[letti per voi] – Sei tu nelle parole, di Giulia Mastrantoni | L’amore può far rinascere un’anima, dopo una violenza?

Messaggera di messaggi positivi, Giulia scrive storie – come queste della serie SHORT TALES – per riflettere o sognare, con finali a sorpresa, proponendo racconti introspettivi o divertenti, comici o drammatici, horror o quasi fiabeschi… un mix speciale, che riflette la sua personalità.

Oggi commento in due battute il suo SEI TU NELLE PAROLE, un racconto breve che racconta come la forza dell’amore può dare nuova spinta a una rinascita. Questo racconto fa parte della serie Short Tales…


SEI TU NELLE PAROLE

Dopo una violenza – dove gli odori e i sapori, i gesti e le emozioni, diventano gabbie di carta vetrata, che annullano il presente e il futuro – si può tornare a vivere come prima?

L’amore, quello pulito, può alleggerire il peso dei ricordi dolorosi e bui e dare un nuovo senso a quei gesti che tanto ci hanno fatto male, quasi a voler ricucire quei sogni infranti fatti di carta velina?

Un racconto delicato e dolce, intriso di speranza e sensibilità, forse uno dei più belli di questa autrice.

Loriana Lucciarini


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[letti per voi] – SHORT THALES di Giulia Mastrantoni | “Ti ammazzo a Bologna”: le pene e l’inferno della violenza

Messaggera di messaggi positivi, Giulia scrive storie – come queste della serie SHORT TALES – per riflettere o sognare, con finali a sorpresa, proponendo racconti introspettivi o divertenti, comici o drammatici, horror o quasi fiabeschi… un mix speciale, che riflette la sua personalità.

Oggi commento in due battute il suo TI AMMAZZO A BOLOGNA, un racconto breve che prova a dare voce alla violenza. Questo racconto fa parte della serie Short Tales…


TI AMMAZZO A BOLOGNA

La violenza domestica, il femminicidio, raccontati in modo sicuramente anticonvenzionale, con un genere fuori dagli schemi.

Interessante esperimento, che prova a mettersi nella mente dell’aggressore, per dar voce ai demoni che scatenano la violenza.

Loriana Lucciarini


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[letti per voi] – SHORT THALES di Giulia Mastrantoni | “Giovanni e Lisette”: una storia dove l’amore ha più facce e arriva con le lacrime

Messaggera di messaggi positivi, Giulia scrive storie – come queste della serie SHORT TALES – per riflettere o sognare, con finali a sorpresa, proponendo racconti introspettivi o divertenti, comici o drammatici, horror o quasi fiabeschi… un mix speciale, che riflette la sua personalità.

Oggi commento in due battute il suo GIOVANNI E LISETTE, un racconto breve sull’Amore, a volte sincero, a volte distorto, che fa parte della serie Short Tales…


La  storia drammatica, che fa riflettere e emozionare. Quando la società diventa crudele e un amore che non amore prende i colori del buio, mentre l’amore vero diviene trasparente, perché non capito. I temi della violenza e della passione, dell’amore quello che sostiene e della furia cieca che distrugge, sono amalgamati insieme in una storia che sa di fango, terra, sangue, lacrime, rimpianti.

Loriana Lucciarini


 

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[letti per voi] – Ti amo anima mia, una storia di violenza (Najaa)

Il romanzo è una testimonianza importante e coraggiosa di una donna che faticosamente si riappropria della propria vita e che riscopre, con dolorosa determinazione, di nuovo i colori, gli aromi, la pienezza di sé. [Loriana Lucciarini]

 

copertina najaa

TI AMO ANIMA MIA – UNA STORIA DI VIOLENZA

Najaa (Nadia Nuzi)

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Sinossi

Una storia di amore e di violenza.Una storia d’amore finita male, tra un ragazzo e una ragazza.Dall’incontro di Najaa con Sajmir, che sembra essere l’uomo più importante della sua vita, all’innamoramento più assoluto, al matrimonio, alla quotidianità e ai successivi problemi di gelosie e convivenza.Una lotta estrema tra amore e violenza, con tutte le contraddizioni che esse comportano, fino al momento della verità, quando Najaa apre gli occhi e si accorge della realtà, lui ha un’altra vita e un’altra moglie.Da questo momento inizia la storia fatta di violenza che prosegue con la reale rottura del rapporto, la persecuzione dell’uomo nei confronti di lei, fino alla separazione legale.


La mia recensione

Un romanzo autobiografico, quello di Najaa, coraggioso e forte. Che scandaglia l’animo umano e racconta una storia fatta di sofferenza, aspettative infrante, dolorosa rassegnazione, ribellione solo accennata e vessazioni psicologiche.

Un romanzo che parla anche d’amore, ma di quello sbagliato: dell’amore incondizionato pronto a tutto, quello che troppo spesso impedisce alle donne di reagire, perché il più delle volte è proteso verso l’altro, verso il proprio uomo.

Accade così anche a Najaa: ciò che lui vuole, che desidera, che lo rende felice diventa quindi l’unico obiettivo della sua vita. Tanto da non ascoltare più se stessa, i propri bisogni, emozioni, pensieri…

Najaa, innamorata e felice, vive un corteggiamento serrato e gentile e, quando cede alla lusinga di un matrimonio con il suo uomo straniero, non sa di essere sull’orlo del baratro.

Forse qualche dubbio è serpeggiato in lei ma l’ha prontamente messo a tacere, decidendo di credere al suo sogno. Si approccia così alla sua nuova vita di coppia con curiosità, voglia di imparare e scoprire tutto del mondo sconosciuto di lui, Samir. E’ infine certa di poter superare ogni difficoltà, perché l’amore li unisce.

Riserva comprensione e attenzione verso il suo uomo e le difficoltà nella lingua, verso le abitudini diverse e lo facilita nell’approccio con la cultura e la società italiana. Vuole essere un ponte, un ponte d’amore.

Ma poi, lentamente, scivola in una storia di costrizione e rifiuto. Una prigione fatta di manipolazione sottile che subdolamente la costringe a ricacciare se stessa in un angolo. Eppure per lei ancora l’unica cosa che conta è farlo felice.

Lui, che ha scoppi d’ira incontrollata, che non è più quello premuroso di prima, che non è mai soddisfatto di niente e che non fa altro che lamentarsi. Che la notte la prende e la ama appassionatamente, ma che poi la fa nuovamente precipitare nella solita inadeguatezza, addossandole la colpa dei suoi malumori e fallimenti, facendola sentire sbagliata.

Najaa affronta tutta questa disperazione da sola, perché ha reciso nel tempo tutti i legami affettivi sotto la spinta di Samir, che l’ha portata all’isolamento. Non ha così più punti di riferimento con i quali confrontarsi e s’avviluppa in questo rapporto malato, esclusivo, logoro. La donna lotta fino alla fine per salvare il suo amore, pensando che il forte sentimento che prova possa bastare per tutti e due, per tenerli uniti. Vive nella speranza di poter aggiustare tutto e ritrovare la felicità e la completezza dei primi tempi, che ormai è solo un ricordo lontano. E’ ostinata e persevera, precipitando sempre più in una relazione patologica che la avvinghia indissolubilmente, trascinandola dentro a una depressione profonda. Finché… finché tutti i pezzi di quel puzzle scombinato si incastreranno insieme per rimandarle l’immagine di una infelicità opprimente. Solo in quel momento, quando la verità le si dipanerà davanti con crudele realtà, Najaa farà i conti con il suo dolore, i sogni infranti e gli errori. Affogherà per poi trovarsi a risalire, grazie a una forza inaspettata, che le permetterà di ricostruirsi e riprendere in mano la propria vita e il proprio futuro.

Il romanzo è una testimonianza importante e coraggiosa di una donna che faticosamente si riappropria della propria vita e che riscopre, con dolorosa determinazione, di nuovo i colori, gli aromi, la pienezza di sé.

Ben scritto e soprattutto ben sviscerato nei sentimenti e nella psicologia dei protagonisti, è una lettura che consiglio a tutti. Tutti: uomini e donne; perché la violenza psicologica, che poi troppo spesso sfocia nella violenza fisica, è un problema sociale e coinvolge ognuno di noi, spesso anche negli affetti più vicini.

Loriana Lucciarini