[letti per voi] – Ultimo accesso alle…, Silvia Devitofrancesco

copertina devitofrancesco

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Sinossi

Perché il soggetto x, pur essendosi collegato, non ha contattato il soggetto y?
L’avvento dei social network ha rivoluzionato le esistenze umane.
Quanto incidono sul nostro modo di essere e di rapportarci con gli altri?
La verità è una sola: non si riesce a vivere disconnessi. Si avverte costantemente il bisogno di comunicare con l’esterno, d’informare i propri contatti, di sentirsi parte di un gruppo.
Scopo di questo libretto è mostrare in maniera ironica – attraverso dodici immaginarie conversazioni su Whatsapp – quanto la nostra esistenza sia sempre più legata al virtuale.
Un’opera dallo stile semplice e ironico nella quale l’autrice accompagna il lettore in un viaggio attraverso i meandri dell’universo denominato “Whatsapp”, quasi sfidandolo a riconoscersi in espressioni e situazioni tipiche.
Completa il testo un simpatico test del quale protagonista è il lettore.


La mia recensione

Veste inedita per l’autrice, la giovane Silvia Devitofrancesco, che si cimenta in un testo ironico e divertente, realizzando dialoghi scoppiettanti e che si muove sicura su questo insolito registro narrativo.

Una bella scoperta.

Il volume è interessante e ho apprezzato anche la prefazione e il test finale.

Interessante anche la scelta dell’argomento: come il poter comunicare, grazie alle nuove tecnologie, nello specifico il famigerato WhatsApp, non sia in grado di realizzare un vero dialogo, se il soggetto “x” non vuole instaurare un vero dialogo con il soggetto “y”. 😛

Istantanee anche un po’ al vetriolo dell’Italia virtuale, con le sue luce e le sue ombre.

Loriana Lucciarini

Un’antologia contro la violenza sulle donne: 4 Petali Rossi

Racconti di donne per le donne

Il ricavato delle vendite dell’antologia sosterrà il progetto della “Casa della donne nella Marsica” del centroantiviolenza BeFree di Roma.

copertina

Vi annuncio che è disponibile per l’acquisto il volume che abbiamo realizzato e ideato noi 4writers: “4 Petali Rossi – Frammenti di storie spezzate” edizioni Arpeggio Libero.

Ci abbiamo creduto tanto e dopo quasi due anni il nostro progetto è diventato realtà!

All’interno dell’antologia potete trovare i racconti scritti da Arianna Berna “Bella da Rubare”, Monica Coppola “L’equilibrio perfetto”, Silvia Devitofrancesco “Una gabbia di vita” e Loriana Lucciarini “Il coraggio di raccontare”.

Il mio testo affronta il tema dello stupro etnico, raccontando la storia di Selina, durante la guerra nella ex Jugoslavia. Un racconto crudo e duro, non facile da scrivere, ma di cui sono orgogliosa.

Spero decidiate in tante e in tanti di acquistare l’antologia, un volume solidale che lega le sinergie di tante donne che credono fortemente di poter contribuire a fermare l’escalation di violenza contro l’universo femminile.

∼ Loriana ∼ 

L’antologia si può acquistare qui

Questo è il sito che raccoglie tutte le informazioni del progetto e dell’antologia

Questo è il sito delle 4writers, le autrici che hanno partecipato all’antologia

[ospiti] – Silvia Devitofrancesco e il suo “Lo specchio del tempo”

bannerBuongiorno cari followers! Oggi si aprono le porte del mio Salotto letterarindexio per ospitare una giovane autrice barese, Silvia Devitofrancesco e il suo romanzo d’esordio “Lo specchio del Tempo”. 

Spero di potervi ospitare numerosi, ho preparato già the e pasticcini per tutti! 😀

Allora, accomodatevi e iniziamo… 🙂

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Vi presento Silvia Devitofrancesco…

photo.phpSilvia Devitofrancesco è nata a Bari nel 1990. Ha conseguito la maturità classica e successivamente la Laurea triennale in Lettere (in Editoria e giornalismo).

Sin da piccola ha coltivato la passione per la scrittura.

 “Lo specchio del tempo” è il suo primo romanzo pubblicato a cura della casa editrice Libro aperto international publishing. 

 Silvia ha, inoltre, molti scritti al suo attivo con collaborazioni a vari blog (segnalo quello delle 4writers, con cui collabora ad alcuni progetti letterari in corso di realizzazione) . Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in varie antologie, tra le quali: 

  • Semplicemente Elisabetta, nella raccolta “Senti_menti” (Libro aperto international publishing); 
  • Nero, contenuto nel volume “Scritture in libertà” (Il violino edizioni); 
  • Amore, stupido amore, nella raccolta “L’amore è un’erba spontanea” (Alcheringa edizioni);
  • Sola, posto al termine del romanzo di Monica Portiero;
  • Nora e il bacio di Giuda, (Butterfly edizioni);
  • Qui c’è qualcuno di troppo!, pubblicato nell’antologia “romanticamente chick” (Libro aperto international publishing edizioni).

Contatti: Blog “Ragazza in rosso”   –  facebook: qui  –  twitter: @ragazzainrosso

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Ed ora ecco a voi “Lo specchio del tempo”…

copertinaTitolo: Lo specchio del tempo – Editore: Libro Aperto International Publishing – Genere: romance a sfondo storico – Anno: 2014 – pp.: 150 – Prezzo: cartaceo 12,00 euro + ebook 1.99 euro – acquistalo qui  e su amazon  – Isbn: 9781910442043

Guarda il booktrailer

Sinossi

«Avvertivo strane sensazioni. Avevo paura di ciò che sarebbe potuto accadere e avevo paura per me.»
Due donne diverse dai destini intrecciati, l’una lo specchio dell’altra. Un manoscritto le farà incontrare mettendo così a confronto due epoche diverse e due donne simili, vittime di un padre padrone, ancorate a un amore romantico, capaci di lottare per la vita. 
Due storie legate dallo specchio del tempo, dove il passato incontra il presente e in cui due donne lontane eppure vicine, lottano per rivendicare il diritto di scegliere il proprio destino e il loro sogno d’amore.

La mia recensione

Il libro si legge in un attimo. Intriga il lettore e l’autrice, con lo stile scorrevole e fluido della sua penna capace, riesce a narrare la vicenda complessa di queste due donne (Herminia e Erminia) legate da un destino comune a secoli di distanza.

Il lettore riesce ad immedesimarsi in entrambe le personalità complesse e articolate delle due protagoniste, la Herminia del medioevo (una giovane donna che tenta di contrastare il suo futuro fatto di silenzio e solitudine all’interno del convento dei frati in cui il padre l’ha rinchiusa) ed Erminia (la studiosa dei giorni nostri che, con faticosa determinazione, vuole raggiungere i suoi obiettivi).

Due donne assolutamente differenti, vissute in secoli lontani, che sono però destinate ad incontrarsi: la studiosa Erminia del XX secolo ha la possibilità di studiare i codici di un antico manoscritto risalente al regno di Federico II di Svevia, da poco ritrovato a Bari e qui troverà la Herminia del XIII secolo, che né è stata la straordinaria amanuense.

Le due donne, legate anche dal nome, condividono straordinarie similitudini nella propria vita che le rendono speculari. Simile è soprattutto la loro situazione familiare: entrambe, infatti, provengono da famiglie di alto livello nella società del loro tempo (la prima contessina, la seconda di alta estrazione dell’élite barese), entrambe soffrono per il difficile rapporto con il proprio padre (tutti e due uomini freddi e distanti che non riescono a comprendere ed amare davvero le proprie figlie), entrambe senza più la madre, loro unico punto di riferimento e fonte di tenerezza. Per Erminia è doloroso accettare la scomparsa improvvisa e prematura di una madre amorevole e presente pur se di personalità remissiva, per Herminia è un peso, quasi una condanna, l’aver causato la morte della madre durante il parto e non averla conosciuta mai.

L’ultimo urlo disperato di mia madre si unì al mio grido di vita. Per un attimo, purtroppo solo per un lunghissimo ed eterno attimo

Nel momento esatto nel quale mia madre soccombeva e chiudeva gli occhi per sempre, io firmavo, euforica, il verbale dell’esame.
La vita, a volte, crea delle strane corrispondenze. Il mio attimo di gioia costituiva lo specchio di dolore della mia famiglia e quindi, anche del mio.

Entrambi i genitori delle due ragazze non si sono sposati per amore ma per matrimoni combinati, anche se poi l’amore è arrivato dopo con la vita in comune. Sia il Conte, padre di Herminia, che il professore Dante, padre di Erminia, non hanno vissuto l’amore appassionato e spontaneo, pertanto sono incapaci di comprendere le proprie figlie, spinte verso l’uomo cui batte il cuore; entrambi infatti ragionano su convenienze sociali e opportunità.

 Per la giovane Herminia del XIII secolo la situazione è ancora più difficile: con la Crociata alle porte il padre, per preservarle la verginità in vista di un matrimonio importante che preserverà la posizione sociale del suo nome, la manda in clausura in un convento. Ma lei, donna istruita e appassionata vorrebbe qualcosa di più, soprattutto poter essere la protagonista di ciò che vive.

Entrambe contrasteranno il destino che altri hanno deciso per loro e per Erminia ci sarà la bella figura di Michele a darle forza e luce per il suo cammino di libertà.

Nelle precedenti tappe del blog tour, MissD, la blogger de “Le pazze booklovers” esprime il suo giudizio su questo romanzo, al quale mi associo: “Comunque la riflessione sconvolge davvero. In alcuni punti viene proprio da dire “Ma allora non è cambiato niente!” Due tempi così lontani allora sono ancora così maledettamente vicini. Inoltre ciò che mi è davvero piaciuto sono le corrispondenze, non solo tra le due donne, ma anche nella contemporaneità di entrambe. Costantemente Silvia ci mette in mostra la vita così con le sue contraddizioni, così con la sua pienezza.”

Le protagoniste di questo romanzo, Herminia ed Erminia, vi accompagneranno nel viaggio dentro le loro storie. Vi affezionerete a queste due eroine che, ognuna a modo proprio e con scelte personali, ricercheranno la felicità con fatica e determinazione.

Ben scritto, limpido ed emozionante. Complimenti all’Autrice!

cop intervistaE adesso qualche domanda all’Autrice… 🙂

Scintille – Ciao Silvia, di nuovo benvenuta! Ormai conosci questo blog per esserne stata ospite già in passato (qui). Quindi mettiti comoda e sentiti tra amici e amiche!

Silvia Devitofrancesco – Ciao Loriana e grazie per l’ospitalità, che dire? Sono tutta vostra 😉

La prima domanda che voglio farti è: come è nata l’idea di questi due mondi paralleli nella quale hai poi articolato le vicende delle due protagoniste?

L’idea è nata in seguito alla mia tesi di laurea che trattava proprio di amanuensi, così ho pensato di scrivere il passato e poi mi sono detta: “E se lo rapportassi col presente?” Ho voluto provarci e l’esperimento è riuscito.

Come hai preparato la stesura del romanzo? In che modo ti sei documentata?

Ho letto alcuni testi di storia medievale, poi, avendo studiato molto per la tesi, conoscevo l’argomento relativo ai codici manoscritti e allo scriptorium.

E i parallelismi che le accomunano, sono stati strutturati dall’inizio in fase di scrittura oppure sono stati inseriti successivamente? Ti è stato difficile legare le due protagoniste in episodi simili ma così distanti di secoli?

I parallelismi sono nati man mano che scrivevo la storia. Non ho incontrato grosse difficoltà, certo nella parte del passato occorreva maggior attenzione per evitare di creare falsi storici!

Chi sono gli amanuensi e come ti è venuta l’idea di utilizzarli in questo romanzo, per far incontrare, attraverso i secoli, le due donne?

Gli amanuensi sono dei monaci che in convento alternavano al lavoro nell’orto e alla preghiera, la trascrizione dei testi sacri, molti dei quali sono arrivati fino a noi. A volte i monaci offrivano questo loro lavoro (che era alquanto complesso!) come offerta a Dio e ai Santi.

Perché hai scelto di raccontare una storia di donne? Qual è il messaggio che volevi dare ai tuoi lettori?

Ho scelto protagoniste femminili in primis perché sono anch’io una donna e poi mi sembrava doveroso vista l’epoca nella quale viviamo in cui, a volte, non c’è rispetto per la figura femminile. Il mio messaggio, come ho scritto nella prefazione all’opera, è di voler trasmettere la passione per lo studio dei codici manoscritti affinché questo diventi patrimonio di tutti e non scelta di pochi.

Herminia deve sottostare alla società medievale che non lascia spazio e libertà alle donne. Quanto è cambiata la vita delle donne dal medioevo ad oggi? Quanto invece ci accomuna alle condizioni delle donne dell’epoca? Cosa bisogna ancora cambiare?

La società è cambiata molto, fortunatamente. Oggi le donne non sono solo mogli e madri, ma occupano anche ruoli di rilievo nella società. Purtroppo ci sono ancora situazioni “medievali” basti pensare a quante donne non sono libere nemmeno di andare dal parrucchiere, perché devono sottostare alle figure maschili o ai troppi casi di femminicidio. Di strada bisogna farne e anche tanta…

Come sono emerse le due personalità di Herminia ed Erminia? Le avevi già definite dentro te oppure si son man mano svelate durante la scrittura?

Dentro di me avevo degli schizzi sulla loro psicologia e carattere, poi questi schizzi sono divenuti ritratti in corso d’opera.

Le due protagoniste hanno delle caratteristiche che sono un po’ tue?

Sì, è inutile negarlo, un libro rispecchia un po’ l’anima del suo autore. In Herminia vedo il mio desiderio di voler lasciare un’impronta nel mondo e il mio senso romantico che traspare un po’ in tutto quel che faccio. Mentre in Erminia vedo la mia determinazione nel voler portare a compimento tutti gli obbiettivi che mi prefiggo.

Nel romanzo parli della città di Bari (che è poi la tua città) nel medioevo e poi nei giorni nostri. In che modo è cambiata e si evoluta questa città nel corso dei secoli? E tu che ci vivi, hai scoperto cose che non conoscevi e a cui ti sei appassionata, durante l’elaborazione del tuo romanzo?

Bari si è evoluta molto, oggi è una città multietnica, globalizzata, ricca di negozi. No, i luoghi di cui parlo nel romanzo li conosco personalmente. Il liceo classico “Flacco” dove insegna il padre di Erminia è stato il mio liceo, il museo diocesano dove Erminia studierà il manoscritto l’ho visitato e poi ci sono le vie del centro dove passeggio spesso.

Adesso parliamo di te: sei una giovane autrice esordiente che ha trovato un editore, cosa non facile in questi tempi di crisi e di crescita del settore self. Puoi parlarci di questa tua bella esperienza e dare qualche consiglio a chi, come te, vuole intraprendere la carriera di scrittore?

Sono stata molto fortunata ad aver trovato una casa editrice seria, professionale, affidabile e che consiglio davvero a tutti. Una casa editrice sempre pronta a farsi in quattro per i suoi autori e che non li abbandona all’indomani della pubblicazione.

Da emergente e bisognosa in primis di consigli, consiglio a tutti di essere lettori onnivori e di scrivere molto senza però avere l’ossessione della pubblicazione.

Oltre a farti i complimenti per il tuo bel romanzo voglio aggiungere un’ultima domanda: hai progetti futuri su cui stai lavorando?

Sì, in pentola bolle qualcosa!

Buon lavoro allora e in bocca al lupo per i tuoi progetti! 🙂

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Prima di concludere vi riporto qui le varie tappe del blogtour di presentazione: Prima tappa sul blog di Terre di Arret   –  Seconda tappa sul blog di Annalisa Caravante scrittrice   –  Terza tappa sul blog di La bottega dei libri incantati   –  Quarta tappa sul blog de Il rumore dei libri  –  Quinta tappa sul blog de Le pazze booklovers  –  Sesta tappa sul blog di Viaggi nell’arte   –   Settima tappa sul blog The restless readers room  –  Ottava tappa su: questo blog! 🙂

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 Silvia, ti ringrazio per esser stata con noi e per la tua gentilezza e disponibilità.

Ora la parola passa ai lettori con domande e curiosità…

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