respira, scrive. Un giorno andrà a vivere al mare. (presentazione tratta dalla sua pagina autrice nel sito Emma Books)


Le pubblicazioni di Barbara Solinas?

 

Il caso Tricot  (ediz. EmmaBooks)

Rosa Cipria è un commissario con un nome bizzarro, una sensibilità unica e un hobby… singolare. Dopo la morte dell’ingegner Netti, lei e la sua squadra dovranno avviare le indagini partendo da due indizi: una busta écru con un biglietto e una rosa lavorata a maglia. Si apre così il caso Tricot, e per risolverlo il commissario dovrà vedersela con il mistero di un libro inedito, il mal d’amore di una scrittrice, la sorellanza di tre amiche, il tricot e un’insolita quanto fatale passione per la lettura.
Barbara Solinas esordisce nel genere giallo-rosa e ci regala un personaggio originale che vi conquisterà. Come la sua penna.

 

Non avrai il mio shampoo

(ediz. EmmaBooks)

ACQUISTALO QUI

Svegan, ricette d’amor vegano con una storia intorno (ediz. EmmaBooks)

Cibo e amore vanno spesso di pari passo. Molte storie nascono a tavola o a tavola trovano il loro compimento. Cucinare è quindi un atto d’amore che può, in certi casi, diventare una vera e propria dichiarazione. Ma cosa succede se invece è proprio il cibo a scavare un solco di incompatibilità tra due persone che si piacciono? Come si riconcilia una storia che doveva nascere su un brasato e invece sembra naufragare nel tofu? Cucinando, ovvio! Nasce così il primo ricettario vegano con una storia d’amore intorno. Attraverso i sapori semplici della tradizione e quelli speziati tutti da scoprire, i due protagonisti impareranno a conoscersi, ad avere più cura di sé e a pensare al cibo in modo più consapevole. Aiutati da un narratore serissimo e da sei menù originali, il racconto è un viaggio che si snoda tra diffidenze, pregiudizi, curiosità, passione e divertimento; un vademecum per orientarsi nell’imprevedibile mondo dei vegani radicali e di quelli semplici (Svegan, appunto); per imparare a gestire un ospite vegano e, perché no, per imparare ad amare.


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Barbara Solinas – Sono un pesce fuor d’acqua, in tutti i sensi. La mia passione è il mare ma abito, da molti anni, a Milano; sogno fortissimamente che un giorno la scrittura sarà il mio lavoro, ma faccio l’impiegata; amo il silenzio e sono sempre in mezzo al caos; Milano la odio e la amo a giorni alterni; lavoro in una grande multinazionale di servizi HR, gestisco i grandi clienti soprattutto del settore moda, ma amo le sneakers, gli abiti comodi e il no-logo; ho 49 anni e un figlio di 7.

Fin qui ho avuto una vita intensa, ricca di cambiamenti, di curve improvvise e tratti accidentati. Per me tutte le strade devono necessariamente portare al mare, per cui sono certa che prima o poi è al mare che tornerò. Finalmente potrò essere un pesce nell’acqua e allora sì, mi divertirò moltissimo.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Barbara Solinas – Con la scrittura ho un rapporto molto profondo da sempre. Imparare a scrivere, alle elementari, era un obiettivo preciso: avrei potuto finalmente avere un quaderno su cui scrivere le storie che già inventavo, ma che dovevo necessariamente tenere a mente.

È una lunghissima storia d’amore quella tra la scrittura e me, siamo cresciute insieme. Scrivere è passione e necessità: scrivo per passione, scrivo perché senza farlo non sto bene. Mi viene la gastrite se non posso scrivere, mi trema l’occhio sinistro, secondo me divento anche più bassa di qualche centimetro e più grassa di qualche kg, se non scrivo e di certo divento molto antipatica. Scrivendo comunico prima di tutto con me, mi racconto qualcosa che mi sta a cuore, ragiono su temi che mi interessano, do forma alle emozioni che mi attraversano ogni giorno. Poiché sono una persona comune, immagino che ciò che colpisce me possa colpire anche le altre persone e che possano trovare pezzettini di sé in ciò che scrivo. Più che comunicazione di qualcosa, mi piace pensare alla mia scrittura come condivisione.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Barbara Solinas – Sono ancora, e forse ci starò sempre, in una fase sperimentale. Ho scritto una biografia per parlare di diversità; un libro di ricette con un romanzo intorno, per parlare di cucina vegana; ho raccontato di un atelier speciale per condividere sogni, ho sperimentato il giallo per raccontare la fine di un amore, la violenza sulle donne che ha molte facce.

Come dicevo, mi piace raccontare ciò che mi sta a cuore o mi colpisce in qualche modo e ogni tema ha bisogno di un suo genere. La mia tematica di fondo preferita è comunque il cambiamento: a volte voluto, altre subito, altre ancora sorprendente.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Barbara Solinas – I miei personaggi sono persone che conosco, ho conosciuto, potrei senz’altro conoscere, o che potresti conoscere tu. Questo per dire che li cerco in ciò che osservo più che nella mia fantasia. Forse per questo i miei personaggi hanno generalmente più di 40 anni, vite complesse e parecchie contraddizioni: vivono nel mio mondo. Ogni personaggio però ha anche una briciola di magia, una connotazione poetica. Come ognuno di noi, del resto 😉

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Barbara Solinas – Le storie delle persone che incontro o che mi piacerebbe incontrare. Storie di vita, comunque. A parte quelle che invento per mio figlio, credo non riuscirei a scrivere favole o fantasy. Per il momento almeno.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Barbara Solinas – Immagina il mare, immagina le sue infinite sfumature, come cambia a seconda del cielo, della spiaggia su cui si rompe; il profumo di salsedine e vento, il rumore delle onde in certe giornate di vento teso o quello dolce, leggero, che fa in certe notti di bonaccia. Ecco

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Barbara Solinas – Ahhahahaha, scusa, è una risata sincera. Non riesco ancora a vedermi come esordiente, figurati come emergente (anche se con il mare emergere ci sta benissimo).

Sono una persona che ha avuto una possibilità, l’ha accolta a braccia aperte e lavora con impegno perché la possibilità resti e non svanisca nei molti “avrei potuto, ma poi…”. A imboccare la strada della scrittura pubblicata mi ha aiutata una cara amica, lei fa la scrittrice sul serio, non a tempo perso come me. Ci siamo conosciute prima virtualmente, poi di persona. Mi ha incoraggiata molto, lo fa tutt’ora. È la mia coscienza di narratore, la mia fata turchina, ma meno bacchettona e molto più simpatica.

Comunque, per come la vedo io, scrivere è soprattutto una questione di onestà con se stessi: se sei veramente, ma veramente, convinto di avere qualcosa da raccontare e di saperlo fare, lanciati, scrivi. Per saperlo fare, leggi molto, esercitati tantissimo, non accontentarti mai, soprattutto non compiacerti né mentre scrivi, né dopo. Scrivere richiede grande umiltà, disponibilità ad ascoltare se stessi e gli altri, è un mettersi a servizio. Punta su ciò che ami, ma più di tutto non scrivere mai di cose che non hai superato, rielaborato e messo nella giusta prospettiva. Per scrivere bisogna prendere la giusta distanza da ciò che si scrive, altrimenti non funziona.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Barbara Solinas –  Autocitarmi no dai, è proprio lontano da me.

Così auguro ai lettori, non solo ai miei, di trovare sempre nuove storie che siano d’ispirazione e di leggere con la stessa passione tutto ciò che li circonda e ciò che hanno dentro di loro…


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Barbara Solinas per averci raggiunto nel Salotto Letterario e averci contagiato con la sua personalità vibrante.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI LE SUE PUBBLICAZIONI…

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Il suo profilo sulla pagina dell’Editore Emma Books –> link

[Ospiti] – Un Bloody Mary con Annalisa Rizzi | Aperitivo letterario tra horror e crime

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita una scrittrice giovane e talentuosa. Qui con noi, per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario, c’è ANNALISA RIZZI, autrice Arpeggio Libero ma non solo… anche molto altro!

Scopriamola qui in questa bella intervista…


Chi è Annalisa Rizzi?

Nasco a Taranto nel 1979. Cresciuta sul mare a pane e inchiostro, comincio a scrivere sin da bambina.

Appena adolescente, partecipo al concorso locale di poesia Il chiostro per due anni consecutivi, e vedo le mie opere pubblicate nelle antologie che ne seguono.

Nel 2001 mi arruolo nella Marina Militare, diventando una delle prime donne ad indossare con orgoglio il grado di Maresciallo. Non lascio mai cadere la penna, però: immagino che siano state anche le esperienze in ambito militare a consentirmi di arricchire il mio bagaglio culturale e la mia scrittura.

Nel 2013 Stampasud, il giornale online di Capitanata, si accorge di me e pubblica alcune mie liriche sotto lo pseudonimo di Lisablu.

Nello stesso periodo scopro le piattaforme di scrittura interattiva e, assieme ad altri autori, nel 2014 partecipo per due volte consecutive al concorso indetto da 20lines e Fabbri Editore per il periodico Scrivere, ottenendo la pubblicazione di entrambi i racconti vincitori all’interno di un inserto speciale. Si tratta di un anno particolarmente fortunato: partecipo anche al Magla X Writers, contest nazionale indetto da Magla – l’isola del libro, con il patrocinio di Arpeggio Libero Editore. Il mio racconto La sbavatura si classifica al primo posto e viene pubblicato sull’antologia Attraversami.

Nel 2015 il mio racconto Mia per sempre ottiene la menzione speciale nel concorso letterario nazionale Ispirare la fantasia, promosso dal web-journal Il piacere di scrivere.

Nello stesso anno approfitto del riposo obbligato a causa di un bel pancione, e scrivo Heim – il naufrago senza passato, il mio romanzo d’esordio pubblicato nel 2016 da Arpeggio Libero Editore.

Nel 2017 pubblico E. S. P., un racconto gratuito disponibile su Amazon, e partecipo quale membro della giuria di qualità al concorso letterario Fiori di Vite, in occasione dell’omonimo festival di Crocetta del Montello (TV). Inoltre, una mia novella viene selezionata dal gruppo editoriale Quadratum per la pubblicazione su una testata a tiratura nazionale. Sempre nel 2017 prende il via la collaborazione tra la piattaforma di pubblicazione Pubme e Righe Gemelle, la coppia editoriale formata con la collega Federica Gaspari: nascono così le collane no eap Crime Line e Dark Twin.

Attualmente vivo, scrivo e sogno nella provincia ionica assieme a mio marito e alle nostre tre bambine.


Le pubblicazioni di Annalisa Rizzi?

Heim, il naufrago senza passato [edizioni Arpeggio Libero]

In una notte d’autunno, gli abitanti di un’isola di pescatori si svegliano nella confusione. Un misterioso vascello si è arenato a pochi metri dalla battigia e gli isolani accorrono per portare il proprio aiuto ai naufraghi, ma la nave ben presto si rivela essere spettrale e deserta. Eleanor, giovane e malinconica moglie dello spietato prefetto Filippo, è l’unica a non esserne intimorita. Nell’oscurità, poco lontano dal veliero, trova in condizioni disperate quello che presumibilmente è l’unico superstite del naufragio, e decide di accompagnarlo in segreto alla Casa del Fanciullo. Lì suor Novella e i coniugi Biagio ed Estella si prenderanno cura di lui e gli offriranno un nuovo inizio. Ma chi è quest’uomo senza nome e senza memoria? Cosa significano i continui flashback che gli dilaniano la mente? Un incredibile mistero durato più di duecento anni sta finalmente per essere svelato, ad un prezzo terribilmente alto.

 

E.S.P.

Una bambina, un uomo disperato. Attorno a loro, un mistero che aspetta di essere svelato. Dopo la morte di Mara, Andrea decide di trasferirsi in un minuscolo paese di mare assieme a sua figlia Bea, nella speranza che l’allontanamento da una casa pregna di ricordi possa aiutare la piccola a superare il dolore. L’incontro con un bambino della stessa età di Bea e con la sua anziana nonna, però, stravolgerà profondamente le loro vite. Cos’è accaduto trentaquattro anni prima? Chi è davvero Tony, e perché riesce a comunicare in una maniera tanto sorprendende?

 


 

Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Annalisa Rizzi Ciao Loriana! Sono mille e una e ne faccio mille e due. Mi si può velocemente riassumere in “mamma, moglie, ex Maresciallo della Marina Militare, impiegata statale, editor, scrittrice, talent scout”… insomma, ho tante sfaccettature ed è difficile catalogarmi, ma se dobbiamo concentrarci sul campo editoriale al momento quella che mi dà più soddisfazioni è l’identità di codirettrice delle collane Crime Line (link) e Dark Twin (link), incarico che svolgo assieme alla mia amica/collega Federica Gaspari. 

Riguardo al cosa combinerò… beh, chi può dirlo? 🙂

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Annalisa Rizzi Beh, ho cominciato a scrivere alle elementari e da allora non mi sono mai fermata. In realtà non so spiegare cosa sia per me la scrittura: è talmente radicata in me che, se per qualche motivo non potessi più farlo, perderei il concetto di quello che sono. Non ho neanche ben chiaro se si tratti del bisogno di comunicare qualcosa, o se invece sia puramente una necessità d’esprimersi.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Annalisa Rizzi – È  facile che nelle mie pubblicazioni vi imbattiate nella sopraffazione dei più deboli, siano essi bambini indifesi o donne che lottano per emanciparsi. Cerco di analizzare i motivi che portano un carnefice a comportarsi in un certo modo, e di far immedesimare il lettore nella sofferenza che determinate azioni provocano. Voglio cercare di far vivere l’ingiustizia sulla pelle di chi segue la storia, provocare un moto di sdegno per sensibilizzare il più possibile.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Annalisa Rizzi Spero il più credibili possibile! Scherzi a parte, non ho una preferenza per un certo tipo di caratterizzazione. Anche nei racconti mi piace inventare personaggi sempre diversi: credo sia un modo abbastanza valido per sperimentare, perché calarsi nei panni dei personaggi più disparati non è semplice.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Annalisa Rizzi Quelle che riescono a sorprendere.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Annalisa Rizzi Partiamo da un colore: blu. Proseguiamo con un sapore: sale. Chiudiamo con un suono: onde sulla rena. A questo punto, l’immagine che vorrei suggerirvi l’avrete già ben chiara: siate i benvenuti nel mio mondo marinaresco.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Annalisa Rizzi Da quando ho cominciato a scrivere di strada ne ho fatta parecchia: prima come autrice e, a seguire, come editor. Si è trattato di un misto di costanza, audacia e fortuna. Forse mi sono semplicemente trovata nel posto giusto al momento giusto e sono riuscita a sfruttare le occasioni che mi si paravano davanti. Non ho dei veri consigli da dare, perché ognuno di noi compie un percorso ben diverso, ma qualche regola credo che sia universale:

  • primo, provateci. Non lasciate mai nulla d’intentato. Non fatevi scoraggiare dal pessimismo, perché non è vero che le cose belle capitano sempre e solo agli altri.
  • Secondo, siate umili. Accettate le critiche costruttive e usatele a vostro vantaggio. Non temete di sbagliare, perché gli errori servono a crescere. Il talento da solo non è sufficiente, bisogna coltivarlo con la pratica.
  • Terzo, non svilite il vostro lavoro. Non pagate per pubblicare e non fatevi affascinare da promesse false e vuote. Siate accorti.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Annalisa Rizzi – Certo, eccolo qui!

«Finalmente siamo arrivati.» Disse lui sorridendole.

Lei lo guardò accigliata. «No, non è vero. Nella vita non si è mai davvero arrivati.»

Andrea sospirò.

Si guardò le mani che stringevano ancora il volante, senza dire nulla. Poi si riscosse. «Hai ragione» le rispose «ma,

dopotutto, da qualche parte si deve pur cominciare.» [tratto da E.S.P.]

 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Annalisa Rizzi per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI LE SUE PUBBLICAZIONI…

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HEIM

ESP

 

 

link collana Dark Twin –> https://collanadarktwin.wixsite.com/darktwin

 

link collana Crime Line –> https://collanacrimeline.wixsite.com/crimeline

 

 

[Ospiti] – Uno Spritz con… Vanessa Sacco | l’Aperitivo letterario di Scintille tra creatività e emozione

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un’autrice esordiente per la ormai consueta pausa dell’aperitivo letterario.

Ha da poco pubblicato il suo romanzo «Amorevoli asimmetrie» che è fra i primi nella classifica vendita della casa editrice Le Mezzelane. Lei è VANESSA SACCO, poliedrica, spumeggiante, piena di vena creativa e artistica. Scorpiamola in questa bella intervista…


Chi è Vanessa Sacco?

Sono nata a Catanzaro nel 1973 ma vivo a Roma, dove ho lavorato come attrice a teatro.

Ora insegno.

I libri pubblicati sono: «Il viaggio di Joëlle» (Roundrobin edizioni) e «Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti» (Le Mezzelane edizioni)

 


Le pubblicazioni di Vanessa Sacco?

«Il viaggio di Joëlle» (Roundrobin edizioni)

La promessa di un viaggio è sempre la speranza di una rinascita. Non serve andare troppo lontano. Per riscoprirsi a volte basta solo staccarsi un po’ da sé stessi. Due donne e un uomo, estranei l’uno all’altro eppure indissolubilmente legati, incroceranno i loro destini sulle orme di un padre fantastico da chi odiato, da chi sognato, da chi semplicemente amato come Natura vuole che il figlio ami il padre in giro fra la vecchia Europa e i sogni che non hanno confini. Solo così rinasceranno una seconda volta. Solo così saranno liberi.

 

L’ambizioso Lio si imbatte per caso nel problematico Sam, in preda a una crisi di nervi davanti a un cartellone pubblicitario raffigurante una donna col collo tagliato. Nasce così una conoscenza che catturerà Lio al punto da portarlo a disegnare gli incubi, le allucinazioni e tutti gli strani disturbi psichici del suo nuovo amico e a credere di poterne addirittura ricavare un fumetto. Allo scopo però di realizzare il suo sogno Lio dovrà prima riuscire a svelare i segreti che l’amico ha custodito per quasi trent’anni, per appropriarsi del suo vasto mondo immaginifico. Lio si imbatterà così nel personaggio di Luna, fanciulla amata e mai dimenticata dal suo bizzarro amico e sarà catturato dalla storia di Nemo Gareffi, padre di Sam, venuto a mancare prematuramente. Lio dovrà fare i conti anche con i propri fantasmi: il compromesso mal digerito di trasferirsi dalla sua rampante Milano in una sperduta località del sud per obblighi morali verso suo padre; una relazione ancora non dichiaratamente naufragata con la propria compagna; un’identità di genere mai pienamente accettata; la propria onestà intellettuale vanificata dall’entrata in scena del subdolo direttore editoriale di una nota testata fumettistica. In un epilogo imprevisto, le parti finiranno per capovolgersi: l’approfittatore si ridurrà a tramite inevitabile per la rinascita dell’ignara vittima; il mentecatto da usare asservirà sempre più il proprio aguzzino, trovando nel suo aiuto interessato la via per la verità.


Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Vanessa Sacco Sono una donna complicata che ha voglia di semplicità, vivo più di immaginazione che di concretezza, credo nell’ironia e nella fortuna sfacciata. Il mio motto è: vorrei ma… ora non mi va.   Sono nata a Catanzaro ma vivo “ancora” a Roma. Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere ma adoro la mia lingua come nessun’altra. Per diversi anni ho coltivato il sogno della recitazione, ora insegno.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Vanessa Sacco Per me la scrittura è come la recitazione: mi fa indossare i pani di qualcun’altro. Non è, ahimè, puro divertimento ma fatica fisica e mentale, e poi esaltazione e poi di nuovo buio e maledizione. Un po’ come un giro sulle montagne russe. Quello che comunico è ciò che comunicherebbero i miei personaggi se fossero reali; probabilmente vi si cela qualcosa di me, ma solo la psicanalisi, forse, riuscirebbe a svelarlo. 

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi che presto saranno pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo?

Vanessa Sacco Finora ho pubblicato due romanzi: ll viaggio di Joelle (Roundrobin editrice) e Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti con Le Mezzelane.

Il primo romanzo è molto femminile, intimista, dalle atmosfere malinconiche. Ho cominciato a scriverlo quando mi sono trasferita a Roma, e quindi forse ha risentito nello stile di questo distacco dalla mia vita precedente di figlia che vive ancora in famiglia. Anche qui ho cercato di calarmi nei panni di qualcuno che ha vissuto esperienze molto distanti dalle mie; spero di esserci riuscita.È un romanzo sulla libertà: dai pregiudizi degli altri e dalle limitazioni senza senso che ci poniamo ogni giorno. Il viaggio di cui parla il titolo è in realtà più concettuale che reale.

Con il mio secondo romanzo desideravo affrontare una narrazione meno contratta, di più ampio respiro, e soprattutto volevo assumere il punto di vista di un uomo, infatti i protagonisti sono maschi. Anche questo è un romanzo sull’identità, sessuale ma non solo, ed è più caustico, più cinico, forse più adulto nel senso più brutto del termine ma anche più ironico e spumeggiante. In entrambi ci sono riferimenti a due mie esperienze di vita che probabilmente mi hanno molto segnata se sento il bisogno – anche nel mio terzo romanzo, tuttora in lavorazione –  di farvi riferimento: lo scoutismo e il teatro.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Vanessa Sacco – I protagonisti dei miei romanzi sono romanzeschi, nel senso che sono verosimili nel senso più ampio del termine (non hanno le antenne e non sono blu) ma sono squisitamente personaggi, non persone, come in ogni altro prodotto artistico (un musical o un cartone animato).  

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Vanessa Sacco Mi piacciono le storie dove ci sia un pizzico di magia, di follia, dove la fantasia porti il lettore lontano, verso altri modi possibili di interpretare la realtà. 

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Vanessa Sacco I colori sono tanti, un’immagine che mi viene immediatamente alla mente è un fuoco d’artificio, il profumo è quello dei cornetti e del pane appena sfornati e i suoni quelli di un complesso di musica jazz

Scintille – Da autore emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Vanessa Sacco Credo che farebbe bene essere molto intransigenti con se stessi, proprio perché il panorama dell’editoria è saturo e chi non ha santi in Paradiso non può che puntare sulla qualità del proprio lavoro. Poi un po’ di tenacia nel proporsi e di umiltà nell’accettare le porte chiuse, che però non devono fermare la propria corsa, se si crede di valere qualcosa e di meritare un’altra possibilità.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Vanessa Sacco – Con molto piacere, saluto te e tutti i lettori con questa citazione:

«I pensieri sono solo pensieri, basta non farli e spariscono; basta disegnarli, colorarli, inglobarli in uno storyboard assurdo e ironico e non sono più incubi ma tortuosi svaghi della mente, gotiche divagazioni della logica per prendere in giro la vita.» 


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Vanessa per averci raggiunto nel Salotto Letterario.

Salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille, tanti altri autori emergenti italiani, tanta buona letteratura…

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? ECCO QUI IL LINK DOVE POTETE SERGUIRLA…

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Vanessa Sacco – contatti ->  https://www.facebook.com/vanessa.sacco.10

LE SUE PUBBLICAZIONI

  •  Il viaggio di Joëlle (roundrobin ed)  –> LINK
  • Amorevoli Asimmetrie – l’arte di fuggire ancor prima di essere inseguiti (Le Mezzelane c.ed.) –> LINK