[news] – È on line l’antologia poetica «Goccia a Goccia» a tema sociale. Si legge gratuitamente su Issuu

L’antologia poetica Goccia a Goccia 2017 è conclusa.
Come ormai da tanti anni il curatore, Matteo Cotugno ha dato il meglio di sé per dare diffondere la poesia.
Tra tanti bravi autori ci sono anche io (a pagina 71 con “Le parole resistono, le parole restano” dedicata al poeta palestinese Ashraf Fayadh).
Gli argomenti a sfondo sociale trattati offrono versi per riflettere, per pensare, per emozionarsi, capaci di toccare le corde del cuore.
Si può leggere gratuitamente qui

[Letti per voi] – “La borsa da viaggio blu” – l’avvincente thriller di Giancarlo Molinari

Coinvolgente, appassionate, divertente, interessante…

C’è davvero tutto in questo romanzo d’esordio di Giancarlo Molinari: ben congeniato, ottima prova, consigliatissimo, che prende un 10 pieno per il viaggio avvincente in posti del mondo, tra culture cibo, ansia e criminalità, di cui il nostro autore riesce a dare una realistica, vivida e, purtroppo amaramente vera, ricostruzione.

 

Sto parlando di “La borsa da viaggio blu”, romanzo dell’autore Giancarlo Molinari, edizioni Arpeggio Libero

 

Titolo: “La borsa da viaggio blu”, Autore: Giancarlo Molinari, Editore: Arpeggio Libero, Collana: Necatrix, Anno: 2014, Genere: Thriller, Pagine: 288 pp.; Formato: cartaceo copertina brossura – Prezzo: 16€ (scontato a 12.90 sul sito dell’editore) –  Acquistalo qui


 


Sinossi

Una sera come tante, nel locale dove svolge il suo lavoro da barista aggiunto, a Giancarlo Merini, un ragazzo dal carattere incompleto, viene affidata una borsa in custodia temporanea, un’ora gli è stato detto. Quella borsa, si rivelerà ciò che il ragazzo cercava da tempo: una svolta nella monotonia della vita. Certo, la svolta sognata era diversa: meno drammatica.
Sente di doverla accettare, perché un rifiuto costerebbe la distruzione di se stesso, la fine di ogni passione, la fine dell’intensa storia d’amore, con la sua Cristina, la fine di ogni rapporto affettivo, persino con i genitori, soprattutto costerebbe la vita a un alto numero di ragazzine e ragazzini allo sbando. Così verrà coinvolto in una vicenda, dove i pericoli sono occulti, non si vedono, ma sono presenti ogni minuto durante il suo viaggio, con una sola meta davanti: o riesce a salvare le vittime, oppure verrà
distrutto insieme a loro.

L’Autore: Giancarlo Molinari

molinari_120x120La mia vita è schizzata in più direzioni, a seconda dell’occasione. Proverò a metterla in ordine. Studi: liceo, con maturità (maturità?) risicata da allievo pigro. Biennio a Giurisprudenza con altrettanto impegno scarso. Abbandono anziché andare fuori corso.  Attività in parallelo: sport. Calciatore di buone speranze, e discreto tennista, con delusione finale dovuta a uno strappo muscolare, mal curato, alla coscia destra. Per tenere a freno l’esuberanza fisica, Giancarlo(io) si era dato totalmente all’alpinismo, pratica svolta perlopiù in solitaria. Compagno occasionale di Walter Bonatti; oltre ad apprendere come ci si arrampica, Walter mi era stato utile per capire il modo di contenere la paura, conseguenza di un passaggio estremo. Vita sentimentale: qualche storia senza seguito, e una relazione con una donna, durata cinquant’anni, senza arrivare al matrimonio, con il frutto, gradito, di mia figlia. All’età della pensione nuova sterzata verso una direzione imprevista. Vent’anni a seguire la mia Paola, nella sua professione di restauratrice d’oggetti d’arte. Che altro? L’età, ecco: “esordiente, seppur non più giovanissimo” è stato un simpatico eufemismo usato al momento di accettare il mio primo scritto… 83 (da sei giorni sono in corsa per l’ottantaquattresimo.)


La mia recensione

Una storia pressante, dai contorni foschi, su una realtà che è fin troppo conosciuta e in cui il giovane Giancarlo Merini (omonimo dell’autore), si trova catapultato per uno strano gioco del fato.

Una borsa da viaggio blu, lasciata in custodia da uno sconosciuto avventore, è ciò che darà il via a questo romanzo: un messaggio misterioso per il prescelto con la richiesta d’aiuto nell’accettare di svolgere una rischiosa missione, fingendosi qualcun altro.

Giancarlo è intelligente, ironico, spensierato e innamorato di Cristina, esperto conoscitore delle sue amate montagne e barman a tempo perso, ottimo studente universitario, con una famiglia alle prese con la crisi lavorativa. Un ragazzo come tanti, magari con qualche spiccata caratteristica personale, ma comunque un giovane normale, che conduce un’esistenza normale tra università e le ore trascorse al bar dove lavora, tra le sere in casa davanti alla tv a seguire le vicende politiche italiane degli anni Novanta. Eppure… proprio lui è il destinatario di quella richiesta d’aiuto!

Una richiesta a tratti assurda: la partecipazione a una rischiosa missione contro trafficanti di bambini. La verità, di cui il ragazzo verrà a conoscenza, lo sconvolgerà così tanto per toccarlo fin nell’animo, impedendogli di tirarsi indietro, nonostante il compito sia arduo e pericoloso, nonostante lui non si addestrato a tale scopo, nonostante non abbia doti da 007.

Incapace di rifiutare Giancarlo vive giorni pieni di dubbi e domande: “Sarò capace?”, Mi tradirò?”, “Come potrò fare la cosa giusta al momento giusto?”, “Come muoversi in certi ambienti di cui non conosco nulla, senza farmi scoprire per via della mia estraneità?”. E poi, la domanda delle domande: “Perché proprio io?”

Eppure, pur sapendo i rischi che corre, pur dovendo infiltrarsi in un mondo criminale duro e spietato di cui non conosce i meccanismi, Giancarlo accetta. E parte, seguendo le istruzioni dettagliate che i servizi segreti gli hanno lasciato. Da questo momento in poi il giovane si ritroverà immischiato in una spirale di eventi che metteranno a repentaglio la vita di molti, la sua per prima.

Gli ultimi capitoli sono una discesa senza freni dentro l’orrore della violenza.A Giancarlo servirà tutta la determinazione per non esserne sconfitto e sopraffatto.

Il finale è una presa di realtà dura e consapevole, il lettore non può che esserne segnato nell’anima.

Narrazione perfetta, ritmo incalzante che non perdona, il romanzo si inizia e finisce in breve tempo perché il lettore non riesce a staccarsi dagli avvenimenti. Le vicende sono raccontare in prima persona dalla voce del protagonista, con uno stile ironico, eviscerato dal superfluo.

A tratti ho goduto di momenti descrittivi di alto livello letterario: la rude poetica di Giancarlo Molinari, scevra da orpelli ma toccante e vivida, mi ha reso lo scrittore affine ad altro grande autore italiano (anche lui esperto scalatore), che apprezzo molto per il modo diretto e immediato di far arrivare le emozioni.

Leggetelo.

Loriana Lucciarini

[ospiti] – 3 | Cristina Biolcati: le altre vite vissute nella scrittura #allDay

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intervista-logoLoriana Lucciarini – Ciao Cristina, benvenuta a nome mio e dei lettori. Mi fa piacere che tu sia qui 😀 Svelo un piccolo segreto al pubblico: ho corteggiato Cristina per lungo tempo per convincerla a venire qui mia ospite. Lei, che è di carattere introverso e riservato, ha opposto resistenza ma alla fine… l’ho spuntata! Ecco perché sono orgogliosa e felice di aver organizzato per lei questo appuntamento, spero che possa essere uno scambio proficuo per voi e anche per lei potervi incontrare oggi…

Allora Cristina, dicci: da quanto tempo scrivi? Cosa ti ha portato ad approcciarti alla scrittura?

cristina-biolcati-1-300x175Cristina Biolcati – Ciao Loriana, e un saluto ai tuoi lettori. Grazie per lo spazio e l’attenzione che mi riservate in questo salotto. In realtà, scrivo da quando avevo quattordici anni, ma è da cinque o sei anni che ho iniziato a far leggere i miei lavori. Da quando mi sono iscritta a Facebook. Sono entrata nel mondo della scrittura lentamente, scoprendo i concorsi e le case editrici, e imparando a muovermi, in mezzo a colleghi che amano la scrittura come me. In realtà, ho sempre adorato leggere, quindi volevo anch’io creare storie. Vi confesso che i primi racconti li ho scritti per far divertire mia sorella. Si faceva certe risate!

Loriana Lucciarini – Scrivi sia prosa che poesia, il processo creativo è lo stesso o si differenzia?

Cristina Biolcati – La poesia è il mio primo amore. Poi, col tempo, ho capito che posso esprimermi anche in prosa. Con la poesia è tutto più immediato. Devi rendere un’emozione in pochi versi. In prosa si può spaziare, si può creare anche mentre si procede. Tante storie partono infatti in un modo, e poi si concludono in maniera imprevedibile. Penso capiti a tutti quelli che scrivono. Io comunque sono sintetica  e amo i racconti brevi. Ritengo derivi dall’amore per la poesia, che porta ad essere incisivi e a non dilungarsi troppo.

Loriana Lucciarini – In che modo senti che la scrittura possa rappresentarti?

Cristina Biolcati – Dopo tanti anni, mi fa ancora effetto affermare che la scrittura sia il mio “alibi” per vivere altre vite, e per esprimere cose che altrimenti terrei serrate dentro di me. Ma è così. Adesso sarebbe bello sapere se, fra tutto quello che ho detto, ci sia qualcosa di valido o degno di nota. Se il mio messaggio sia arrivato a qualcuno. E credo che solo il tempo potrà darmi una risposta.

Loriana Lucciarini – Questo tuo ultimo lavoro, un romanzo breve, affronta un tema delicato: la morte. E lo fa in modo insolito. Ce ne vuoi parlare? (leggete la mia recensione qui)

Cristina Biolcati – Certo. La morte è un tema che in qualche modo va esorcizzato, ognuno a modo suo. Io ho cercato di immaginare dove si vada e cosa ne sia di noi. Ho pensato ad un distacco che avviene in modo graduale, dove vi è il tempo per raccontare e per raccontarsi. Spero di averlo fatto con ironia. Perché più che sulla morte, io definirei il mio romanzo breve una storia sulla vita e sull’amore, nelle sue varie sfaccettature.

Loriana Lucciarini – Come ti è venuta l’idea? Perché hai strutturato in questo modo la narrazione?

Cristina Biolcati – Ti dico la verità. All’inizio avevo concepito un dialogo intimo fra Davide, il mio protagonista, e la sua fidanzata Alice. Un dialogo onirico, per ovvi motivi, perché appunto lui è morto e non ne faccio mistero da subito. Ma poi ho pensato che la narrazione sarebbe stata pesante. Allora ho trovato l’espediente di far raccontare a Davide stesso la sua vita, a tratti come se nulla fosse successo. Sono usciti dei personaggi interessanti, e anche degli aneddoti divertenti. Almeno, m’illudo che sia così.

Loriana Lucciarini – Qual è il messaggio che vuoi dare?

Cristina Biolcati – Che la vita è imprevedibile, e che bisognerebbe goderne ogni giorno come fosse il primo e l’ultimo. Tipo quella vignetta di Snoopy, che adoro. Quella che dice: “Un giorno moriremo. Ma tutti gli altri giorni no”.

Loriana Lucciarini – L’aspetto fondamentale in questa storia?

Cristina Biolcati – Che le persone che abbiamo amato non se ne vanno mai del tutto. Trovano sempre il modo di farsi sentire, dentro di noi. Nei nostri ricordi e nei sogni. E credo che questo sia un aspetto rassicurante, perché vuol dire che niente è stato vano.

Loriana Lucciarini – Ci vuoi raccontare una delle sensazioni principali che provavi mentre stavi scrivendo il manoscritto di questa storia? E quella che invece emerge nell’oggi, nel rileggerti?

Cristina Biolcati – Ero molto emozionata, come quando mi capita di scrivere qualcosa che mi piace particolarmente, e non mi succede spesso, purtroppo. Sono molto critica nei miei confronti. Rileggendomi oggi, invece, mi perdo nell’aspetto ironico, e quindi mi diverto, soprattutto con le avventure dell’amico di Davide, Paolone, un personaggio particolarmente buffo.

Loriana Lucciarini – Il riscontro dei lettori?

Cristina Biolcati – Chi lo ha letto mi ha detto che gli è piaciuto. La difficoltà che incontro, più in generale, è nel farmi conoscere, perché sono una persona che non ama troppo pubblicizzarsi. Anzi, sono negata. E per chi intende fare questo “mestiere” credo sia  un handicap mica da poco.

Loriana Lucciarini – Scintille ha recensito poche settimane fa il tuo libro di poesia e oggi sei qui per parlarci di narrativa. Il tuo prossimo lavoro?

Cristina Biolcati – Io sono sempre al lavoro. Però, come hai notato anche tu, si dovrebbe evitare di far uscire troppe opere nell’arco di poco tempo. Così adesso mi sto dedicando ai concorsi. Ne sto facendo tanti, e quindi sono sempre impegnata. Un’ottima opportunità per far conoscere la mia scrittura, in riferimento a quel grande difetto che ho, e di cui parlavamo prima.

Loriana Lucciarini – Oh certo, un difetto… ma un difetto su cui si può lavorare! Oggi, ad esempio, anche se sei stata riluttante per molto tempo prima di accettare il mio invito, hai saputo proporti in modo sincero e diretto: una qualità che il pubblico e i lettori ammirano, soprattutto i lettori di questo Salotto! 🙂

Ora cari lettori tocca a voi, chi vuol fare qualche domanda all’Autrice? Ecco il momento giusto: dichiaro aperta la chat e vi informo, prima di lasciare la parola a Cristina Biolcati, che l’Autrice passerà durante tutta la giornata (e anche il giorno successivo) a rispondere ai vostri commenti o quesiti.

Adesso lascio a voi lo spazio per le domande, ci rivediamo a fine evento… Pronti? Via! 😀

logo CHAT

[ospiti] – 1 | Giornata Autore #AllDay con CRISTINA BIOLCATI

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Oggi, in occasione dell’uscita in versione cartacea del suo ultimo romanzo “Balla per me”, sarà con noi Cristina Biolcati.

L’Autrice è reduce da una serie di blogtour e giveaway sui social network per il lancio del cartaceo, dopo la prima pubblicazione in ebook e sono onorata di averla qui con noi! 😀

La presenterò con un’intervista a tutto tondo sulla sua passione scrittura e sulla produzione letteraria, spero utile a farvela apprezzare e scoprire.

Se amate chi sa descrivere le emozioni al punto di toccarvi il cuore, oggi dovete stare con noi! 😀

  • ore 12.00 presentazione Autrice e pubblicazione recensione del suo “Balla per me”
  • ore 15.00 intervista e chat con i lettori

Non mancate!

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