[ospiti] – Simone Bertino e il suo nuovo libro "(letto letto) il Re Squaletto"

banner[articolo pubblicato su Magla, l’isola del libro

Cari lettori, oggi vi voglio parlare del suo nuovo libro, una favola per ragazzi (e non solo), dal curioso titolo (letto letto) il Re Squaletto

LA RECENSIONE
 
Come spiegare processi complessi senza esser banali e noiosi?
Simone Bertino ci prova con questo piccolo libro, intrecciando il suo racconto di viaggio con elementi fiabeschi, per trasportare il lettore in una storia originale, non banale.
E’ bravo proprio ad osare questo nuovo sistema narrativo, che rende – nella sua semplicità – assolutamente più chiari i concetti filosofici che ci vuole illustrare.
Così le dissertazioni sull’energia dell’universo hanno il potere certamente di colpire il lettore, se a farle sono il protagonista e il suo nuovo amico, baby shark, un piccolo squaletto che l’autore, nelle vesti del protagonista narratore, incontra oltre la barriera corallina di una delle isole Thailandesi.
Il diario di viaggio, quindi, s’intreccia con il racconto di questa esperienza magica. 
“Un viaggio è sempre il più vicino dei misteri. Un viaggio ha in sé la rara sensazione della prossima scoperta di un segreto. Un viaggio è l’essenza stessa della vita.”

“Fa caldo ma è ventilato. Il cielo è in parte azzurro e limpido ed in parte solcato da nuvoloni e nuvolette. In alcuni punti le nuvole sono dense e nere. Il cielo della Thailandia ad agosto lascia aperte decine di possibilità e scenari ma non delude mai, anzi, arricchisce l’esperienza di questa terra e di questo paese.”


In quest’avventura il protagonista ha modo di incontrare e parlare con varie creature marine, al fine di scoprire un segreto. Ognuno di questi incontri lo arricchirà e lo porterà, lentamente, a una nuova conoscenza di sé e delle proprie capacità, nonché gli permetterà di carpire alcuni segreti della vita. 


“…una volta arrivato ad un certo punto, hai la possibilità di decidere da solo se essere presente o farti distrarre. Questa è la sfida della vostra epoca. In occidente siete arrivati al culmine energetico della vostra tensione mentale, ora dovete decidere in quale direzione svoltare, se dentro o fuori di voi. Ognuna delle due scelte avrà comunque effetti sulla realtà. Anche non scegliere avrà effetti.” 

 
“…vi sono infinite possibilità, che anche quando credi che andare a fondo sia l’unica possibilità, la magia della vita può sempre sorprenderti e salvarti.”

“La nascita e la morte non contano, l’esistenza è il fulcro. Se vuoi essere un favorito della fortuna devi essere il miglior te in ogni singolo istante, anche se ciò può costarti un’umiliazione o la vita stessa. I favoriti della fortuna sanno di esserlo, ma non attribuiscono molta importanza a ciò o alla loro vita, avendo ben chiaro che entrambi sono parte di altro che è di più. Loro non temono ma amano, sono pura immaginazione in un mondo di dolore e difficoltà, sono la vibrazione che spezza gli equilibri.”

Scritto volontariamente in modo semplice e confidenziale, per arrivare in modo immediato e diretto nell’animo del lettore, il libro è un piccolo scrigno di proposte e riflessioni. Oltre a divertire, durante la lettura dei vari incontri sottomarini, apre spiragli di conoscenza profonda nella mente di chi legge.

Un buon lavoro, sicuramente originale nella concezione e diretto nella comunicazione, di scorrevole lettura e dagli spunti filosofici interessanti.


CITAZIONI DAL LIBRO

“Anni fa ho scoperto che la mente si nutre di vita, incontri, scontri e silenzi. Il silenzio è come il sonno. Permette alla mente di rigenerarsi e al contempo di riorganizzare le informazioni pescate qua e là con i cinque sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.” 

 
“Solitamente odiamo quelli che ci spingono oltre i nostri limiti, ma loro sanno che quell’odio è necessario per raggiungere l’obiettivo di una nuova conquista o consapevolezza, poiché dopo, l’odio, si trasformerà in gratitudine, consentendoci di diventare esseri viventi capaci di essere di aiuto per gli altri, con fiducia e convinzione.”

“Ho sempre creduto che il tempo trascorso a parlare, o anche solo ascoltare, persone che avevano senza dubbio qualcosa da trasmettere fosse uno dei modi migliori per trascorrere parte del tempo presente al fine di un utilizzo migliore del tempo futuro.”

“Devi capire che voi uomini vi siete scissi, per volere di pochi, dall’unicità della vita. Ognuno di voi è come se fosse scollegato da se stesso e dal resto della realtà. Questo contrasta con l’essenza della vita ed allontana dalla stessa, tradendo la scommessa su cui il suo pensiero si fonda. Da qui la contrapposizione tra esseri umani e tutto il resto, compresa la Terra.”

“Dormi poco, gioca, scherza, la vita è come la schiuma di un rivolo d’acqua che si ritrae dalla spiaggia, dura il tempo di un’occhiata, vale l’istante di un ricordo.”




INTERVISTA ALL’AUTORE

 

domanda (D): Com’è nata l’idea di questo libro?

risposta (R): L’idea è nata grazie ad un altro libro, molto letto dai bambini di tutte le età, e che casualmente mi era tornato tra le mani poco prima di partire per la Thailandia, terra che mi ha poi reso molto semplice tradurre l’idea in realtà. La storia raccontata con quel libro, ma anche la biografia del suo romantico autore, mi hanno sempre affascinato ed accompagnato, per più di vent’anni, con i loro insegnamenti sempre attuali ed essenziali, per chi voglia mantenere viva l’innata capacità di amare e sognare. Questo libro è Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

(D): Perché hai deciso di strutturarlo in questo modo?  
(R): La struttura, come per il ben più famoso racconto del viaggio sulla Terra del piccolo biondino, è quella tipica del lungo racconto, con il quale l’autore intende, per intimi motivi, parlare indirettamente di sé e del proprio mondo interiore, comunicando in questo modo al pubblico dei lettori un messaggio spesso attuale, sicuramente profondo, che con altre strutture narrative risulterebbe da un lato pesante e dall’altro lato rivolto solo ad un pubblico adulto e di nicchia. Il racconto di fantasia, collegato in modo chiaro ad un viaggio nella realtà oppure ad aspetti concreti di quest’ultima, permette, invece, di rivolgersi trasversalmente a tutti i potenziali lettori esistenti, dai più piccoli ai più grandi, potendo ognuno di loro scorgere e completare, sulla base del percorso di vita svolto, il messaggio contenuto nel racconto.
 
(D): Come coniughi questo tuo lato da esploratore dei meccanismi e del senso della vita, con la tua professione di avvocato? 
(R): Il collegamento è inevitabile. Come ho cercato di spiegare nel mio primo libro “o avvocato o morte!” , scritto di getto come necessità esistenziale, senza regole e con poca attenzione alla forma ed al perfezionismo linguistico, l’avvocato è sostanzialmente un condannato alla solitudine che attraversa, oltre alla sua, più esistenze che si intersecano tra loro, vivendone aspetti, al contempo drammatici ed esilaranti, che, senza possibile alternativa, lo conducono sino ai confini degli abissi della mente e dell’anima dell’uomo. In questo modo, l’appassionato professionista avvocato riceve in cambio un insegnamento unico ed indispensabile per condurre una vita completa: una lucida e cincia consapevolezza sulle caratteristiche umane che, come contro altare, impone la necessità di ritrovare altrove, in altre forme, un collegamento con la parte più pura di ogni essere vivente, quella scintilla di energia che anima la mentalità creativa concessa in dono a ciascuno di noi al momento della nascita. (D): Continuerai a scrivere di questi argomenti o per le tua prossime produzioni ti cimenterai in altri generi?  
(R): Sinceramente non so risponderti con precisione. Al momento sono immerso in evoluzioni professionali che dopo anni dal mio inizio professionale mi appassionano come allora. Quindi, al momento sto scrivendo poco, prevalentemente per me stesso, ma sono certo che questa sia solo una pausa di evoluzione necessaria, come spesso accade, per continuare su una strada misteriosa come quella tracciata dalla volontà di scrivere per comunicare.

(D):  I tuoi progetti futuri? Parlacene  

(R): Posso dirti che da tempo immagino un racconto, forse un romanzo, che come protagonisti ha un anziano signore, un giovane ed idealista professionista ed una bella e fascinosa donna dello spettacolo. Non so se da questa idea ne nascerà qualcosa, ma non lo escludo. Non so essere più preciso perché ho capito che, contrariamente a ciò che molti pensano, non sempre è lo scrittore a decidere della scrittura ma sovente è questa a decidere per lui e di lui.

(D): Nel primo libro affrontavi come imparare a vivere meglio, come arginare i problemi per trovarne una soluzione, come superare i punti critici della nostra esistenza con uno sguardo e una capacità di giudizio positiva e pronta a cogliere le potenzialità che la vita ci offre, anche i momenti negativi. Qui, in questo tuo nuovo libro, ricorre il tema centrale: scoprire come vivere, ma lo affronti in modo e in uno stile narrativo completamente differente. Perché questa scelta?  
(R): Sostanzialmente ho già risposto in precedenza, ma questa domanda è comunque utile e fondamentale per ribadire un concetto essenziale in merito alla volontà di comunicare pensieri e riflessioni profonde che, nonostante questa peculiarità, riguardano il quotidiano esistere di ognuno di noi. La scrittura in sé, quindi scrivere libri, scrivere articoli di giornale, oppure scrivere su un blog, è una delle forme di comunicazione di massa ad oggi esistenti. L’obiettivo di questo tipo di comunicazione è, in definitiva, quello di raggiungere il più alto numero di persone. A mio avviso, per la mia ormai lunga esperienza di lettore, lo schema migliore per questo fine è quello del racconto fantastico ben ancorato, lungo il suo svolgimento, agli spunti concreti forniti dalla realtà, siano essi cose o persone. Del resto, lo stesso essere umano è il prodotto di sogno e realtà.


(D): In questo tuo ultimo libro tocchi argomenti quali: il fluire delle cose, l’esser parte di qualcosa, l’esser centrato nel presente e con se stesso, la capacità di amare gli altri e permettere la loro crescita, il rispetto per il mondo che ci è stato affidato, la magia della creazione e nella rinascita. Lo fai in modo diretto e semplice, come se raccontassi una favola, ma senza dare risposte, lasciando al lettore l’interpretazione personale ai vari messaggi. Anche nel finale sei stato vago. Il tuo scopo è portare chi legge a porsi interrogativi e raggiungere, da solo, proprie verità?  
(R): Bisogna fare una distinzione. Premetto, pertanto, che secondo me lo scopo di uno scrittore, in particolar modo quello degli scrittori sconosciuti al grande pubblico come Simone Bertino, è quello di esteriorizzare uno stato d’animo così carico di energia da pretendere di ottenere una materializzazione nella realtà. In questo modo, quello stato d’animo diventa tangibile prima di tutto all’autore e poi, se capita, a quanti entrano in contatto con il manoscritto o con l’e-book. Per quanto mi riguarda, la scrittura è prima di tutto la materializzazione di particolari stati d’animo in grado di sopravvivere a loro stessi. Se, invece, vogliamo ipotizzare che quello stato d’animo, una volta venuto ad esistenza, abbia così tanta energia da raggiungere un vasto numero di “interlocutori”, allora non si può che concludere per una risposta affermativa alla Tua domanda. Ogni libro ha in sé un messaggio da completare ad opera del lettore. Ne consegue che il messaggio ha un’intuibile matrice originaria, ma il suo significato non è uguale per tutti. 

(D): Per le tue pubblicazioni hai scelto il selfpublishing su ilmiolibro.it? Perché? E’ una scelta vincente, dal tuo punto di vista? 
(R): Se il metro di paragone per definire vincente una scelta editoriale è il successo di vendite, la risposta e no. La pubblicità e, con essa, la scienza del marketing rappresentano l’anima del commercio e la conseguente possibilità di successo di qualsiasi prodotto che voglia affermarsi sul mercato al fine di conseguire il margine di profitto. Anche se per certi versi non insormontabile, questo è un dato ineluttabile con cui confrontarsi, ed il selfpublishing da solo non permette di aggirarlo. Se, invece, il metro di paragone è la possibilità di tenere tra le mani un proprio manoscritto e poterlo condividere con altre persone la risposta e sì. Ogni scrittore è all’inizio un semplice sconosciuto che con più o meno fermezza intende, spesso senza sapere come, affermarsi in quella veste. Da questo punto di vista il selfpublishing e, nel caso di specie, ilmiolibro.it offrono un’opportunità in più. Il sito ilmiolibro.it, così come altre piattaforme per il selfpublishing, rappresentano, inoltre, ottime idee imprenditoriali in grado di creare lavoro coniugando, sino ad unirle inscindibilmente senza limiti e confini materiali, le due anime del mondo reale dell’editoria, la scrittura e la lettura. Per quanto mi riguarda scrivere è prevalentemente una valvola di sfogo, ma mi aiuta anche a cercare di mettere in pratica il principale e fondamentale insegnamento di tutti i più grandi profeti e filosofi (credo non ci sia differenza): conosci te stesso. Per questo fine il selfpublishing è un ottimo alleato. 

(D): Facciamo un gioco. Io ti dico una frase e tu la completi brevemente, secondo il tuo modo personale di vedere le cose. 

La vita è creazione in movimento
L’amore è l’unica forma di energia invincibile
Il successo è fare della propria vita ciò che si desidera veramente
La sconfitta è solo un altro passo verso il successo
La pace è lo stato dell’anima da riscoprire e da esportare
La comprensione è evoluzione
La consapevolezza è un dialogo silenzioso con il tutto, qualunque sia il nome attribuitogli.
L’armonia è allineamento con il fluire del pensiero da cui tutto genera, qualunque sia la realtà circostante
La comunicazione è condivisione
L’arte è il tentativo dell’artista di spiegare la propria visione sugli aspetti più reconditi ed incomprensibili dell’universo. Per quanto mi riguarda, anche il fisico, il chimico ed il matematico sono artisti
Il creato è un palcoscenico in costante evoluzione
Il divino è l’uomo consapevole
L’anima è il mezzo con cui sfruttare, per il tramite della mente, le infinite possibilità esistenti
 
E ancora,
Sono felice quando… sento che sto assecondando correttamente la mia natura di pensatore creativo

Sono triste quando…  raramente, avendo intuito come aggirare il finto problema della tristezza.

Mi sento realizzato quando…  agisco consapevolmente nella realtà senza sprecare il tempo che mi è stato concesso

Mi sento deluso quando… la delusione per le cose della vita è un lontano e simpatico ricordo
 
Chiudo questa intervista riportando uno stralcio della dedica che l’autore ha inserito nella sua prefazione al libro “(letto letto) il Re Squaletto”)

“Dedico questo libro ai sognatori di tutte le età, perché loro sono il vero motore della creazione divina qui sulla Terra.”


La stessa dedica, lo stesso augurio, lo faccio ora io a Simone Bertino, perché di sognatori che credono in altri sognatori ne abbiamo davvero bisogno!
Grazie all’autore per la disponibilità avuta per questa intervista, complimenti per le sue opere e tanti in bocca al lupo per questa sua ultima fatica. 


a cura di Loriana Lucciarini
 

Titolo: (letto letto) il Re Squaletto
Autore: Simone Bertino
Editore: ilmiolibro
ISBN: 9788891061874
1a edizione 11/2013
Categoria
: Fiabe e libri per ragazzi
Pagine: 128
Formato: 12×18 – Copertina Morbida – bianco e nero
Prezzo di vendita: 12,50  euro

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