[Letti per voi] – Ed è subito Natale | Un’antologia di racconti da leggere gratis!

La neve, l’albero, le decorazioni, le luci, i pacchetti, i fiocchi, il vischio, il freddo, il pungitopo, Babbo Natale vestito di rosso, il cotechino con le lenticchie, i fichi secchi con le noci, il tiramisù, le lasagne, la tovaglia a quadri, i segna posto, la pancia che scoppia, il vino buono, lo spumante, il camino acceso, il piumone, il divano, il plaid, il pigiama con la renna,  il biglietto di auguri, la famiglia, gli abbracci, gli amici, la valigia, la tombola, il mercante in fiera, Mamma ho perso l’aereo, un buon libro, qualche racconto

 

 


La mia recensione

 

Le atmosfere magiche del Natale, a Natale… ma non solo!

Quest’antologia di racconti in tema natalizio vi potrà accompagnare per i 365 giorni dell’anno. Divertendovi, grazie ai racconti originali e i finali a sorpresa. Emozionandovi, con testi intimistici capaci di scattare istantanee di solitudine celata fra gli abbracci e le sfavillanti luci della festa.

L’antologia si apre e si chiude con i testi delle due persone grazie alle quali il progetto ha preso vita: Valentina Gerini (curatrice editoriale), che ha scritto l’introduzione e Stefania Bergo (che ha creato la grafica e la copertina), sua la lettera conclusiva: “Caro Babbo Natale”.

Cosa troverete in “Ed è subito Natale”? Tanti racconti, ben scritti e gestiti rispetto al tema. Storie che alternano toni leggeri a luci e ombre più nette, voci più dissacranti o goliardiche a quelle più rabbiose, per esiti inaspettati. Curiosi? 🙂 Eccole qui:

“Esci da questo corpo”, di Valentina Gerini: questa storia esce dal baule dei ricordi, con quel suo inconfondibile profumo di passato e polvere. Una storia d’altri tempi, in una terra arsa dal sole, dove la speranza di una madre si contrappone al male incombe…

“Un Natale con gli ultimi” di Ornella Nalon, una storia che arriva come un caldo abbraccio, dal sapore di casa e accoglienza. Una storia  che stimola, fa riflettere e porta a comprendere il vero senso del Natale…

“Il grande bluff” di Stefania Bergo, una storia introspettiva dai colori del grigio, bianco e argento. L’argento dei frammenti di sogni infranti, il grigio del rimpianto. Il bianco del presente; un presente ancora tutto da scrivere, una scelta da fare…

“Il dono della libertà” di Silvia Pattarini, bello e intenso, crudo e vero: un ritratto di una realtà a tinte forti e contrasti, che parla di quotidiani soprusi che troppo spesso ignoriamo…

“Un sogno per Natale” di Tamara Marcelli, un racconto in apnea: che avvinghia e trascina in ore dense, fatte d’attesa. E paura. E speranza. E emozione. Da leggere…

“Natale sotto il sole” di Claudia Gerini, la festa dai colori d’estate, in un clima tropicale, dall’altra parte del mondo, in una scenografia inusuale e originale. Ma, in fondo, la gioia del ritrovarsi con chi si ama è in grado di trasformare ogni angolo del pianeta in una cornice speciale e perfetta, sempre…

“Buon Natale signor Picock” di Emanuele Zanardini. Storia divertente, che assocerei al cioccolato caldo aromatizzato alla cannella: un’avventura per adolescenti con un mistero da svelare e un segreto da scoprire, dai toni fiabeschi…

“Affogato al cioccolato, con granella di pino sintetico”, di Giulia Mastrantoni. Ha il sapore ferroso della rabbia. Questa breve storia, dai colori cupi dell’odio, mostra come le ferite quotidiane siano il fiele che genera nuovo dolore…

“Piccole storie d’amore” di Bruno Di Marco. Luci colorate e divertenti, per un racconto breve che ha la leggerezza di un battito d’ali di farfalla e riesce a far sorridere…

“La cappelliera rossa” di Paola Casadei. Il racconto più lungo e più articolato. Ha il gusto del gulash, speziato, saporito, corposo: un mix di aromi dal sapore vicino e lontano. Una storia coinvolgente, intima, familiare che unisce vicende del passato al presente…

“Un Natale fuori dagli schemi” di Andrea Pistoia. Ho apprezzato la narrazione: ironica, divertente, l’autore fa l’occhiolino al lettore trascinandolo in un flusso di coscienza che turbina veloce come i pensieri di No né, l’originale e stravagante protagonista. Non banale. Consigliato.

“Il mondo di Amir” di Davide Dotto. Curry e sole. E sorrisi. E profumi d’Oriente. Un racconto che è quasi una fiaba. Una fiaba che è vuole essere una metafora. Una metafora che vi stupirà, strappandovi un sorriso…

“Un Natale senza rete” di Lara Zavatteri. Gusto frappè alla vaniglia: il nuovo della tecnologia e le tradizioni da riscoprire. Un se fosse che intriga e diverte.

“Operazione di Mezzanotte” di Loriana Lucciarini. Ecco il mio: un noir, un complotto, un piano da portare a termine che saprà spiazzarvi e coinvolgervi [almeno spero! 🙂 poi lasciatemi il vostro feedback, eh, ci tengo!].

“Natale in casa Merimet” di Emanuele Zanardini: luci, caos, colore, profumi, un mix che ci ricorda che significa l’insieme di emozioni, ricordi, voci, persone che chiamiamo “famiglia”

Ho letto con interesse e viva curiosità tutti i racconti inseriti in questa antologia. Vi posso garantire che saranno una compagnia ottima per le vostre serate libridinose!

«Ed è subito Natale» è un titolo consigliatissimo e, fra l’altro, offerto in download gratuito dal Collettivo de Gli Scrittori della porta accanto che l’ha prodotto, per festeggiare sempre il Natale! 🙂

Potete perdervelo? Naaaaa 😉

Scaricatelo qui

Loriana Lucciarini

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[ospiti] – Aperitivo con Fabio Falugiani | Il fascino dei ricordi…

Buonpomeriggio followers! 😀

Il Salotto di Scintille oggi ospita un autore per un aperitivo letterario e noi abbiamo qui Fabio Falugiani.


Chi è Fabio Falugiani?

Nato a Firenze nel 1969 da padre mugellano e madre fiorentina, Fabio Falugiani mostra fin da piccolo una profonda curiosità per la parola scritta, che favorisce la sua formazione classica e la predilezione per la poesia greca e latina. Saranno gli incontri con i romanzi di Pratolini e Camus ad avvicinarlo al Novecento. Appena maggiorenne convola a nozze e diventa padre di Luna, ma il matrimonio dura solo pochi anni. Le seconde nozze in età matura avranno ancora minor fortuna. Nel 1996 comincia la sua avventura nel mondo del commercio e della Grande Distribuzione che gli darà ottime soddisfazioni, ma mai la convinzione di essere realizzato. A trentacinque anni lascia l’amata Firenze per motivi professionali e dopo lungo girovagare, approda definitivamente nella cittadina di Monsummano Terme dove felicemente risiede tutt’oggi. Sono questi gli anni dediti allo studio della musica classica, passione tardiva ma intensa, che affianca i suoi interessi letterari. Ha pubblicato alcuni articoli e recensioni di Filologia con l’interesse particolare sulle relazioni tra la Firenze rinascimentale e la diffusione delle opere greco-latine. Ama il tennis, l’astronomia e la cucina italiana.


L’ultima pubblicazione di Fabio Falugiani?

CELESTE IMPERFETTO, di Fabio Falugiani

«Dio esiste, gli uomini sono buoni e il denaro non è importante.» È con queste convinzioni che Giovanni affronta gli ostacoli che la vita gli pone davanti e come un moderno Don Chisciotte combatte impavido un mondo che non sembra mai girare per il verso giusto.

Il racconto della sua storia si sviluppa fino all’età matura e si snoda intorno alle sue innumerevoli vicissitudini sentimentali.

Celeste imperfetto, è la storia di un sogno, la storia di una generazione, di un paese allo sbando che ha perso i valori che lo sostenevano. È anche la storia della famiglia italiana negli ultimi trent’anni, della sua profonda crisi, del suo lento disgregarsi in virtù di un benessere economico che l’ha ridotta in briciole.

Ma una salvezza esiste, anche per Giovanni: l’amore per la cultura, la mistica bellezza della musica, il fascino dei ricordi e il tempo che passa, sono le non piccole speranze di cui si riveste e insieme al suo catalogo delle donne, alle stelle attaccate sul soffitto e agli angoli più segreti della sua Firenze, compongono il suo personale tentativo di combattere l’eterna e implacabile dissoluzione di tutte le cose.


Scintille –  Iniziamo subito, partendo con le domande: presentati ai lettori…

Fabio Falugiani – Sono nato nel 1969 a Firenze. Ho vissuto per più di trent’anni dentro una città unica al mondo. Poi mi sono trasferito nel pistoiese, a Monsummano terme, prima per motivi lavorativi, poi per scelta. Mi sono sposato due volte, con pessimi risultati e danni incalcolabili alle finanze e alla psiche. Ho una meravigliosa figlia di trent’anni, una compagna che mi ha cambiato in meglio la vita, e una serie di persone con cui riesco a condividere molto. Ho lavorato nel commercio, un mondo dannato, dal quale, per adesso, mi tengo lontano. Potessi tornare indietro la mia biografia sarebbe totalmente diversa, tranne questa intervista.

Scintille – Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Fabio Falugiani – Mi guardo allo specchio e vedo un essere sensibile e romantico, un po’ asociale, innamorato dei libri e del passato e con una forte componente spirituale che lotta quotidianamente col suo contraltare terrestre. Mi occupo di cultura, scrivo, leggo, ascolto e suono musica, e ho anche una bella famiglia. La prima metà della mia vita è stata un apprendistato, sia sul mondo del lavoro, sia per gli affetti umani, e anche per la cultura. Di tutto mi sono imbevuto, con tutto scontrato, ho dato e soprattutto ricevuto, nel bene e nel male. Adesso dopo l’apprendistato, durato circa 50 anni, è il momento della creatività, dopo l’assorbimento c’è il rilascio. Strizzerò la spugna che sono per dare qualcosa al mondo.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Fabio Falugiani – Scrivo per denuncia. Tutto parte da una rivoluzione contro un sistema di cose, ma non è solo un atto sociale, il mio è anche una rivolta umana, legata all’esistenzialità, a una Weltanshauung che ha bisogno di sfogarsi con le parole. Scrivere è per me comunicare con l’altro, renderlo partecipe di uno stato emotivo, nella perpetua speranza che questo tipo di esperienza porti un progresso reale nelle faccende umane, così terribilmente disastrate, da sempre. Io mi sento l’altro leggendo e poi scrivendo. Il silenzio è la mia paura più grande.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo? [se c’è una tematica in particolare possiamo creare un paio di domande ad hoc per parlare del romanzo nello specifico]

Fabio Falugiani – Ho pubblicato a ottobre il mio esordio letterario, «Celeste imperfetto», un classico romanzo di formazione con una forte componente autobiografica. Sono partito da un punto e poi, col dipanarsi della storia, le tematiche si sono sviluppate autonomamente, senza forzature, è stata come una seduta psichiatrica davanti allo specchio, sono stato paziente e dottore a un tempo. Sono emerse due tematiche principali: il problema della comunicazione tra esseri umani, e quello della famiglia; a ruota naturalmente tanti altri temi si sono sviluppati, come quello della morte, del rapporto uomo-donna, della musica, dell’arte, del progresso e la tecnologia e di cosa possa essere Dio. Tutto è stato focalizzato su me stesso e poi sugli altri, creando una vera e propria spirale di messaggi che ha fatto emergere i due lati base dell’essere umano: la bontà e la cattiveria. È stato bellissimo assistere alla più grande battaglia di tutti i tempi, e di cui non avrei voluto trattare, ma la lotta è sorta spontanea, e naturalmente non rivelerò il vincitore.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Fabio Falugiani – Essendo in qualche modo un “perdente” nato, amo questo genere di personaggi. Sono quelli che si denudano, che non sanno mascherarsi, che portano la propria croce e a volte anche quella degli altri. Ma sono gli stessi personaggi che poi si incattiviscono, che pasticciano, che distruggono per poi riscattare e ricostruire. Amo i rivoluzionari, gli assediati, gli inquieti, ma anche e soprattutto gli innamorati, che siano innamorati di qualunque cosa buona.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Fabio Falugiani – Mi piacciono le storie che si dipanano attraverso il tempo, in cui le persone cambiano, si modificano pian piano, in cui c’è un percorso che non sai dove li porta, ma che rende l’intreccio interessante, alternativo. Non ho un genere particolare. Sono partito da un romanzo di formazione, ma ho appena terminato il mio primo trhiller, e sono quasi in fondo a un romanzo non di genere che ha tratti stupefacenti, e dice cose che non avrei mai pensato non solo potessi dire, ma anche pensare. C’è molta introspezione, anche una tenace improvvisazione, perché amo sorprendere e sorprendermi. Ai nastri di partenza c’è una storia, invece, corale, non so come definirla, un mix tra Dante, Verga e Freud. Vedremo.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta i inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Fabio Falugiani – Questa è una domanda complessa, non ne esco facilmente. Il suono e l’immagine sono fondamentali, molto più dei colori e dei profumi. All’inizio soprattutto questo mondo è essenzialmente immagine, poi accompagnata da musica, e i due tratti si confondono, fanno parte della stessa cosa. Deve passare un po’ di tempo perché ci siamo dei colori e dei profumi. Al centro di tutto c’è il mio immaginario.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano. Parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Fabio Falugiani – Consiglio a chiunque voglia pubblicare un romanzo, di badare al contenuto di quel che produce. Un buon prodotto per originalità della storia, per la qualità dei personaggi, linguaggio e messaggio; queste sono le basi di qualsiasi altra conseguenza possibile. Tutto il resto conta poco. Se scrivi qualcosa di bello, prima o poi, qualcuno lo riconoscerà e ti verrà incontro. La sostanza prima di tutto, perché è quella che serve, anche dopo la pubblicazione che resta un punto di partenza non certo di arrivo. Il mio «Celeste imperfetto» ha vissuto alcune revisioni, varie stesure, prima di trovare la sua strada. I “no” ricevuti mi sono serviti per migliorarlo, per renderlo più bello, ogni “no” evidenziava un difetto da correggere. Ho imparato molte cose strada facendo. Dai tutto te stesso al tuo sogno senza arrenderti e sarai ripagato.

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Fabio Falugiani – Saluto i lettori con una parte del romanzo in cui si parla del valore dei libri, mi sembra opportuno farlo in questa intervista…

«Poi ci fermammo in un angolo dove non c’era nessuno, sotto uno dei piloni che sorreggeva la struttura; alzai gli occhi e sopra di me c’erano metri di scaffali, un patrimonio di milioni di pagine, molte delle quali scritte  rigorosamente a mano. La guardai e le dissi, parlandole sottovoce  all’orecchio: «Abbiamo fatto tante cose cattive nella nostra storia, siamo  riusciti a inventare una cosa mostruosa come il computer, oppure i  sommergibili, e, ancora peggio, gli aerei, ma qualcuno di noi è stato capace  di scrivere tutto questo, di conservarlo e di tramandarlo fino a me e te.

Finché ci saranno i libri e finché qualcuno avrà il coraggio di raccontare una storia e metterla su carta, allora potremo ancora salvarci.»


L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio Fabio Falugiani per aver partecipato con noi a questo aperitivo letterario e, salutandovi, vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTORE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? …ECCO I SUOI CONTATTI 🙂

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[ospiti] – 7 domande a… | intervista a Angy C. Argent

Buonpomeriggio, carissim* ❤ !

Con la riapertura del blog, riprendono gli incontri letterari nel Salotto di Scintille d’Anima. Oggi, aperitivo pomeridiano con ANGY C. ARGENT, poetessa e scrittrice.

Chi è Angy C. Argent?

Angy C. Argent nasce, nel 1965, a Bologna dove si diploma all’Istituto Magistrale. L’autrice, fin da piccola manifesta un vero amore per la scrittura, essendo una bambina solitaria e introspettiva comincia a scrivere su un quaderno i suoi  pensieri che, più tardi, diventano le prime poesie. Le letture classiche sono, da sempre, le sue preferite: Hermann Hesse, Verga, Pascoli, Prévert, la Bibbia e vari testi filosofici, l’accompagnarono in un percorso che le permise di trovare punti di riferimento con cui domare la sua indole inquieta e curiosa.  Lavorerà prima come arredatrice poi, ricalcando le orme paterne, nel campo della ristorazione e questo le permette di viaggiare lungo l’Italia, la Spagna e  la Francia. L’autrice vive alternandosi tra Biarritz e Bologna dove risiede la sua famiglia.  Angy ama il mare, il lago e ogni luogo ameno dove potersi rifugiare, nel suo tempo libero, a leggere, scrivere, ascoltare musica. Le sue opere, principalmente poesie, sono l’espressione delle sue introspezioni, della sua fantasia, passione e creatività che trovano nella scrittura il loro compimento. Nel 2016 vince il contest Besharewood con il racconto “Biarritz, coup de coeur” che è stato pubblicato sul magazine online Travelnews24.it; il contest Visionivivaio2016 con la poesia “Mondo Nuovo” che è stata letta in diretta all’expop di Milano. Ha partecipato all’iniziativa internazionale “Centomila Poeti per il cambiamento”. Alcune sue poesie sono presenti nell’Antologia “La pelle non dimentica” edita dalla Associazione Culturale Euterpe e dalla Casa Editrice Le Mezzelane.

L’ultima pubblicazione di Angy C. Argent?

La raccolta poetica “Sfumature d’amore” (Le Mezzelane editore)

Si potrebbe definire l’amore un caleidoscopio di colori che sfumano l’uno nell’altro: dal rosa romantico al grigio nostalgico, dal bianco candore al nero dolore. A volte l’amore è complicato perché non è immutabile, si trasforma sotto i nostri occhi e non ce ne accorgiamo.

Scintille –  Ciao Angy, benvenuta! 🙂 Iniziamo subito, partendo con le domande: presentati ai lettori…

Angy C. Argent – Ciao a tutti 😀 e grazie per questa opportunità! Mi presento: sono nata nel 1965 a Bologna da padre e madre ristoratori. Ho una sorella che amo anche se non abbiamo condiviso molto la nostra gioventù, non per differenza d’età ma per motivi caratteriali. Ho un diploma magistrale, anche se il mio sogno sarebbe stato quello di frequentare il conservatorio. Sono sempre stata una fervida lettrice, anzi da piccola forse più di ora. A scuola gli insegnanti mi spingevano a continuare a scrivere ma la vita ha altre esigenze per cui, dopo qualche anno passato a lavorare per un negozio di arredamento in stile, proseguii le orme paterne fino a diventare, in breve tempo, uno chef di cucina. Questo mestiere mi ha portata a spostarmi di continuo, anche all’estero. Oggi vivo tra la Francia e l’Italia dove risiede la mia famiglia. Ho sempre scritto poesie. Le ho conservate. Dopo essermi confrontata su vari siti per scrittori, avere partecipato a gare letterarie, vinsi un concorso indetto dalla Casa Editrice Le Mezzelane. Così, in agosto 2017 è uscita la mia prima silloge poetica: «Sfumature d’amore».

Scintille –  Chi sei, cosa fai, che hai combinato fin qui e cosa combinerai?

Angy C. Argent –  Sono una donna che è prima di tutto madre e nonna e poi un’autrice. Queste sono le uniche certezze che ho. Cosa faccio? Bella domanda! Ancora oggi me la sto ponendo. Lavoro, scrivo, vivo. Ascolto musica, che amo, leggo e cerco di aiutare il mio prossimo quando posso. Fin qui ne ho combinate tante e non tutte sempre giuste (tuttavia, credo che non sia una prerogativa solo mia). Cosa combinerò? Non lo so… Vivo alla giornata perché credo che il tempo non esista, quindi quello che faccio ora in questo momento avrà un seguito, o conseguenza, che a sua volta avrà un altro esito e così via nel perpetuarsi dell’eterno momento che  ci è stato dato. Credo che il cammino di ognuno sia già tracciato ma io continuerò a scrivere perché questo mi fa stare bene e mi fa sentire viva.

Scintille – Che rapporto hai con la scrittura? Cosa significa per te? Cosa vuoi comunicare?

Angy C. Argent – Le parole per me hanno sempre rappresentato qualcosa di più che l’essere semplici segni scuri su un foglio bianco. Complice, forse, il mio amore per la musica ne sento il suono. Credo che la musica, le parole e i numeri siano collegati tra di loro. Le parole hanno un ritmo, un ordine, un suono, una cadenza, una propria vita e ragione d’esistere. Per me, la scrittura, ha significato apertura: verso il mondo esterno, gli altri esseri umani e, di conseguenza, una capacità maggiore di autoanalisi. Come potete vedere scrivo molto, in realtà parlo poco. Con le parole desidero comunicare speranza. Anche dove c’è tristezza, dolore, morte, paura, incertezza, la speranza è là, vigile, pronta a sostenerci. Desidero parlare d’amore, quell’amore che è capace di abbracciarci tutti, senza differenze o confini. Desidero che le persone leggendo si pongano dei quesiti e possano riflettere oltre che emozionarsi e anche, perché no?, divertirsi.

Scintille – Parlaci dei tuoi romanzi pubblicati. Quali tematiche affronti e in che modo? [se c’è una tematica in particolare possiamo creare un paio di domande ad hoc per parlare del romanzo nello specifico]

Angy C. Argent – Ho pubblicato, per ora, solo una silloge poetica: «Sfumature d’amore». Scrivo anche racconti dei quali uno, «Biarritz coup de coeur», è stato pubblicato sul magazine online Travelnews24.it

La raccolta poetica affronta la tematica dell’amore universale, se così si può dire. L’amore come concetto o visto come un grande contenitore (la vita stessa) al cui interno ci sono gli strumenti che ci permetteranno di renderlo reale: i sentimenti. Questi sentimenti, secondo me, sono le sfumature dell’amore. Ogni sentimento ha un colore: il rosa rappresenta gioia, felicità; il rosso la passione, l’ira, la vendetta; Il nero il dolore, la rinascita e così via. In questo modo possiamo rappresentarli usando un linguaggio che possiamo capire. Il fine ultimo è la costruzione dell’amore, o il dipinto che ne possiamo fare per renderlo tangibile. Non credo che arrivi così, da un momento all’altro. Anche quando conosciamo qualcuno, che potrebbe diventare la nostra metà, se diamo tutto per scontato non avremo mai nulla di duraturo. La struttura di questa raccolta è circolare, la vita e la morte si inseguono e l’unico ponte tra di loro è la speranza. Queste tematiche, o alcune di esse, sono presenti anche nei miei racconti e altre sillogi che sto terminando. La vita stessa è la mia fonte d’ispirazione.

Scintille – Come sono i tuoi protagonisti? Hai una predilezione per un certo tipo di personaggi?

Angy C. Argent – Posso dire che ci sono anche dei protagonisti nella mia raccolta di poesie. All’interno sono contenute tre storie: una coppia che è arrivata insieme alla vecchiaia e ci dice come questo sia avvenuto nel loro caso; un uomo disilluso e amareggiato che crede di non riuscire più ad amare e non si accorge che, pur nella sofferenza, sta cercando proprio l’amore; e una storia d’amore antica, dei tempi dei nostri nonni dove si dava importanza a valori che oggi sembrano scomparsi. E, visto che tutte le poesie si prestano a interpretazioni diverse, vi dico anche che c’è una poesia che tratta un sentimento in particolare e succede qualcosa di inquietante e purtroppo molto attuale. Ma credo che nessuno fino a ora lo abbia intravisto. Nei romanzi non prediligo un personaggio piuttosto che un altro ma vorrei che ognuno avesse un suo carattere.

Scintille – Quali genere di storie ami raccontare?

Angy C. Argent – Per quel che riguarda la narrativa amo molto il thriller, l’horror, il surreale, la fantascienza. Mi piace scendere dentro l’abisso del genere umano, cerco di comprendere cosa possa spingere un uomo a commettere delitti efferati o da cosa può essere motivato un essere umano nel credere in Dio o nel credere a un demone. Mi interessa molto mettere in risalto la psicologia dei personaggi. Amo scavare, fare ricerche nel passato, nella storia, nei miti poi adattarli ai giorni nostri. Anche nelle storie fantasy c’è sempre un fondo di reale, non slego mai completamente la narrazione da quello che possono essere esperienze concrete e che tutti noi conosciamo.

Scintille – Se dovessi definire il tuo mondo di carta e di inchiostro con quali colore, immagine, profumo o suono lo descriveresti?

Angy C. Argent – Tinte forti e definite, immagini sfocate quasi eteree, profumo di gelsomino e incenso, suono di un corno. Non chiedetemi perché ho solo chiuso gli occhi pensando alla domanda e questo ho visto.

Scintille – Da autore esordiente a emergente nel panorama italiano: parlaci della tua storia e del cammino fatto fin qui. Hai consigli per chi vorrebbe intraprendere la strada della scrittura? Cosa evitare e su cosa puntare, secondo te?

Angy C. Argent – Il cammino proseguirà, la strada è la stessa dell’inizio e su questa strada ho capito che nessuno mi separerà mai dalla scrittura. Ho letto e continuo a leggere, ripasso spesso la grammatica e la punteggiatura perché sono sempre insicura, sperimento diversi stili di scrittura pubblicando racconti e poesie sui social, sul mio sito, sui siti per scrittori, partecipo a contest che mi permettono di confrontarmi con bravi autori (perché, credetemi, bravi autori ce ne sono abbastanza) e grazie appunto a un concorso ho incontrato la Casa Editrice della quale faccio parte e che ringrazio per la fiducia accordatami. Ma questo è solo un punto di partenza, da qui in poi io dovrò lavorare il doppio di prima: farmi conoscere e continuare a migliorare la mia scrittura, essere umile per apprendere anche dalle critiche che ci saranno.

A chi vuole diventare scrittore dico: chiediti veramente cosa sei e cosa vuoi.

Con l’avvento dei social e il loro espandersi le persone sono convinte di avere il mondo in mano, di poter fare tutto, tanto basta farsi conoscere e avere molti ‘mi piace’. I social sono utili come strumenti di lavoro, non lo nego, ma non fanno di noi degli scrittori. Si devono utilizzare con intelligenza per far conoscere il nostro nome e la nostra opera per questo è necessario sapere almeno scrivere un post decente. La scrittura è un’esigenza, un amore, una dannazione. Punta su te stesso: la prima cosa da fare è leggere, studiare, cercare il proprio stile, migliorarlo, ascoltare i consigli, insomma padroneggiare il mestiere di scrittore. Punta su CE piccole non a pagamento per proporre i tuoi lavori. Sii umile, anche il lavoro più bello ha bisogno di editing, ascolta i consigli. Evita gli specchi per le allodole, coloro che ti diranno che pagando potrai pubblicare e sarai arrivato perché non funziona così.  Evita di scrivere tanto per: provarci, passare il tempo, sperare di essere notato da una CE e vendere milioni di copie, provare a diventare famoso e ricco. Chi ama la scrittura non ci pensa nemmeno sa che, anche se ha la fortuna di pubblicare un libro, sono pochi coloro che potranno vivere di sola scrittura. 

Scintille – Fai un saluto ai tuoi lettori con una citazione – che poi è anche l’augurio che vuoi lasciare su questo blog – tratto dalle pagine del tuo romanzo.

Angy C. Argent – Saluto con versi tratti dalla raccolta poetica: «Sfumature d’amore». Una poesia che simboleggia, tra le altre cose, la vita stessa, vista come una stanza, dove qualcosa di noi rimarrà comunque.

Qualcosa di noi

Qualcosa di noi rimane

nel chiaroscuro della stanza

illuminata solo dalla luna.

Le nostre ombre dipinte d’amore

 

L’appuntamento di oggi termina qui.

Ringrazio l’autrice per essere stata con noi oggi e vi invito a seguire i prossimi appuntamenti di Scintille e del suo Salotto letterario.

Un abbraccio e… followME! 😀

Loriana Lucciarini


VI E’ PIACIUTA QUESTA INTERVISTA? SIETE INTERESSATI A SEGUIRE L’AUTRICE CHE OGGI VI HO PRESENTATO? …ECCO I SUOI CONTATTI 🙂

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Angy C. Argent

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Le mie letture nell’anno 2018

LE MIE LETTURE ANNO 2018

Un nuovo anno… tutto da leggere!

Quest’anno cercherò di leggere i libri che presenti nella LISTA TOP 100 che non ho ancora in bacheca. Ma non temete, continuerò a premiare anche autori emergenti e italiani contemporanei. Lascerò però libera la fantasia e le mie saranno tutte

libere scelte libridinose 🙂

Ho chiuso infatti con la prenotazione delle recensioni per il blog al fine di poter gestire in piena autonomia le pubblicazioni privilegiando anche i progetti di scrittura personali.

Insomma, un anno leggero e pieno di novità – almeno mi auguro che sarà questo 2018…

 

  1. ChiaroScuro, poesie, aa.vv. (88 pp.)
  2. Ed è subito Natale, racconti, aa.vv. (iniziato a fine 2017 – terminato a inizio 2018) (153 pp.)
  3. Travel Therapy, Federica Brunini
  4. Situazione sentimentale: complicata, Mara Roberti
  5. Il gatto, l’astice e il cammello, Valeria Corciolani
  6. Sposami per un anno e un giorno, Lorena Marcelli