[ospiti] – #AllDay Giornata Autore: highlight Federica Pannocchia

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FEDERICA PANNOCCHIA – OSPITE DEL GIORNO #allDay di ieri!

Se volete leggere l’intervista, scoprire di più su questa interessante Autrice, leggere i commenti e le domande dei lettori. andate qui

Come ormai d’abitudine per l’evento GIORNATA AUTORE#allDay: è previsto un piccolo richiamo il giorno successivo, l’highlight: una sorta  di asterisco alla vostra attenzione sull’Autore che è stato ospite il giorno precedente.

…Un modo per appuntarselo nella memoria!😀

 

Highlight

*Ecco l’asterisco che riguarda la nostra Federica Pannocchia

RECENSIONI –

La mia

L’autrice, nelle sue note di chiusura dice: “Ho sempre voluto raccontare della ferocia dei nazisti, delle sofferenze che i prigionieri hanno subito nei campi di concentramento e delle speranze che ogni persona nutriva durante la Seconda Guerra Mondiale”. 

Il lavoro della giovane e talentuosa scrittrice (che ha svolto anche un’accurata ricerca storica e raccolta di testimonianze) è egregiamente riuscito. Il lettore è trascinato nella vita, nelle gioie e nelle tragedie personali dei protagonisti, divenendone parte e percependo, con lo stesso sbigottimento della giovane Lia, l’incredulità per una violenza così feroce, alimentata da quell’odio assurdo che ha permesso di sterminare un intero popolo e arrivando a provare la stessa indignazione della giovane di fronte all’orrore della Shoah.

La storia di Lia è un monito affinché ciò non accada mai più e un memento indelebile per non dimenticare

.Cari lettori vi consiglio questo libro al quale assegno 5 stelle meritatissime!

Approfondiamo ora un po’ la trama del libro…  Lia vive a Roma, ha tredici anni, vuole studiare, diventare medico e viaggiare ed è piena di sogni e voglia di vivere; ma è ebrea e siamo in piena Seconda Guerra Mondiale. Vive nascosta da ormai tre anni assieme alla sua famiglia (suo padre Daniele, sua madre Giuditta, sua nonna Miriam, il fratello maggiore Tommaso e il piccolo Chalom), in una minuscola cantina, grazie alla complicità di una famiglia romana di amici (i Parisi). Il mondo di Lia si riduce a pochi metri quadri e tanto buio, a silenzi pieni di paura e poche ore di spensieratezza, durante le visite serali degli amici. La sua vita precedente fatta di amiche, di scuola, studio e spensieratezza è stata spazzata via, ormai è solo un lontano ricordo. Ma proprio questi ricordi sbiaditi di una normale serena vita saranno quelli ai quali la giovane si aggrapperà, per non essere travolta dalla disperazione. Lia è convinta che prima o poi tutto finirà, che tutti loro ritorneranno a vivere la vita di prima. La ragazzina non riesce ad accettare la violenza e la cattiveria, non riesce a comprendere perché lei e gli altri della sua famiglia, possano essere perseguitati e privati della possibilità di vivere, per il semplice fatto di essere ebrei. Perché Lia si sente una ragazzina come le altre e non capisce quale sia la differenza. Non capisce come si possa arrivare a provare odio. Non capisce come ci si possa accanire in una guerra di morte e distruzione, quando la vita in realtà è una cosa meravigliosa. «Questa situazione non durerà per sempre.» E’ grazie a questa forza d’animo che Lia diventa luce forte di speranza in mezzo a tutta la disperazione di guerra. Quando le cose peggiorano, quando Roma viene bombardata, quando sono costretti a uscire per le strade rischiando di essere arrestati per andare in un altro nascondiglio e poi in un altro, ancora, Lia è la ragazzina coraggiosa che riesce a infondere fiducia e speranza agli altri membri della famiglia, affranti e afflitti per il precipitare della situazione. Nonostante la tragedia, la disperazione e i bombardamenti Lia non smette di voler immaginare il cielo sopra di sé. Ma non lo vuole solo immaginare, lo vuole caparbiamente ricordare, lo vuole vedere e, soprattutto, vuole sapere che colore ha ora e quanto brillano le sue stelle, sopra una Roma bombardata. Infatti, lo chiede curiosa all’amico del padre, durante una delle sue visite serali nella cantina buia: “Com’è il cielo?”. E il signor Parisi le racconterà, qualche sera dopo, di aver guardato le stelle proprio per lei, proprio per poterle dare una risposta. Questo è uno dei passaggi più toccanti del romanzo, offre la portata dell’amore per la vita che Lia ha e di come riesca a riportare anche gli altri a una speranza primitiva e potente.

Lia, poi, per un breve periodo avrà il piacere di osservare quel cielo tanto amato dalla piccola finestra della mansarda, che dividerà con un’altra famiglia ebrea, la famiglia di Hadas. E proprio questa mansarda diventerà per la ragazzina il luogo più caro, perché qui condividerà pensieri ed emozioni con il suo amico Hadas, che diventerà una presenza sempre più importante per lei, dapprima amico e confidente, poi il vero primo grande amore. Nelle loro lunghe conversazioni la domanda ricorrente della giovane è: “Perché?”. Perché quest’accanimento e quest’odio così rabbioso nei confronti del mio popolo? Perché essere privata della mia vita, della mia libertà? In nome di cosa, tutto questo, quando la vita è così meravigliosa?”. E, alla domanda di Hadas su cosa vorrà fare dopo la guerra, la sua risposta spiazzante e sincera è: “vorrò vivere.” Ma la guerra avanza inesorabile e anche noi lettori assistiamo impotenti al precipitare degli eventi e all’aggravarsi della condizione degli ebrei nella Capitale. Gli Urovitz devono a spostarsi nuovamente in cerca di un nascondiglio più sicuro. Assieme ad altre famiglie ebree trovano riparo presso un monastero, ma dopo il susseguirsi di rastrellamenti e perquisizioni in tutta Roma da parte dei tedeschi, le famiglie rifugiate sono costrette a fuggire altrove. La famiglia di Lia decide di ritornare nella loro casa, credendola ormai sicura. Ed è invece proprio qui che la mattina del 16 ottobre 1943, vengono catturati durante il più grande rastrellamento del Ghetto di Roma da parte della Gestapo. Tutti gli ebrei vengono deportati ad Auschwitz e qui Lia dovrà far ricorso a tutta la sua voglia di vivere e ai ricordi più belli per attraversare l’orrore dei campi di sterminio: subire il disconoscimento della propria identità e umanità, la fame, il freddo, i patimenti, i dolori e le violenze, le percosse, lo sfinimento fisico dei lavori forzati, la malattia, la morte, la follia dell’odio razziale e della crudele malvagità delle SS.
«Era ancora una persona chi veniva continuamente picchiata, umiliata e privata della dignità? Era una persona chi era stata obbligata a spogliarsi e lavarsi sotto l’acqua troppo calda o troppo fredda, e che era stata tatuata con un numero perdendo il suo nome?» E’ solo grazie alla determinazione e all’amore per la vita che Lia trova la forza di un’incrollabile speranza. La forza per sopravvivere ogni volta un giorno in più, nonostante l’orrore in cui è precipitata. Lia, quindi, non si rassegna e continua a infondere fiducia e speranza alle altre prigioniere del campo. I suoi sogni diventano luce per tutte quelle donne che non ne hanno più (e anche per noi lettori, che avanziamo attoniti fra le pagine terribili della Shoah). Anche qui Lia diventa il faro di speranza e di coraggio: il suo esempio impedirà a tante altre deportate di lasciarsi andare alla disperazione e alla morte nei vari campi di concentramento, che la ragazza attraverserà da Auschwitz a Mauthausen, tra la Germania e la Polonia. Più di una, infatti, alzerà di nuovo gli occhi al cielo per ritrovare un po’ di bellezza e umanità, oltre le pieghe del terribile genocidio, proprio come faceva Lia…

Consiglio nuovamente a tutti questa lettura, per riflettere, emozionarsi, indignarsi e non dimenticare… quindi, buona lettura!

 

…E IL COMMENTO DEI LETTORI

Questo libro fa molto riflettere e tratta di un argomento che ancora oggi è inconcepibile per chi non ha vissuto quegli anni: gli anni dell’orrore, gli anni della guerra, gli anni della paura, gli anni della povertà, gli anni di chi ha combattuto per rendere il paese libero da quelle persone che un cuore non c’è l’avevano.
Questo libro è come un fulmine a ciel sereno, ti entra dentro e te ad ogni pagina speri e preghi che Lia e la sua famiglia sopravviva a questi orrori. (Gioia)

 

Al termina di questa lettura, che tocca il cuore e l’anima, non si può non avvertire una nuova forza trasferirsi dentro di sé, quella di una ragazzina che ha avuto il coraggio di scommettere sulla vita nonostante l’avvicinarsi della morte.
Lia non si è arresa perché, come ci ricorda lei stessa, la vita è bella. (Silvia)

 

L’autrice è molto brava nel descrivere gli stati d’animo dei vari personaggi. Ci si ritrova molto nel personaggio di Lia e si ripercorre il dramma dei prigionieri costretti a subire ingiustizie e atrocità solo per il fatto di essere ebrei. (Amici di carta – blog)

 

…il libro di Federica Pannocchia (nome d’arte per Sofia Domino), mi ha positivamente colpito. Prima di iniziare il romanzo, ho letto la Nota dell’autrice, e ho scoperto che Sofia, pur essendo giovanissima (classe 1987), non ha lasciato niente al caso; si è attentamente documentata, ha incontrato sopravvissuti, e con consapevolezza e
sensibilità, ha maturato, profondo dentro di sé, il desiderio di dare un contributo alla memoria e alla speranza. (Cat)

 

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[ospiti] – GIORNATA AUTORE: Federica Pannocchia #allDay!

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Ben ritrovati car* followers! 😀

Oggi per la GIORNATA AUTORE#AllDay abbiamo qui ospite Federica Pannocchia!

Federica era stata già ospite nel Salotto di Scintille, nel 2014… quella volta si era presentata ai lettori con lo pseudonimo di Sofia Domino, ma oggi, con una nuova consapevolezza e un nuovo percorso letterario del suo romanzo “Quando dal cielo cadevano le stelle” (inizialmente autopubblicato ora in catalogo con Eden Edizioni in una inedita veste editoriale), esce allo scoperto e firma finalmente con il proprio nome!

Ecco come la presentavo nel precedente incontro:

16122149_1891666001110930_1342817444_o(…) prima di parlarvi della sua opera, due breve parole per presentarvi la scrittrice: nata nel 1987, abita in Toscana e ha una grande passione per la scrittura. Sin da quando era piccola si dilettava a scrivere temi e racconti. Passione che non l’ha mai abbandonata e che oggi applica con capacità e talento. Sofia Domino (Federica Pannocchia, n.d.r.), oltre a scrivere ama anche leggere, sognare e viaggiare (e lo fa appena può!).

All’attivo ha “Quando dal cielo cadevano le stelle” (romanzo d’esordio uscito il 27 gennaio 2014, per Il Giorno della Memoria) e “Come lacrime nella pioggia! (…)

Qui di seguito una delle interessanti domande di quell’intervista:

Ciao Sofia, come è nata l’idea del tuo primo romanzo? Quanto ti è costato scrivere una storia sulla Shoah?

Ho sempre voluto scrivere un romanzo sulla Shoah e la mia occasione è arrivata un giorno qualunque, quando mi sono imbattuta in un manifesto teatrale che promuoveva uno spettacolo intitolato “I bambini della Shoah”. Sentii un qualcosa dentro, un brivido, come un richiamo, e capii che non avrei più potuto far finta di niente, sapevo che, anche per me, era arrivato il momento di avere una mia “bambina della Shoah”. Che cosa significava essere ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale? Che cosa significava essere una ragazzina comune, allegra, piena di vita e di sogni, ed essere tagliata fuori dal mondo? Che cosa significava vivere sotto costante paura, rinchiusa in numerosi nascondigli, e desiderare di essere libera? Che cosa voleva dire essere catturata, stipata in un carro bestiame? E che cos’era Auschwitz? Queste sono soltanto alcune delle domande che mi sono posta prima di scrivere il mio romanzo. Scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” è stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Sono molto legata a quel romanzo, e non solo perché è il primo che ho pubblicato, ma anche perché mi sento molto vicina all’argomento trattato. Voglio parlare della Shoah, del nazismo e dei campi di concentramento, affinché nessuno dimentichi e affinché tali atrocità non siano ripetute. Prima di scrivere “Quando dal cielo cadevano le stelle” non sapevo così tante cose sulla Shoah e ammetto che ritrovarmi a leggere testimonianze di bambini che, d’improvviso, si sono visti portare via ogni cosa, di gente comune terrorizzata dalla guerra, di famiglie separate per sempre e della ferocia delle SS è stato molto toccante, è un qualcosa che, ormai, non dimenticherò più. Immergermi in “Quando dal cielo cadevano le stelle” però è stato anche bellissimo, perché per uno scrittore – almeno per quanto mi riguarda – è importante scrivere emozioni forti, crude, dolorose, vere, belle, è come ritrovarsi a un altissimo piano emotivo e tutto diventa ancora più coinvolgente. Inoltre, “Quando dal cielo cadevano le stelle”, nonostante sia ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, durante il nazismo, non parla della morte, ma è un inno alla vita. (…)  | leggi l’intervista completa qui |

 

giornata-memoriaOggi apro nuovamente il Salotto per ospitare Federica Pannocchia e permettere a molti di voi che non la conoscono di apprezzarne il lavoro letterario e le molte altre attività che questa vulcanica ragazza organizza!

Questa GIORNATA AUTORE#AllDay è in occasione della ricorrenza imminente (il 27 gennaio) della Giornata della Memoria per le vittime dell’Olocausto;  i temi trattati nella puntata odierna del Salotto Letterario saranno quindi proprio quelli legati alla Shoah, esattamente quello di cui racconta “Quando dal cielo cadevano le stelle”

Un incontro impegnativo, per il carico di emozioni e ricordi a cui invito tutti voi a partecipare, anche solo con un passaggio veloce, un commento, una domanda. Noi intanto iniziamo…

intervista-logo

Loriana Lucciarini – Ciao Federica, benvenuta nel Salotto di Scintille!

Federica Pannocchia – Grazie Loriana! È sempre una gioia essere qui, e grazie anche a tutti i lettori per aver deciso di passare un po’ di tempo insieme a noi!

Loriana Lucciarini – Allora, Quando dal cielo cadevano le stelle ha una nuova vita, questa volta cartacea. Raccontaci un po’ l’evoluzione di questo romanzo…

Federica Pannocchia Certo! Ho sempre nutrito un grande interessa nella tematica della Shoah e sin da quando ero bambina la domanda “Perché?” si faceva spazio nella mia mente. Auschwitz è un luogo fatto da uomini per altri uomini e non riuscivo a comprendere fin quanto potesse spingersi la cattiveria umana. E ancora oggi, che di anni ne ho 29, non riesco a trovare una risposta a tutto questo.

Nel 2014 ho visto un volantino di uno spettacolo sulla Shoah, dove i protagonisti erano alcuni bambini. subito ho come sentito un richiamo. Ho sentito il bisogno di avere anche io una “mia” bambina della Shoah. Ecco che sono nati Quando dal cielo cadevano le stelle e Lia, la protagonista dello stesso.

In un primo momento Lia doveva essere una bambina romana, di religione ebraica. Alla fine però ho deciso di farle avere 13 anni affinché potesse ragionare maggiormente con la propria testa, farsi determinate domande e vivere situazioni differenti, sia come adolescente in crescita sia per quanto riguarda il primo amore. E, naturalmente, perché potesse guardare con occhi diversi alla guerra, alla persecuzione sino alla deportazione.

Loriana Lucciarini – Come sei arrivata a pubblicazione con la Eden Edizioni, la tua nuova casa editrice?

Federica Pannocchia – Diciamo che è successo un po’ per caso. Nel 2014 ho auto-pubblicato attraverso la piattaforma di Lulu la prima edizione di Quando dal cielo cadevano le stelle, in versione digitale. Alcuni lettori però mi scrissero per sapere se avevo intenzione di proporre anche un’edizione cartacea. Dati i costi legati alla stampa e alla promozione dei libri cartacei non ne feci di niente, seppur con dispiacere. Poi nel 2015 ho fondato l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank e mi son detta che attraverso la storia di Lia, ancora nuove persone avrebbero potuto avvicinarsi al dramma della Shoah. Ecco che ho deciso di contattare delle case editrici sperando in una possibile seconda edizione di Quando dal cielo cadevano le stelle, versione cartacea. Quando ho ricevuto indietro la riposta da parta della Eden Editori ne sono stata così contenta, perché sin dall’inizio ho capito quanto tenessero al mio libro, alla storia di Lia e ai suoi ideali. Dunque nella Eden Editori non solo ho trovato professionalità e gentilezza, ma anche una sensibilità rara. Una seconda famiglia, con la quale poter condividere appieno questo nuovo viaggio con Lia e gli altri personaggi di Quando dal cielo cadevano le stelle.

Loriana Lucciarini – Interrompo un momento l’intervista per ricordarvi che, come da prassi, ci sono i virtual-dolcetti e virtual-drink in fondo alla sala: servitevi pure, mentre noi riprendiamo con le domande. Al termine dell’intervista potrete postare le vostre: Federica sarà lieta di rispondervi! 😀

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Loriana Lucciarini – Questa nuova versione ha anche la tua firma, non più lo pseudonimo (Sofia Domino), con il quale ti eri fatta conoscere. Quali sono stati i motivi che ti hanno indotta a questa scelta?

Federica Pannocchia – Diciamo che quando ho deciso di auto-pubblicare la prima edizione di Quando dal cielo cadevano le stelle quasi per gioco, non mi aspettavo un interesse da parte dei lettori o dei blogger. Dunque ho deciso di usare uno pseudonimo, appunto Sofia Domino.

Con gli anni poi come accennato precedentemente ho fondato l’Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank naturalmente con il mio vero nome, Federica Pannocchia, e di conseguenza ho deciso di pubblicare la seconda versione del libro non più come uno pseudonimo ma con il mio vero nome, proprio perché ormai i miei contatti si sono allargati e non voglio più “nascondermi” dietro a uno pseudonimo. Anzi, sono più che contenta di ringraziare a mio nome tutti i lettori, blogger, amici e sostenitori della nostra Associazione che sostengono il mio libro e i nostri programmi.

Loriana Lucciarini – Una nuova edizione. Cosa è cambiato della struttura narrativa e della storia di Lia?

Federica Pannocchia – Anche nella seconda versione di Quando dal cielo cadevano le stelle la protagonista è Lia, 13 anni, romana. Una ragazzina come tutti, con i suoi amici, i suoi sogni, i suoi pregi e i suoi difetti. Una ragazzina che però si ritrova a crescere a Roma durante lo scoppio della guerra e durante l’arrivo delle leggi razziali. Una ragazzina che, in tutto questo, è ebrea. Dunque anche in questa seconda versione vediamo lo svolgersi dei vari avvenimenti storici e come tutto questo costringa giorno dopo giorno sempre di più famiglie come quella di Lia a vivere nelle restrizioni, a sparire dal resto del mondo. Anche se Lia non ne ha nessuna colpa, anche se non ha mai fatto male a nessuno. Eppure nonostante le paure, le restrizioni, l’abbandono della propria casa, i rifugi, i primi bombardamenti, il cibo che scarseggia… Lia non smette mai di sperare, di credere nella fine della guerra. La sua storia non cambia molto, continua ad avere problemi con la famiglia, bisogno di confidarsi con la nonna, gioia nel trascorrere del tempo con il fratello maggiore e addirittura si innamorerà con Hadas, un ragazzo ebreo con il quale inizierà un’amicizia per corrispondenza, naturalmente una corrispondenza clandestina e con false identità.

Sino alla fine Lia continuerà a combattere per i suoi diritti: per il diritto alla libertà, alla parola, per poter tornare nella sua amata Roma anche dopo che sarà stata deportata nei vari campi di concentramento e sterminio nazista. Fino a quando…

Non posso svelare altro di quello che succede, ma posso dire che dalla prima edizione non solo sono stati accorciati alcuni passaggi, ma sono stati cambiati anche i nomi di numerosi personaggi. A partire dal cognome della protagonista. Nella prima versione il suo nome era Lia Urovitz, in questa abbiamo deciso di cambiarlo in Tivoli così da non commettere un errore storico proprio partendo dal suo cognome.

Loriana Lucciarini – Il messaggio che vuoi lanciare con questa storia?

Federica Pannocchia – La storia di Lia è una storia in qualche modo moderna. Perché Lia potrebbe benissimo rappresentare tutte quelle persone che ancora oggi scappano dalla guerra, che sono costretti a lasciare le loro case per dei conflitti, che non hanno il diritto di parola, che sono perseguitati…

Quando dal cielo cadevano le stelle ci porta a vivere la Shoah in  prima persona e, insieme a Lia, ci ritroviamo dietro il filo spinato dei lager nazisti. Però nonostante questi luoghi di morte, Quando dal cielo cadevano le stelle è una celebrazione alla vita! Alla meraviglia dell’alba, allo splendore delle stelle di notte, alla bellezza del trascorrere il nostro tempo con le persone che amiamo. Perché, come dice Lia stessa: “La vita è meravigliosa, non smettiamo mai di amarla.”

Loriana Lucciarini – Quanto lavoro c’è dietro al romanzo? La nuova versione quanto nuovo lavoro ha comportato?

Federica Pannocchia – Prima di scrivere il testo ho svolto numerose ricerche storiche. Il romanzo è ambientato nella Roma de 1943, e la protagonista vive in prima persona numerosi passaggi storici. Ho cercato di non commettere nessun errore storico / politico, anche se alcune volte ho dovuto un po’ “forzare” le scene per agevolare dei passaggi. Ma per prima cosa mi sono concentrata su ogni avvenimento storico, per cercare di dare la massima giustizia a chi ha realmente vissuto sulla propria pelle queste tragedie.

La nuova versione di Quando dal cielo cadevano le stelle mi ha vista riprendere in mano tutti gli appunti e accertarmi di nuovo dei vari passaggi. Diciamo che il lavoro è stato lungo e molto impegnativo ma volevo scrivere un romanzo che potesse avvicinare il lettore al dramma della Shoah e penso che sia fondamentale conoscere anche i vari passaggi storici per capire appieno quanto è avvenuto.

Loriana Lucciarini – Il romanzo è legato anche all’associazione che hai fondato tu. Ce ne vuoi parlare?

Federica Pannocchia – Con molto piacere! Ho scritto Quando dal cielo cadevano le stelle prima di fondare la mia Associazione di volontariato Un ponte per Anne Frank. Ho scritto Quando dal cielo cadevano le stelle per me, per il bisogno di farlo, di esprimermi scrivendo una storia sul dramma della Shoah vista dagli occhi di una ragazzina italiana, ebrea, di 13 anni. Dopo di che  ho messo da parte il testo e ho scritto altri racconti, sempre per me. Solo dopo un anno avvicinandomi al Giorno della Memoria ho deciso di auto – pubblicare Quando dal cielo cadevano le stelle perché volevo dare una voce a storie come quella di Lia. Nello stesso anno sono entrata in contatto con  Buddy Elias – cugino di Anne Frank – e confrontandomi con lui mi sono resa conto del mio bisogno di aprire anche in Italia un centro che con onore avrebbe portato il nome di Anne Frank. Buddy mi ha subito dato delle dritte e nel 2014 ho aperto il progetto “Un ponte per Anne Frank” che nel 2015 ho costituito come Associazione. Da subito ho avviato importanti collaborazioni anche a livello nazionale e oggi siamo attivi non solo per tenere viva la memoria di Anne Frank e per preservare la Memoria sul dramma dell’Olocausto, ma anche per incoraggiare le persone a fare le proprie scelte, a essere cittadini attivi. Lavoriamo a livello nazionale con viaggi della memoria, mostra itinerante Io sono Anna Frank, incontri con Sopravvissuti e testimoni, laboratori nelle scuole e anche programmi mirati alla tutela dei bambini in Italia, Bielorussia, Sahara e Siria. Per maggiori informazioni  www.unponteperannefrank.org

Loriana Lucciarini – C’è un aspetto che ti è particolarmente caro che vuoi sottolineare, di questa nuova versione editoriale del romanzo?

Federica Pannocchia – Sicuramente il fatto che nonostante Quando dal cielo cadevano le stelle attraverso la storia di Lia ci accompagna a vivere in uno dei periodi più bui della Storia, e a ritrovarci in luoghi di morte come il campo di concentramento e sterminio nazista di Auschwitz – Birkenau, questo libro è anche un vero e proprio inno alla vita. Perché  sin dall’inizio Lia non smette di sperare, di credere all’arrivo delle truppe alleate. Sogna di arrivare alla fine della guerra insieme alla sua famiglia, anche quando perderà la libertà, la dignità, l’identità.  È come ritrovarci nei luoghi di morte per celebrare la vita, e questo è certamente un aspetto che mi è molto caro.

Loriana Lucciarini – Federica ti ringrazio per essere stata qui oggi, mi ha fatto piacere ospitarti di nuovo per farti conoscere – questa volta davvero e senza pseudonimi! – ai miei lettori. 😀 Ti faccio mille in bocca al lupo per questa tuo nuova avventura e le mille altre attività, che seguo con interesse. Abbiamo invitato i lettori a interagire con te e farti delle domande e, ora che siamo giunti a conclusione di questa GIORNATA AUTORE#AllDay, ti invito a restare collegata su questa pagina per rispondere ai post che arriveranno.

Federica Pannocchia –  È stato un piacere essere qui oggi. Risponderò con piacere alle domande dei lettori. Grazie per l’ospitalità e per le interessanti domande! A presto! 😀

Loriana Lucciarini – Vi ricordo che il romanzo di Federica “Quando dal cielo piovevano le stelle” si acquista qui!

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Avete curiosità, domande e commenti da lasciare all’Autrice? Scrivete qui, sotto questo post! 😀

[libri | novità] – “Quando dal cielo cadevano le stelle” ora disponibile nel catalogo Eden Editori

pannocchia-g-aBuondì followers 😀

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria delle. vittime dell’Olocausto.

Come ogni anno, in occasione di questa ricorrenza condivido con voi articoli legati a questa tematica. Oggi unisco la commemorazione storica alla letteratura e lo farò con il volume “Quando dal cielo cadevano le stelle”ricordate il bel romanzo di Sofia Domino? – beh, ora è disponibile ripubblicato in una nuova versione cartacea nel catalogo Eden Editori e, questa volta, l’autrice firma con il suo vero nome: Federica Pannocchia!

Per l’occasione vi ripropongo la recensione e qualche informazione circa la nuova veste editoriale di questa storia che, ne sono certa, non mancherà di emozionarvi e commuovervi.

Inoltre, vi annuncio che Federica Pannocchia sarà oggi ospite del Salotto Letterario per la GIORNATA AUTORE di Scintille d’Anima, con l’intervista che sarà pubblicata nel primo pomeriggio.

Restate collegate e continuate a seguirci!

Loriana Lucciarini


Info editoriali

16129263_1891665877777609_1104649624_oTitolo: Quando dal cielo cadevano le stelle

Autrice: Federica Pannocchia

Casa Editrice: Eden Editori

Link d’acquisto – qui

Sito autrice: www.sofiadominolibri.weebly.com

Sito associazione: www.unponteperannefrank.org

Sinossi

Lia ha tredici anni. È una ragazzina italiana piena di sogni e di allegria, con l’unica colpa di essere ebrea durante la seconda guerra mondiale. Dallo scoppio delle leggi razziali la sua vita cambia, e con la sua famiglia è costretta a rifugiarsi in numerosi nascondigli, a sparire dal mondo. Da quel mondo di cui vuole fare disperatamente parte. Passano gli anni, conditi da giornate piene di vicende, di primi amori, di paure e di speranze, come quella più grande, la speranza che presto la guerra finirà. Ma nessuno ha preparato Lia alla rabbia dei nazisti. Il 16 ottobre 1943, la comunità ebraica del ghetto di Roma viene rastrellata dalla Gestapo e i nazisti le ricorderanno che una ragazzina ebrea non ha il diritto di sognare, di sperare, di amare. Di vivere. Lia sarà deportata ad Auschwitz con la sua famiglia, e da quel giorno avrà inizio il suo incubo. Terrore, lavoro, malattie, camere a gas, morti. E determinazione. Quella che Lia non vuole abbandonare. Quella determinazione che vorrà usare per gridare al mondo di non dimenticare. Quella determinazione che brillerà nei suoi occhi quando il freddo sarà troppo pungente, quando la fame sarà lancinante, quando la morte sarà troppo vicina e quando sarà deportata in altri campi di concentramento.


La mia recensione

L’autrice, nelle sue note di chiusura dice: “Ho sempre voluto raccontare della ferocia dei nazisti, delle sofferenze che i prigionieri hanno subito nei campi di concentramento e delle speranze che ogni persona nutriva durante la Seconda Guerra Mondiale”. 

Il lavoro della giovane e talentuosa scrittrice (che ha svolto anche un’accurata ricerca storica e raccolta di testimonianze) è egregiamente riuscito. Il lettore è trascinato nella vita, nelle gioie e nelle tragedie personali dei protagonisti, divenendone parte e percependo, con lo stesso sbigottimento della giovane Lia, l’incredulità per una violenza così feroce, alimentata da quell’odio assurdo che ha permesso di sterminare un intero popolo e arrivando a provare la stessa indignazione della giovane di fronte all’orrore della Shoah.

La storia di Lia è un monito affinché ciò non accada mai più e un memento indelebile per non dimenticare. (la recensione completa è qui)


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Per approfondire gli aspetti legati a questa nuova edizione di “Quando dal cielo cadevano le stelle”, l’autrice sarà ospite nel Salotto Letterario di Scintille d’Anima oggi pomeriggio. Restate con noi e, se avete voglia, preparate le domande… 🙂

Stay tuned! 😉

[salotto letterario] – Vi presento… Sofia Domino

L’autrice è nata nel 1987, abita in Toscana e ha una grande passione per la scrittura. Sin da quando era piccola si dilettava a scrivere temi e racconti. Passione che non l’ha mai abbandonata e che oggi applica con capacità e talento. Sofia Domino, oltre a scrivere ama anche leggere, sognare e viaggiare (e lo fa appena può!). All’attivo ha “Quando dal cielo cadevano le stelle” (romanzo d’esordio uscito il 27 gennaio 2014, per Il Giorno della Memoria) e “Come lacrime nella pioggia”. [continua a leggere…]